…Ed è così che si snatura il ruolo del Partito stesso

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partito-democratico bandiera350-250di Martina Innocenzi – Un fine ed un inizio settimana che oserei definire scoppiettantI! La scorsa settimana si è chiusa con un intenso dibattito sul calo degli iscritti al Partito Democratico smentito poi dal Vice Segretario Nazionale Lorenzo Guerini con una frase che la dice lunga sull’idea di partito verso la quale si sta andando. Guerini ha infatti affermato “Dalle informazioni che arrivano dai territori l’andamento del tesseramento per il 2014 procede naturalmente, e pur essendo evidente a tutti che siamo in un anno ‘non congressuale’ i numeri sono in linea con gli anni precedenti”; ora, non mi soffermo sui numeri perché il tesseramento è ancora aperto e fino al 31 dicembre può succedere di tutto. Mi soffermo invece invece su quel “siamo in un anno non congressuale” perché è vero: questo è un partito nel quale al momento del rinnovo degli organismi dirigenti si spinge al massimo per fare un quantitativo di tessere, i noti “pacchetti”, che non servono a costruire consenso su un progetto, sui valori che stanno alla base di esso, ma servono ai singoli capi corrente ad assicurarsi il numero di postazioni necessario ad avere voce in capitolo nel “dibattito” politico. Questo è l’indirizzo che tacitamente è stato accolto come sottofondo che sta alla base del concepimento di adesione ad un Partito. La tessera che qualcuno vorrebbe anche abolire, non è più l’adesione al progetto politico nel quale ci si riconosce sostenendolo sempre e con convinzione, ma è una sorta di badge con il quale avere accesso all’una o all’altra componente del partito e magari sperare in qualche postazione di “potere”.

Ed è così che si snatura il ruolo del Partito stesso e di quella tesserina che portiamo nel portafoglio. Perché questo è il partito degli amministratori, all’interno del quale sembra ridursi sempre più il ruolo della militanza intesa come momento di condivisione di idee, proposte e confronto tra chi fa politica non per ottenere qualcosa per se ma per determinare un cambiamento per tutti! Questo è un partito in cui gli amministratori locali ed i rappresentanti istituzionali di livello superiore sono dipinti come entità Titolate ad assumere qualsiasi decisione indipendentemente da tutto e tutti, indipendentemente da chi, esprimendo il proprio voto, ha delegato loro lo svolgimento di una funzione pubblica. Ed è qui che si inserisce l’altro aspetto, quello dell’inizio della settimana; una settimana importante, quella del countdown per le elezioni provinciali del prossimo 10 Ottobre perché sono l’occasione per definire l’intreccio tra il ruolo dei partiti ed il ruolo di rappresentanza nelle istituzioni.
La legge che riguarda la nuova istituzione provinciale non piace e questo è ormai evidente. Ma ancor di più non piace il fatto che ci si nasconda dietro tale legge per giustificare atteggiamenti e scelte politiche incomprensibili. Se è vero che a votare non saranno i cittadini, purtroppo aggiungerei, è altrettanto vero che gli amministratori, unici attori di tale appuntamento elettorale, sono i rappresentanti dei cittadini stessi ed a loro devono rendere conto rispetto alla scelta del nuovo Presidente della Provincia. Invece c’è il tentativo (vano) di deresponsabilizzare gli amministratori rispetto al rapporto che li lega ai cittadini che in loro hanno riposto fiducia. Se fossi un’amministratrice locale mi confronterei con i miei elettori, esautorati dal loro ruolo di scelta dei rappresentanti istituzionali.
Ma ciò non può succedere se, oltre ad esautorare gli elettori, escludiamo dalle scelte anche i nostri iscritti, coloro che stanno con l’orecchio a terra ad ascoltare il sentire comune quotidianamente; coloro che, nel confronto aperto potrebbero orientare le scelte; coloro che dovrebbero essere il cuore di un partito capace di interpretare davvero le fasi di cambiamento; coloro che avrebbero contribuito a rendere anche gli elettori non iscritti parte di un’elezione che chiama al voto solo gli amministratori.
Ruolo del Partito e Rappresentanza: due facce della stessa medaglia Che si intrecciano e contribuiscono a costruire un contenitore, Il partito, nel quale non esiste più il senso di comunità, la passione, i valori e la voglia di rendere comune l’idea di cambiare le cose. Sono le due facce della degenerazione della Politica che, nel silenzio dei più, si insinuano e diventano la normalità dell’attività politica quotidiana.

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Martina Innocenzi

ByMartina Innocenzi

"Mi chiamo Martina Innocenzi, sono nata il 20 Marzo del 1989 ad Alatri. Vivo a Fiuggi. Ho due grandi passioni: il nuoto e la politica. Sono una studentessa di Scienze Politiche presso l'università la Sapienza di Roma e lavoro come istruttrice di nuoto presso la Piscina Comunale di Fiuggi. Ho iniziato a far politica con la nascita del Partito Democratico, militando nell'organizzazione giovanile, i Giovani Democratici, della quale dal Marzo 2012 sono Segretario Provinciale. In tutto ciò che faccio mi accompagna la voglia di imparare, di approfondire e crescere cercando di non lasciare mai le cose come le trovo"

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