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Bruxelles non è poi così lontana!

bruxelles parlamento europeo

bruxelles parlamento-europeodi Rosalia Mattone – Tra qualche giorno è previsto l’appuntamento con le urne per rinnovare i rappresentanti dei 28 paesi dell’Unione che compongono il Parlamento Europeo. Queste elezioni si presentano in un momento particolare del nostro paese, colpito al pari di altri stati del sud-Europa da una crisi che sembra non trovare soluzione, trasformatasi negli anni da finanziaria a crisi sociale con pesanti ripercussioni sulle categorie più deboli e sul settore occupazionale che, specialmente per le fasce giovanili, ha ormai assunto connotati drammatici. La macchina europea, attivata per fronteggiare la situazione di economie stagnanti e problematiche di alcuni stati membri, ha mostrato il suo volto più severo nei contorni della Troika, imponendo a garanzia di “prestiti d’ossigeno” manovre lacrime e sangue a paesi già sull’orlo del precipizio. Difficile nascondere il malcontento verso queste istituzioni percepite come distanti e burocratiche, severe e vendicative, ma difficile è anche non vedere dietro questa impostazione di rigore il profilo di una destra europea che dalla maggioranza dei seggi nel parlamento europeo, all’espressione di 21 commissari europei su 28, ha scandito passo dopo passo il percorso rigorista e di austerità che ha contraddistinto le politiche dell’unione nell’ultimo quinquennio.

Da qui bisogna ripartire cambiando rotta. E’ indispensabile oggi guardare oltre lo sterile dibattito pro o contro l’Europa, è invece importante concentrarsi su che tipo di Unione vogliamo in alternativa a quella dell’austerità e del conservatorismo. Scegliendo di aderire al gruppo del Partito Socialista Europeo, il Partito Democratico rappresenta uno degli attori principali in seno a questo gruppo e sposa in pieno la piattaforma rivolta alla crescita, lavoro, difesa e rilancio del modello sociale europeo, della democrazia e dei diritti. Un manifesto d’intenti che ha come interlocutori i milioni di cittadini europei, che vuole finalmente superare l’approccio aridamente finanziario ed economico rivolgendosi ai popoli dell’unione alla luce dei nuovi bisogni e dei diritti universali.

Questo ci impone una grande responsabilità, ovvero quella di proporre e far conoscere la nostra idea di Europa. La modalità di voto per il rinnovo del PE ci consente di esprimere la preferenza scrivendo il nome di un candidato. Mai come adesso è necessario orientare le nostre scelte su competenza, preparazione e curriculum. Mai come adesso è necessario liberarsi da quei legacci che ci impongono di esprimere preferenze senza guardare mai oltre il proprio giardino.

La decisione di manifestare la mia preferenza per Roberto Gualtieri nasce dalla dimostrazione di serietà e competenza durante il mandato di europarlamentare nell’attuale Parlamento Europeo. Il lavoro svolto sui temi economici, l’attenzione all’industria europea ed allo sviluppo economico dell’unione gli sono valse la stima anche del candidato alla Presidenza della Commissione Europea per il gruppo dei Socialisti e Democratici Martin Shulz.

L’importanza data al rapporto con gli elettori attraverso un’attenta relazione dell’attività svolta nel precedente mandato evidenziano un’attitudine alla trasparenza di cui abbiamo parecchio bisogno.

Un grande in bocca al lupo quindi a Roberto Gualtieri per il suo finale di campagna elettorale, e un buon voto a tutti per domenica 25 maggio.

Bruxelles non è poi così lontana!

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