Che fanno i partiti contro la criminalità organizzata?

Questore Filippo Santarelli 350 260di Ermisio Mazzocchi – Avrebbero dovuto avere una particolare considerazione le valutazioni del Questore di Frosinone, Dott. Filippo Santarelli, svolte in una intervista rilasciata a un giornale, sottolineando lo sforzo delle forze dell’ordine, dalla Questura e al Prefetto Dott.ssa Emilia Zarrilli, nella lotta alla criminalità organizzata. Credo che debba essere da parte di tutti apprezzato e considerato indispensabile.
Il Dott. Santarelli solleva un argomento rilevante rivolto all’importanza dell’impegno congiunto delle Istituzioni e delle forze di polizia per eliminare il crimine. Una ricerca delle Università di Torino e di Napoli rivela che i due potentissimi clan della Campania, i Mallardo e i Casalesi, hanno scelto il basso frusinate per “investire” nell’edilizia, nelle sale gioco, nei supermercati e nei caseifici. Le dichiarazioni di Antonio Iovine, capo indiscusso dei Casalesi, definiscono l’egemonia del cartello criminale più forte al mondo, dopo quello dei narcotrafficanti, e gli interessi del “feudo” di Casal di Principe nella città martire e in alcuni piccoli paesi del circondario.
Sono presenti sul territorio regionale 88 clan e 834 persone indagate, 339 imprese confiscate, 1447 persone hanno violato la normativa antidroga. Nel Lazio operano 35 clan appartenenti alla ‘ndrangheta, 16 a Cosa nostra, 29 alla camorra, 2 alla sacra corona unita e 6 mafie autoctone. Nella provincia di Frosinone sono presenti i clan Avignone-Zagaria-Viola della “Ndrangheta”, i gruppi camorristici dei Casalesi, Belforte, Mallardo, ex Alfieri e Tolomelli, le bande facenti riferimento ai clan Di Silvio e Spada, e dei Trane della Sacra Corona Unita.
Il Lazio non è terra di mafia, ma terra per le mafie, che non puntano al controllo militare del territorio, ma al controllo di pezzi del tessuto economico-produttivo, divenendo un’immensa lavanderia. Un forte radicamento persiste nella provincia di Frosinone. Già nel 1991 la Commissione parlamentare antimafia evidenziò pesanti infiltrazioni camorristiche nei lavori di realizzazione della terza corsia dell’Autostrada del Sole. Sette lotti di lavori su undici furono controllati dai Nuvoletta (proprietario della Bitum-Beton) e dai Moccia di Afragola.
Di fronte a questo scenario è illusorio pensare che si possa migliorare la situazione, contando esclusivamente sull’azione delle forze dell’ordine e della magistratura. E’ necessario un’azione sul versante delle prevenzioni nell’ambito della quale la politica è chiamata ad agire come soggetto primario e responsabile.
Il PD, che governa la maggioranza dei comuni della provincia, agisca con priorità per incalzare le proprie rappresentanze istituzionali a compiere scelte concrete ed efficaci per sconfiggere un sistema criminoso che potrebbe rafforzarsi. La crisi economica ha esasperato l’infiltrazione della criminalità organizzata da contrastare con una qualità della politica nella consapevolezza che esiste una emergenza nazionale. Nella sua agenda politica, il PD provinciale deve porre al primo punto l’apertura di un fronte di denuncia, di sensibilizzazione, di concreti atti amministrativi per la legalità e farsi promotore di una battaglia di tutti i cittadini onesti, dei rappresentanti delle istituzioni, degli imprenditori che devono essere liberi di poter svolgere la loro attività. Soprattutto dei giovani che devono costruire una nuova coscienza civica. Una sfida per difendere il senso più profondo del lavoro, della giustizia sociale, della democrazia stessa.
Opportuna una Direzione provinciale del PD esclusivamente dedicata a questo tema per dare il segno di una attenzione e di un impegno che non possiamo né rinviare né delegare ad alcuno. L’immobilismo sarebbe deleterio.

Ermisio Mazzocchi della Direzione PD
Frosinone 7 ottobre 2015 – Pubblicato su La provincia

 

 

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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