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Arnaldo Carinci, in punta di piedi, se ne va

ByFausta L'Insognata Dumano

30 Agosto 2014
ArnaldoCarinci 350 260

ArnaldoCarinci 350-260di Fausta Insognata Dumano – Prendere la tastiera per narrare la morte di un artista è sempre difficile, se poi con quell’ artista hai diviso un pezzo di strada diventa doveroso, anche se doloroso. Sono stata fortemente vigliacca, sapevo che il prof Arnaldo Carinci stava veramente male, mi avevano avvisato, ma io ho voluto conservare l’ immagine del prof nel suo laboratorio, circondato dai suoi studenti.
Da quando insegno all’artistico ho imparato che esistono due insegnanti, quelli che trasmettono la cultura con la voce e quelli che con le mani sporche di colore trasmettono passione e cultura. Con lui ho imparato che l’ arte richiede cura e ordine, nel suo laboratorio dopo ogni lavoro ,ogni cosa andava collocata nel suo dove.
Ogni tanto restaurava anche i lavori lasciati in eredità dai prof in pensione……trasmettere agli studenti il rispetto per l’ opera altrui significa trasmettere la memoria e la generosità. Barba bianca, il nostro BABBO NATALE……nelle ore di buco ho passato tanto tempo ad osservare la sua passione, la sua creatività. Che lieve gli sia la terra.

Arnaldo Carinci è morto il 26 agosto 2014. Aveva solo 62 anni. I suoi funerali si sono svolti mercoledì 27, in forma laica come lui voleva, nel giardino della sua casa-laboratorio che tanto del suo tempo aveva accolto. Abitava a Veroli, nella contrada di S. Francesca in via Colle Marzo 33 con suo figlio e la moglie Stefania.  (ndr)

ByFausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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