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Solidarieta’ vs Disagio sociale

Mani e SolidarietĂ 

Mani e SolidarietĂ di Giuseppina Bonaviri – “Se un uomo sogna da solo è solo un sogno. Se si sogna in tanti è la realtĂ  che comincia”. Il Tavolo di progettazione provinciale per un Patto di SolidarietĂ  Sociale è diventato una realtĂ  forte della Provincia frusinate. Azioni concrete e credo fanno il resto. Partecipare per risolvere i problemi collettivi che coinvolgono tutti , cominciando da se stessi e da una diversa visione del rapporto con gli altri, ci consente di uscire dal silenzio nel rispetto della dignitĂ  umana sempre verso maggiori conquiste di educazione e strategie d’insieme ai diritti umani. Coniugare finalitĂ  etiche come integrazione e coesione, rafforzando legami e diritti sociali riduce quel senso di precarietĂ , di isolamento e di disagio della attuale modernitĂ . Alimentare solidarietĂ , pratiche di cittadinanza attiva in un continuo fluire di relazioni e scambio ci consente di agire sul senso di appartenenza alle comunitĂ , comunitĂ  intese come spazio vitale in cui rispetto e sostegno coesistono.

In una epoca in cui incertezza, solitudine e disorientamento sono sentimenti e condizioni che contribuiscono ad aumentare la paura dell’altro, dello sconosciuto e del diverso i legami sociali diventino il fiore all’occhiello delle Istituzioni e della societĂ  civile. Insieme, verso il cambiamento, per prevenire ed eliminare abusi sui diritti umani è possibile. Il occasione del 16 aprile, in cui ricorre la giornata mondiale contro la schiavitĂ¹ dei bambini e si festeggia la giornata mondiale della voce, giustizia, solidarietĂ , agire comune rimangono i caposaldi di una visione equa e globale a sostegno delle nuove povertĂ  e delle disuguaglianze.

Al centro del dibattito a piĂ¹ voci -che si articolerĂ  nella Tavola Rotonda ” SolidarietĂ  vs disagio sociale: insieme per il cambiamento” presso il Salone di rappresentanza della Amministrazione Provinciale di Frosinone il 16 aprile 2014 alle ore 17.00- all’interno della Campagna provinciale di sensibilizzazione “DIAMOCI LA MANO” contro discriminazioni e vittime di violazione -decollata l’8 marzo di questo anno- assieme alle rappresentanze istituzionali, alle delegazioni di Amministratori locali, alle realtĂ  sociali no profit, al privato sociale, al mondo dell’associazionismo ci si confronterĂ  per gettare le basi di un percorso di innovazione comune che vada anche oltre l’area vasta della Provincia ciociara. Parlare la stessa lingua, senza prosceni e desideri di protagonismo per consolidare una Rete integrata contro diseguaglianze e per una progetto di equitĂ  sociale che scavalchi i limiti, i confini e le conflittualitĂ  partitiche. Per definire obietti comuni bisogna essere consapevoli del ruolo che, ogni realtĂ  partecipante al percorso, intenderĂ  assumere responsabilmente incidendo, così, nei percorsi decisionali di policy maker.

Intanto, le nuove linee guida sulla marginalitĂ  e la povertĂ  coordinate dal Ministero delle Politiche sociali mettono al centro i Comuni così come la Legge di StabilitĂ  prevede l’incremento di 250 milioni di euro, per il 2014, del Fondo per la carta acquisti destinata ai cittadini che versano in condizione di maggiore disagio economico ed è rifinanziato con 250 milioni di euro, sempre per il 2014, il Fondo per la non autosufficienza. Al Fondo per le Politiche Sociali vengono assegnati 300 milioni di euro per il 2014. Parrebbe , allora, che la politica di coesione riformata permetterĂ  di mobilitare fino a 351,8 miliardi di euro destinati alle region, alle cittĂ  dell’UE e all’economia reale. Ăˆ principalmente tramite questo strumento d’investimento che l’Unione realizzerĂ  gli obiettivi della strategia Europa 2020: crescita e occupazione, lotta contro i cambiamenti climatici e riduzione della dipendenza energetica, della povertĂ  e dell’esclusione sociale. Il Fondo europeo di sviluppo regionale concorrerĂ , poi, alla realizzazione di questi obiettivi indirizzando le proprie risorse verso prioritĂ  fondamentali, quali il sostegno per le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di raddoppiare i fondi da 70 a 140 miliardi di euro in 7 anni.

Dunque, se come augurabile, queste misure si concretizzeranno dipenderĂ  dalla capacitĂ  delle Amministrazioni locali e dalla governance globale dei territori. Mettere un freno a diseguaglianze e iniquitĂ  sociali che sono la causa delle nuove povertĂ  ( la provincia di Frosinone è al primo posto tra le province laziali) ha un grande valore etico e di rilancio del sistema locale. Il dibattito che si aprirĂ  con l’incontro provinciale di mercoledì 16 aprile prossimo intende porsi, dunque, come substrato all’edificazione di azioni comuni rivolte alla cooperazione e alle politiche dei cambiamenti del welfare .

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ByGiuseppina Bonaviri

Giuseppina Bonaviri: Mi racconto. Mi chiamo Giuseppina Bonaviri, ho 54 anni e vivo a Frosinone.La mia storia inizia quando, mio padre Giuseppe, siciliano, uomo e poeta straordinario candidato nella terna del Nobel per la letteratura italiana per circa un ventennio, narratore della metĂ  del "900 italiano piĂ¹ tradotto al mondo, innamorato di mia madre Raffaella, napoletana, decide di sposarla seguendola in Ciociaria.

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