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Un artista che ogni giorno sconfigge la sua malattia

Fausta L'Insognata Dumano

ByFausta L'Insognata Dumano

29 Agosto 2014
Dino Catalano

Dino Catalanodi Fausta Insognata Dumano – Sabaudia, via Principessa Ludovica, il cancello è sempre aperto. In una società che tende sempre di più a chiudere il mondo fuori, a difendere gli spazi, la paura spinge a chiudersi ed ad isolarsi. Villa Catalano ti conduce verso un mondo fantastico. Il Santuario dell’arte, un continuo pellegrinaggio di amici, ogni giorno l’atelier del pittore Dino Catalano si riempie di voci, la villa è un salotto culturale. Un continuo fermento, teatro, musica, libri. Unica villa privata aperta al pubblico, ti sembra di respirare quell’ eco lontana di Moravia, Pasolini, Maraini. Ma a quel vento culturale va aggiunta la cordialità e la gentilezza dell’artista, di sua sorella e della badante.
Dopo il tuo primo timido ”posso entrare??” ti fanno sentire subito parte integrante di quel microcosmo, a tal punto che dieci minuti dopo vai in cucina a prenderti un bicchiere d’acqua come fossi amico da sempre. Dino Catalano, autodidatta, l’arte nasce come bisogno personale,Opera di Dino Catalano scaraventato dalla malattia in pensione, il morbo di Parkinson avrebbe voluto collocarlo tra gli oggetti in disuso, come compagne la tristezza e la depressione. Invece Dino si è sposato con la creatività e la solarità, sono le sue amanti a tempo pieno. Ogni spazio narra la sua produzione artistica, le sue tele escono da ogni dove, sei ubriaco d’arte, la sindrome di Stendhal..L’ ARTISTA SALTA COME UN GRILLO, conducendoti tra le sue creature. Il movimento è dato dall’azzardo dei suoi colori, il dentro ti si graffia, il fuori si macchia con i colori, perchè Dino dipinge sempre, non può stare fermo con le mani. Una libreria di tele…..SABAUDIA2014. Ogni attimo con lui va conservato, per impedire alla noia di dirigere i movimenti. Sabaudia, la mia prima estate da single dopo anni di “separata democratica”. Grazie all’ uomo che se ne fotte del morbo, va in bicicletta e ti insegna a non chiamare il bagnino, perché la tristezza deve annegare e non devi insegnarle a nuotare.

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Fausta L'Insognata Dumano

ByFausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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