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Non guardare il dito, ma la luna

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bandiera-seldi Giovanni Nardone – Ritengo che l’operazione realizzata dall’On. Nazzareno Pilozzi che il 23 giugno 2014 ha lasciato il gruppo di SEL della Camera per entrare nel Gruppo Misto insieme ai colleghi Alessandro Zan e Fabio Lavagno seguendo la scissione operata dall’ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore per sostenere il Governo Renzi, comporta la necessità di realizzare una riflessione attenta sullo scenario politico che si potrà aprire a questo punto e come associazione politica riformista, crediamo sia necessario partire dalle esortazioni del compagno Cesare Salvi ns. Presidente Nazionale, che negli ultimi tempi ha mostrato di essere nel campo progressista uno dei pochi personaggi pubblici con le idee chiare. Il compagno Salvi quando opto’ e noi assieme a lui di non aderire al Partito democratico, giustifico’ la scelta con il concetto che il nuovo partito sarebbe stata la risultante di una fusione a freddo e come sommatoria di gruppi dirigenti tra DS e Margherita, nonché della mancata richiesta di iscrizione al PSE. Da allora il PD anche se ha continuato in una politica ondivaga, ha risolto la questione della collocazione europea ed oggi fortificato dal risultato elettorale delle recenti elezioni continentali è arrivato ad un bivio: e cioè continuare con la stessa maggioranza e lo stesso governo, al netto di Berlusconi e dei suoi pasdaran, oppure, con un sussulto di dignità, provare a imprimere un cambiamento, approvare magari la legge di stabilità e la riforma elettorale che sono le uniche cose che può fare un governo di scopo con un mandato limitato e poi andare al voto. Ci sembra che per quest’ultima opportunità serva tuttavia che in questo Partito si rafforzi una forte componente di sinistra riformista e quindi per tale motivo apprezzo e condivido le motivazioni per cui l’amico e compagno Nazzareno ha fatto questa scelta difficile anche se tale operazione coraggiosa ha lasciato per il momento alcune perplessità tra i compagni. Sinistra Ecologia e Libertà, dopo aver dimostrato responsabilmente di essere disposta, ad alcune condizioni, ad appoggiare un governo che rompesse con le larghe intese e desse al Paese una legge elettorale decente, è rimasta coerentemente all’opposizione ma non si è fatta carico di assumersi la responsabilità di essere polo di aggregazione di una sinistra più ampia…….ed anzi sembra che voglia percorrere una via di isolamento a sinistra. A tale proposito invito l’amico Nazzareno a riflettere sull’opportunità di costruire un sistema di relazioni con soggetti anche diversi da quelli della rappresentanza politica, cioè i soggetti che in questi anni si sono – in un modo o nell’altro – affacciati alla ribalta: le associazioni dei no global, i vari movimenti arancioni, viola e policromi in genere, in sintesi la società civile. Si tratta di gruppi che partono da un’idea di trasformazione accompagnata a quella di conservazione di diritti e valori. E di cambiamenti e trasformazione delle modalità e delle forme con le quali rispettare e consolidare quei diritti e quei valori. E’ un’occasione straordinaria, che la politica non deve perdere e perciò nella costruzione del progetto, servono i contributi di tutti e si deve immaginare un sistema di relazioni basato sul reciproco rispetto e riconoscimento, senza strumentalizzazioni. La politica non deve sostituirsi a quelle forme o inglobarle o egemonizzarle. Solo così si costruirà una rete solida che, dal sistema della rappresentanza politica, si apra verso il sociale, è fondamentale la funzione dei partiti, ma la loro funzione storica va opportunamente rivitalizzata. Su queste basi sono disponibile a riprendere un percorso comune che si era interrotto nel 2009 e che potrebbe dare in un futuro piu’ o meno breve alla costruzione di una grtande forza riformista di cui questo paese ha un grande bisogno.

Fr 28.6.2014
Gianni Nardone
Coordinatore Regionale del Lazio di Socialismo 2000 per il Partito del Lavoro

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ByGiovanni Nardone

Gianni Nardone - Coordinatore Regionale del Lazio dell'Associazione Socialismo 2000 per il Partito del Lavoro

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