Ricordi di guerra a Colle Leo

guerra soldati

guerra soldatidi Gianluca Coluzzi – Nuovo itinerario della memoria in una località della campagna di Ceccano: dopo Faito è la volta di Colle Leo. Anche in questa contrada sono accadute, nel periodo della seconda guerra mondiale, diverse vicende che a nostro avviso meritano di essere raccontate. La persona che ci ha fatto da guida su alcuni luoghi della zona legati a fatti di guerra è Luciano Natalizi, nato nel 1932, in passato consigliere comunale del PCI a Ceccano. “Pochissime abitazioni, -esordisce il sig. Luciano- quasi tutte “pagliari”, e vie sterrate fangose o polverose a seconda della stagione: così si presentava Colle Leo settant’anni fa, un volto ben diverso da quello attuale”.
Lungo la via che porta il nome della contrada, ci dice il sig. Natalizi, i tedeschi avevano scavato tante piccole postazioni, mentre gli abitanti del posto si erano dati da fare per scavare dei rifugi antiaerei. I tedeschi, ricorda Natalizi, razziavano bestiame in continuazione e chi possedeva degli animali doveva industriarsi per cercare di nasconderli. Un grande comando tedesco si trovava in zona Acquasanta: qui i tedeschi avevano occupato una serie di costruzioni e di “pagliari” utilizzandoli come uffici, magazzini, officine, dormitori e cucine. La sede principale di questo insediamento tedesco era la vecchia casa di Antonio Segneri detto “Scioscia”: intorno a questa abitazione, come ci ha riferito il sig. Luciano, i tedeschi si insediarono a macchia d’olio, occupando anche proprietà vicine. “Si trattava di una grossa concentrazione tedesca: essi avevano occupato dei pagliari molto lunghi che usavano come dormitori e diverse altre costruzioni che avevano adibito alle funzioni più varie: ricordo che vi era un grande deposito di cibo che serviva il fronte di Cassino. Intorno al comando tedesco in località Acquasanta credo ruotassero circa 300 unità. Si andava spesso lì nella speranza di avere qualcosa da mangiare”. Il sig. Luciano ci ha detto anche di essere riuscito a sottrarre una volta, da una lunga autocolonna in sosta presso questo comando, del pane nero, eludendo la sorveglianza di un milite che faceva su e giù lungo questa fila di camionette.
Sempre ai tedeschi è legato un ricordo singolare del sig. Luciano, quello di un disertore che si faceva chiamare Lorenzo: “Questo soldato si nascondeva tra gli abitanti della zona e tra i tanti sfollati che erano qui; anche mio padre una volta lo aiutò a nascondersi, in una macchia qui vicino insieme a due vacche da latte che cercava di sottrarre alle razzie tedesche. “Lorenzo”, sempre preoccupato per il rischio che qualcuno potesse segnalare la sua presenza ai suoi vecchi compagni d’armi (cosa che non accadde mai), rimase con la comunità di Colle Leo fino all’arrivo degli Alleati, nello specifico i canadesi. Una volta arrivati quest’ultimi, un abitante della zona andò da loro a esporre la situazione di questo disertore: i canadesi subito dopo accolsero Lorenzo benevolmente e gli spiegarono come doveva fare per rientrare in patria. Non lo fecero prigioniero, come lui temeva”.
Il sig. Luciano ci descrive bene le ore dell’arrivo dei canadesi e della ritirata tedesca. Impressionante il racconto di un’azione fulminea di una pattuglia canadese: “In questo posto (ci troviamo poco prima dell’incrocio tra via Colle Leo, via Acquasanta e via Casette, ndr) vi era una postazione di mitragliatrice tedesca. L’ultimo giorno che i tedeschi furono qui questa postazione fu assaltata in maniera rapidissima da pochi soldati canadesi che erano saliti quassù, in silenzio, furtivamente, dallo Sterparo, zona dalla quale stavano avanzando. Erano guidati da un giovane del luogo, Mario Mingarelli. I canadesi, giunti, strisciando, in prossimità della postazione, saltano letteralmente dentro di essa e uccidono un tedesco con una pugnalata. I tedeschi provano a reagire, vi sono degli spari, ma è troppo tardi. I canadesi tornano alle loro posizioni senza danni. Viene ferita però la loro guida, che verrà curata il giorno dopo dai canadesi stessi. Questo fatto avvenne in un orario che poteva essere l’una o le due del pomeriggio”.
Quella notte stessa i tedeschi si ritirano. “Sentivamo il rumore dei loro stivali-dice il sig. Luciano- era chiaro che si stavano spostando in gran numero. Noi stavamo chiusi nei ricoveri e nessuno di noi si prese il rischio di andare a verificare cosa stesse succedendo, anche se veniva spontaneo pensare a una ritirata. Verso le tre o le quattro del mattino questo trambusto cessò: dei tedeschi non vi era più traccia”.
Sono arrivati i canadesi, che si installano proprio lì dove fino a poco tempo prima vi erano i tedeschi, da A. Segneri, in zona Acquasanta. Come per altri testimoni ascoltati in precedenza, anche il giudizio di Natalizi è estremamente positivo su questi militari: i canadesi sono affabili, cordiali e distribuiscono viveri e sigarette in quantità.
“Fu una festa quando arrivarono i canadesi: ricordo bene quando giunsero qui su. Si fermarono all’incrocio tra via Colle Leo, via Casette e via Acquasanta con le loro jeep: per prima cosa distribuirono sigarette a coloro che erano andati loro incontro e subito dopo chiesero informazioni sulla loro giovane guida, Mario Mingarelli, che gli aveva indicato la postazione di mitragliatrice tedesca; gli fu detto che era stato ferito e loro si offrirono di curarlo”.
Questo percorso tra le memorie di guerra della zona di Colle Leo termina qui. Il sig. Luciano ci saluta manifestando approvazione verso questo tentativo di condivisione di testimonianze riguardanti il periodo bellico, cosa che ci fa enormemente piacere.

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

 

Io sostengo 1e3.it

 

ByAutore/i esterno/i

Autori che hanno concesso gratuitamente i loro articoli, Collaboratori occasionali

Privacy Policy Cookie Policy



Verificato da MonsterInsights