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Veroli ha un nuovo sindaco e il PD ha nuovi problemi

Simone Cretaro 1000

Simone Cretaro 1000di Ignazio Mazzoli – Alle 10 di questa mattina Veroli ha già metabolizzato con apprezzamento ed in molti casi con gioia, l’affermazione e la vittoria del nuovo sindaco Simone Cretaro. Con 6.855 voti pari a circa il 53%, come attesta il sito del Ministero degli Interni, conferma alla guida del suo comune la coalizione nata dalla maggioranza uscente guidata da Giuseppe D’Onorio. 3656, pari al 28% dei voti è il risultato dello sfidante Danilo Campanari. Cerchiamo il suo numero di telefono sullo smartphone, il dito sulla sua foto e squilla il suo telefono. Campanari, gentile come sempre, è pronto a commentare il voto: “sinceramente non me l’aspettavo una vittoria di Simone al primo turno. Incomprensibile il centro destra e in particolare Forza Italia che non si sono impegnati per il loro candidato Gianfranco Rufa. Nello stesso giorno oltre 4000 elettori hanno votato a destra per le europee e danno appena 966 voti (il 7,6%) alla coalizione di Rufa. Brutta campagna elettorale con i poteri forti di Veroli (sic ?) schierati a fianco di Cretaro. Comunque ha vinto. Buon lavoro a lui nell’interesse della città”. Un arrivederci chiude la dichiarazione.
Nei commenti mattutini raccolti in piazza Duomo e in piazza Mazzoli prevale la sottolineatura che apprezza come si sia compiuta un’opera di rinnovamento reale, che ora dovrà essere verificata anche valutando nell’insieme i consiglieri eletti. Fra qualche giorno il quadro sarà definito e ne riparleremo. Noi abbiamo verificato già ieri pomeriggio durante lo spoglio il clima di attenzione verso l’avvocato Cretaro che moltissimi già appellavano con il nome di sindaco. Un chiaro segno della popolarità. Non sappiamo bene quali siano questi poteri forti, sarebbe utile individuarli. A noi di forte è apparso per la verità l’interesse della chiesa. Il Vescovo voleva sapere dello spoglio e possiamo immaginare che anche nella ricerca del voto da li (dalle parrocchie) possa essere arrivato un qualche aiuto. Non è una novità a Veroli ed anche altri sindaci, compreso Campanari, hanno beneficiato di questo consenso, spesso ricercato con molte attenzioni verso l’importante patrimonio architettonico delle chiese verolane.
Ora la storia del nuovo è tutta da scrivere, realizzando i programmi anticipati durante la campagna elettorale.
Sin dai commenti sulla composizione delle liste abbiamo sottolineato come l’articolazione identitaria dei partiti si fosse frantumata nelle 16 liste civiche in competizione. Destra e sinistra erano dovunque e da nessuna parte, ad eccezione di alcune autodichiarazioni.
Ci sono a nostro parere alcune questioni che meritano un’attenzione particolare che, forse, va anche di là di Veroli. Con il massimo rispetto per le scelte di individuali chi vuol competere in politica ci chiediamo che cosa può dire di nuovo un candidato a sindaco che ha già svolto per lunghi anni questa funzione e da dieci anni è assente dalla vita politico-amministrativa del proprio comune? Perché non si è fatto protagonista di un reale rinnovamento anche nella candidatura per il nuovo sindaco? Perché ha diviso la coalizione di centrosinistra che se unita avrebbe potuto vincere con percentuali stratosferiche? (molti hanno considerato e considerano imperdonabile questo comportamento). Sarà difficile ricostruire una cultura dei partiti a Veroli. E’ chiaro questo?
Ma c’è anche un altro aspetto che va segnalato e che riguarda il Partito Democratico. Il suo circolo cittadino è fermo da tempo, si riapre a 6-7mesi dalle elezioni. Qualcuno s’è chiesto perché dovrebbe diventare condizionante nelle scelte relative alla prospettiva del proprio comune di cui si è disenterssato per un più che congruo numero di anni?
All’attenzione del Pd frusinate segnaliamo questa vicenda di Veroli come l’ultimo, per ora, colpo di coda della sindrome del 2012. Quella che con il voto di Frosinone e Ceccano rivelò tutta l’inconsistenza di questo partito che si era costruito intorno alle fortune personali ed elettorali di qualche dirigente.
Il voto di Veroli ed Anagni con il loro risultato che può essere anche assegnato ad una ispirazione di centrosinistra hanno in comune l’isolamento di alcune forze che costituivano o pensavano di costituire l’architettura degli organigrammi del PD. Nel corso dei mesi altri accadimenti avevano anticipato come si andava modificando l’equilibrio degli assetti. Dopo la sconfitta del PD di Maurizio Cerroni a Ceccano, il superamento di Ernesto Polselli a Cassino, l’oscuramento di Vittorio Save Sardaro ad Angni ed ora la confitta di Campanari va in frantumi il cerchio magico dell’ex eurodeputato Francesco De Angelis. Se a questo si aggiunge che l’attuale segretario della Federazione Simone Costanzo, testardamente ed immotivatamente coinvolto nell’area che allo stesso si richiama, perde (in un momento assolutamente favorevole) a Coreno Ausonio, nel suo comune dove si era candidato a sindaco. Luciano Gatti già era stato perso da tempo. (tanto per non dimenticare i più importanti) C’è, quindi, da dire che una fase si è chiusa. Forse per davvero. Anche qui quello che verrà è tutto da scrivere. Per ora non si sa chi saranno gli autori.

Veroli 27 maggio 2014

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ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

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