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Mai dimenticarsi quando il Frosinone gioca in casa

valerio verbano 350 260

valerio verbano 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Ah credici direbbe l’Insognata ….mai arrivare con il treno quando la stazione è in assetto di guerra, mai dimenticarsi quando il Frosinone gioca in casa …..Sabato a Roma , andando alla manifestazione in ricordo di Valerio Verbano, pensavo che siamo in uno stato di polizia, le fermate della metro presidiate da militari, ho visto accerchiare un sospetto ….capelli lunghi e zainetto….il mio zainetto ieri a roma non ha disturbato nessuno , così il mio look, ah per la cronaca il ragazzo andava ad un corso di letture dantesche io alla manifestazione.
Stesso look, stesso zaino a Frosinone di domenica sono diventata una pericolosa black bloc da stadio. Arrivata alla stazione di frosinone in assetto da guerra, dimenticatami della partita, ho pensato dal carcere di massima sicurezza sarà evaso qualcuno, ah ci sarà qualche altro marziano che va in giro con un mitra giocattolo, maronna in quell’ istante ho realizzato la partita, diavolo non ho l’ aspetto dell’ ultras…non ho mai varcato l’ingresso dello stadio, documenti e zainetto.
Superato il test, il Manifesto oggi passa, il Corriere dello Sport sarebbe stato pericoloso???
Libri, blcco notes, penna e matita, il kit per medicarmi, ho esibito la mano fasciata. Esco dalla stazione,con la sensazione di un G8 che mi è sfuggito ….mai tornare quando la città è in assedio.

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Fausta L'Insognata Dumano

ByFausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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