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E se vincessero gli anti-europeisti?

bruxelles parlamento europeo

bruxelles parlamento-europeodi Antonio Olmetti – Gli argomenti sull’Europa: E se vincessero gli anti-europeisti? E se poi decidessero di mollare l’euro con un referendum? Cosa succederebbe ai nostri soldi?
Per prima cosa poiché i contanti conserverebbero il loro valore in euro, si potrebbe prevedere che prima del referendum, ci sarebbero file davanti agli sportelli bancari per ritirare più cash possibile, per poi metterli a sicuro da qualche posto ed aspettare quel che succede. Il sistema bancario salterebbe perché tutti ritirano i soldi; l’esempio tipico è quello successo nella crisi dell’ Argentina dove in soli tre giorni gli argentini ritirarono il 6 per cento dei depositi tant’è che il governo dovette porre limiti al prelievo dei contanti. Potrebbero farlo anche i nostri governanti ma poi per quella classe dirigente sarebbe il suicidio politico perché la gente si arrabbia molto in questi casi e non li voterebbe più. Succederebbe in ogni modo un finimondo: persone che ritirano euro per portarli all’estero, in Germania, Francia o tramutarli in dollari insomma una vera baraonda.
Avvenuto il referendum, mollato l’euro assisteremo al problema della svalutazione: l’Italia ritornerebbe alla lira e potrebbe proporla al cambio di una Nuova Lira (NL) per un euro. I cambi internazionali ridimensionerebbero senza complimenti questo valore, stabilendolo ad esempio, ma non siamo lontani dalla realtà, che 1€=1,33 NL. E così chi sul mercato internazionale detiene euro italiani trasformati in NL subisce una perdita netta di potere d’acquisto del 30% (con simmetrico aumento del 30%, per l’Italia, del costo delle materie prime, fra cui grano, petrolio, cotone, caffè e via dicendo).
La svalutazione permetterebbe però alla nostra economia di ripartire incentivata principalmente dal turismo e dalle esportazioni. Quindi i giovani disoccupati saranno contentissimi, ripartirebbe il lavoro, mentre tristissimi saranno i pensionati che diventerebbero molto più poveri (quello che costantemente prenderebbero come pensione, varrebbe un 30 percento in meno).
Cosa succederebbe a tutti i titoli di debito pubblico ( i famosi BOT, BTP etc) che attualmente sono denominati in Euro? Mollare la moneta unica porrebbe lo Stato di fronte a due scelte:
• ridenominare d’imperio tutti i titoli di debito nella nuova moneta. Ridenominare i debiti contratti in una valuta forte (l’euro) in una più debole ( la nuova lira) significa non pagarne una parte e infrangere i patti e i contratti con gli investitori, con relativa fuga di quest’ultimi e impossibilità di trovare, per anni e anni, ulteriori finanziamenti sui mercati. Teniamo in debito conto che poco meno del 50% del debito pubblico italiano è in mano a investitori esteri;
• per evitare quanto sopra, lo Stato potrebbe lasciare i Titoli di debito pubblico denominati in euro. Avverrebbe lo stesso un default, ma per cause diverse. Infatti la pesante svalutazione immediata della nuova lira ( 1€=1,33 NL) renderebbe impossibile allo Stato di pagare il debito denominato in Euro.
L’incubo sul ritorno della Lira, non si limiterebbe solo a quanto detto sopra perchè una svalutazione di circa il 30 percento se non di più, innescherebbe una iperinflazione ( le importazioni, a cominciare dall’energia e l’Italia è dipendente dall’estero per oltre l’80%, costerebbero molto di più e avvierebbero una spirale perversa sui prezzi ) con conseguenze sociali difficilmente immaginabili che porterebbero ad inficiare le istituzioni democratiche..
Ma finiamola con le chiacchiere: se c’è un modo per capire che sarebbe un incubo mollare l’euro, è quello di ricordare ciò che è successo non tanto tempo fa, in Argentina dove la parificazione uno a uno tra pesos e dollaro (ai tempi di super dollaro), portò ad una gravissima crisi economica.. Scegliere di essere indifferenti sul restare in Europa, vuol dire poter dar il via libera a scelte politiche ed economiche sbagliate. Occorre perciò partecipare alle prossime elezioni europee del 25 maggio e scegliere i nuovi eurodeputati con la modalità più sicura cioè quella di premiare i migliori valutandone le competenze e le capacità.

29-04-2014

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