La farmacia di Ferentino. Una storia senza lieto fine. Grazie Sindaco

MMaddalena 350 260di Marco Maddalena*Il Sindaco Antonio Pompeo e l’Assessore Franco Martini non solo privano la città di un patrimonio comunale, come un servizio farmaceutico pubblico, ma hanno anche la faccia tosta di affermare che tutto questo è stato fatto nell’interesse collettivo e arrivano ad affermare che la vendita è un’operazione che aumenterà la disponibilità finanziaria dell’ente.
L’ interesse pubblico in base alla legge é l’accertamento delle responsabilità, di fronte a perdite annue di 200 mila euro e debiti di oltre 3 milioni di euro, come prevede il codice civile in particole di fronte a incongruenze accertate nella gestione delle farmacie.
La verità è tutt’altra e citando Pasolini “Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili”. La vendita è figlia di un mancato controllo del socio di maggioranza, il Comune di Ferentino, che in circa 10 anni ha chiuso completamente gli occhi sulla gestione della società “Farmacie di Ferentino”, lasciando mano libera al socio privato di minoranza nella gestione completa della stessa ed i risultati negativi sono evidenti.
La vendita di un bene svalutato dalla cattiva gestione non servirà nemmeno a ricoprire i debiti e a recuperare le ingenti perdite. Piuttosto che “esultare “, il sindaco Pompeo e il suo “fido” Martini dovrebbero chiedere scusa a tutta la città che sta pagando da anni i loro mancati controlli sulla società partecipata.
Non si vuole raccontare la realtà e si vogliono nascondere le gravi responsabilità nella gestione.
Le farmacie comunali quando erano interamente pubbliche avevano un utile medio annuo di oltre 200mila euro con un valore di 1 milione di euro. Una situazione positiva ma all’allora amministrazione Fiorletta non bastava e decise nel 2005 di cedere il 49% di proprietà comunale al farmacista interno senza gara pubblica (!) e riconoscendo allo stesso ben due membri nel consiglio di amministrazione su tre (!). Il risultato con questi presupposti era prevedibile, infatti, dopo la
scelta di cedere il 49%, la Società Farmacie ha avuto una perdita media annua di circa 200 mila euro, ovvero una perdita in 5 anni che si aggira ad un 1 milione di euro. Con un patrimonio netto negativo di 294 mila euro.
La vendita senza valutare ulteriori ipotesi ha provocato un ennesimo danno alle casse comunali.
Al contrario si doveva intervenire in primis alla verifica dell”azione di responsabilità per recuperare sia le somme perse e sia per riavere la quota del 49% ceduta nel 2005.
In seguito, si potevano, valutare altre ipotesi più convenienti, quali ad esempio la cessione di un solo ramo di azienda, così da mantenere almeno una farmacia pubblica comunale.
E’ significativa la bocciatura di un mio emendamento alla proposta di delibera, nel quale ho proposto che almeno la perdita del 2013 venisse compensata con la rinuncia del compenso da parte del sindaco e della sua giunta. Un emendamento di buon senso che oltre al mio sostegno ha avuto quello di Marco Valeri e di ben 4 consiglieri di maggioranza: Lucia Di Torrice, Giancarlo Lanzi, Maurizio Berretta e Gianni Bernardini.
Vista la situazione gravissima dal punto di vista economico della società Farmacie di Ferentino, il Sindaco Pompeo e l’assessore Martini devono spiegare anche i motivi, per cui in una situazione così drammatica della Società Farmacie, il socio privato invece di voler vendere anche esso le proprie quote, arriva addirittura a “pretendere” un diritto di prelazione (!). Non si riesce a capire perché il Comune ci rimette economicamente vendendo e invece il privato sembra non subire i riflessi delle perdite e dei debiti (!).

Chi in consiglio ha votato per la vendita per un mero atto di fede alla “maggioranza” si è accollato una grande responsabilità avvallando un’operazione che presenta molte zone d’ombra.
*Marco Maddalena, Capogruppo consiliare di “Sinistra Ecologia Libertà” Ferentino

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