fbpx

PD: arrocco e scontro aperto con i 5 Stelle

M5S PD

M5S-PDdi Ivano Alteri – Nei giorni scorsi, il capogruppo regionale del M5S ha fatto visita alla Casa della Salute di Pontecorvo a seguito degli impegni presi dal Presidente Zingaretti su tale struttura. Nel suo consueto intervento del sabato, il direttore dell’Inchiesta, Stefano Di Scanno, commentando la notizia smentisce l’interpretazione secondo cui si sarebbe trattato di una “intimidazione”, come l’ha definita lo stesso Zingaretti, o di un atto squadristico come hanno detto altri dello stesso Pd. In realtà, secondo quanto riportato dagli stessi giornalisti dell’Inchiesta presenti sul posto, quelli del M5S si sarebbero limitati a fare domande agli operatori sanitari e a verificare la corrispondenza tra quanto promesso e quanto effettivamente già realizzato, constatando una ovvia discrepanza tra i due momenti, data l’esiguità di tempo trascorso. Insomma, nessuna aggressione, né fisica né verbale; nessuno squadrismo e nessuna intimidazione. Ma allora, perché quella reazione smodata del Pd?. Proseguendo nelle sue considerazioni, Di Scanno si risponde con una domanda: “Il Pd, in tutte le sue sfaccettature, pensa davvero che l’arrocco e lo scontro aperto con i 5 Stelle siano le strade per salvare la pelle?”.

La domanda è retorica, ma molto interessante. Ad essa possiamo rispondere da tre punti di osservazione, che noi schematizziamo sommariamente così: quello tattico, che riguarda l’attuale classe dirigente del partito; quello strategico, che riguarda l’intero partito nel tempo; e quello politico, che riguarda tutti noi che auspichiamo l’esistenza di una forza politica organizzata, orientata a sinistra e alla partecipazione, concreta e non solo “virtuale”.

Dal punto di vista tattico. È possibile che l’attuale Pd pensi di poter contenere elettoralmente il M5S demonizzandolo e, come nell’esempio sopra ricordato, facendo passare per un atto negativo un’attività assolutamente positiva e consona ad un partito di opposizione, quella di controllare sul campo l’operato di chi governa. A livello generale, qualche pesante scivolata il movimento l’ha avuta, non solo nei toni, dando adito a tatticismi elettorali ancora più evidenti, per quanto fondati. Tuttavia, un partito di governo, qual è il Pd, dovrebbe avere, e mostrare, una visione meno propagandistica della lotta politica, ponendo al vertice delle priorità gli obiettivi irrinunciabili del paese che vuole governare. Se, al contrario, la propaganda prevale sul contenuto, come avviene con una certa sistematicità con l’avvento di Renzi, il suo stesso ruolo è svilito. Inoltre, sottoponendo al giudizio dei cittadini argomenti troppo evidentemente pretestuosi, quando non contrari al normale buon senso, la sua capacità di rappresentanza, già scarsamente popolare, rischia una ulteriore torsione verso l’alto, verso i poteri sempre più forti e oscuri.

Da punto di vista strategico. All’interno del Pd vi sono sensibilità diverse, di cui il segretario pro tempore non può ignorare l’esistenza e l’orientamento. Pur preservando le prerogative di chi ne conquista la maggioranza nella contingenza della lotta politica, a nessuno dovrebbe essere consentito di avvelenare i pozzi per chi gli succederà. Le drammatiche forzature cui oggi sono sottoposti il corpo e la base del Pd, invece, sembrano dire “apres moi le deluge”. Gli attacchi indiscriminati a quelli del M5S, mentre si fanno accordi per le riforme con un tizio “bandito” dal Parlamento, distorcono la natura del partito fin dalle radici. Ma, vorremmo ricordare, Renzi sta seduto sulla poltrona più importante di un partito, quella di segretario, che la sua parte politica originaria non ha saputo preservare né a sé, né al Paese. Dovrebbe, perciò, sentire e mostrare quantomeno riconoscenza a chi invece ha saputo farlo, piuttosto che fare il bullo del quartierino. Detto in chiaro, ci pare un po’ troppo che un concorrente di quiz possa con tanta baldanza e arroganza appropriarsi delle strutture di un partito di grande onorabilità e vicinanza al popolo, quale era il Pci, per strumentalizzarlo con tanta disinvoltura e farne uno strumento al servizio di “lor signori”. Non è roba sua; dovrebbe trattarla con maggiore rispetto.

Dal punto di vista politico. Il problema dell’Italia è Grillo? È Grillo il nemico? Noi riteniamo, assolutamente, che la risposta sia no. Il nemico dell’attuale contingenza storica italiana, a nostro parere, è chi per venti anni ha proceduto con sistematicità alla distruzione delle istituzioni democratiche, del diritto del lavoro, della scuola, della legalità, dei rapporti tra le persone, anche grazie ad una classe politica della sinistra assolutamente imbelle. Il nemico è quella politica che ha affossato l’esistenza di milioni di persone, in nome di un sistema criminale che tiene in scacco l’intero pianeta, che lo saccheggia e lo stupra per gli interessi osceni di una ristrettissima minoranza di esseri umani. Il nemico è quella classe politica, non tutta, e quei cosiddetti tecnici, dalle tendenze servili imbarazzanti, inclini al tradimento, che sono al servizio permanente effettivo di quella banda, con una visione miserabile della politica, del Paese, degli uomini e delle donne, della vita. Tutto questo e molto altro dello stesso segno, è il nostro acerrimo nemico, e non Grillo; questo, e non Grillo, ha fatto esplodere una rabbia popolare più che legittima: necessaria, sempre più necessaria, che Grillo ha soltanto saputo intercettare, forse perché era la sua stessa rabbia. E, se vogliamo dirla tutta, anche la nostra, che pure non lo votiamo. Molte delle istanze politiche portate avanti con così tanta determinazione, non priva di notevoli strafalcioni politici e posizioni a volte inaccettabili, da parte di quei “cittadini”, sono state le nostre istanze per l’intera esistenza, lo sono tutt’ora, e non potranno mai diventare nostre nemiche.

In conclusione. Se il Pd nell’odierna versione ritiene, invece, che si possa trattare con i delinquenti e sparare a palle incatenate contro la gente, con argomenti falsi, riducendo la politica a becero elettoralismo al servizio di lor signori, beh, anche noi che pure nel Pd avevamo riposto molte speranze, saremo dall’altra parte della barricata. Senza dubbi e senza esitazioni.

Frosinone 18 maggio 2014

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Ivano Alteri

ByIvano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

Privacy Policy Cookie Policy