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La prostituzione è una schiavitù

soniasirizzotti 225

soniasirizzotti 225Pubblichiamo questo intervento di Sonia Sirizzotti nel dibattito che è stato aperto dopo la presentazione della proposta di legge sulla tassazione degli introiti provenienti dalla prostituzione, presentata dalla Senatrice Maria Spilabotte. Ritorneremo su questi temi dal momento che sono riprese le pubblicazioni di unoetre.it e daremo spazio alle posizioni che ci perverranno.

Sonia Sirizzotti – Oggi 4 Marzo viene presentato in Senato il DDL 1201/13 Regolamentazione del fenomeno della prostituzione. Otto articoli per regolamentare una vasto fenomeno, tante perplessità,un errore di fondo…Il corpo della donna e l’atto sessuale in se diventano oggetto di mercificazione…con ricevuta fiscale. Esattamente un mese fa è stata approvata in Europa la risoluzione Honeyball che va in senso opposto a questo DDL. Nella risoluzione si parte da un principio fondamentale la prostituzione è una forma di schiavitù incompatibile con la dignità umana e i diritti umani fondamentali; mentre nel nell’illuminato DDL si parte dal presupposto che siccome la prostituzione esiste diamo loro la possibilità di scegliere tra esercitare in casa con partita iva o in zone individuate dall’Ente Locale con presidi sanitari. Ma veramente queste giovani donne che vediamo per strada, spesso minorenni hanno solo bisogno di una partita iva? Hanno veramente scelto loro di stare per strada?La maggior parte di coloro che si prostituiscono provengono da categorie vulnerabili, spesso sono minorenni,oggetto di continue minacce a loro ed alle famiglie di provenienza. Basta dare loro un parco ed un preservativo?Leggiamo bene la risoluzione è quanto di più lontano rispetto al decreto..da una parte si chiede di punire gli sfruttatori ed i clienti dall’altra si vuol far passare il concetto che la prostituzione sia una normale attività, un “divertimento”, ma altresì un lavoro soggetto a pagamento..delle tasse..anche se dal testo della legge risulta del tutto oscuro il come. Ufficialmente nel nostro Stato la prostituzione viene tollerata…ma non esiste e non vi è nessuna qualifica professionale, associabile al sistema fiscale italiano, che consenta a una prostituta di “mettersi in regola” e nella legge tranne un riferimento all’apertura di partita iva part time o full time…non vi è altro. Purtroppo da volontaria dello sportello antiviolenza che tante storie ha ascoltato in questi anni non posso non trovare un nesso tra questa legge…e le donne vittime di violenza. Considerare la prostituzione un “lavoro sessuale” legale, depenalizzare l’industria del sesso in generale e rendere legale lo sfruttamento della prostituzione non è una soluzione per proteggere donne e ragazze minorenni vulnerabili dalla violenza e dallo sfruttamento, ma sortisce l’effetto contrario esponendole al pericolo di subire un livello più elevato di violenza, promuovendo al contempo i mercati della prostituzione e, di conseguenza, accrescendo il numero di donne e ragazze minorenni oggetto di abusi .Il punto è proprio lì…nella concezione della donna o meglio della persona e viene ben sottolineato nella relazione il legame tra prostituzione e sfruttamento sessuale e la parità di genere, chiaro è che la prostituzione rappresenta una violazione della dignità umana, contraria ai principi dei diritti umani, ed in contrasto con i principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.Un ultimo dubbio perché il testimonial non è qualche povera prostituta minorenne che potrebbe dare una testimonianza diretta dell’inferno in cui vive ed invece è una prostituta transessuale di lusso?

 

 

 

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