Lazio. Un bilancio elettorale che ignora le emergenze

disoccupati in più 350 260Senza redditoSenza reddito

disoccupati in più 350 260di Ignazio MazzoliI bisogni? Non esistono, basta ignorarli. «Hanno presentato stasera il maxi emendamento (ghigliottina) interrompendo qualsiasi possibilità di dialogo, inserimento, emendamento. Testo blindato e addio democrazia… Siamo ancora in aula! sono le 00:42» Così i disoccupati uniti di Vertenza Frusinate, dalla Consigliera Regionale Silvana Denicolò, hanno appreso la conclusione della discussione sul bilancio regionale 2017-2019, nella notte fra il 30 e il 31 dicembre 2016
Perché arrivare alla mezzanotte del 30 se ogni discussione sarebbe stata sterilizzata con la ghigliottina?
Una curiosità. Si scrive molto di svolta a sinistra dopo la vittoria del No. Pare che ora siano in molti a reclamarla per il PD e addirittura alcuni altri lavorano per far nascere nuovi partiti. Non è che c’è da preoccuparsi se questi sono i segnali sul piano dei risultati e del reale dibattito democratico? Tutto prosegue ciecamente e sordamente come prima.

Perché c’è da preoccuparsi?

Il Bilancio di previsione della Regione Lazio 2017-2019 approvato la notte scorsa dal Consiglio regionale del Lazio è di 17,7 miliardi di euro. Anche un bimbo capisce che questo è il bilancio che porterà al voto del 2018. E, anche un bimbo si sarebbe aspettato di più verso i settori di maggiore sofferenza sociale. Magari come manifestazione di sensibilità anche se solo in vista del voto. I bisogni? Non esistono, basta ignorarli.
Si dice e si legge: diminuiranno le tasse, cresceranno gli investimenti. Taglio dell’addizionale regionale per gli scaglioni di reddito compresi tra i 15mila euro e i 75mila euro con un beneficio di circa 110 milioni di euro all’anno di minore prelievo fiscale applicato seguendo criteri di progressività per consentire il maggior beneficio ai redditi bassi e medi. Saranno confermate le agevolazioni fiscali decise negli scorsi anni che comporteranno per i contribuenti del Lazio un risparmio di 220 milioni di euro di minori tasse a partire da quest’anno. Questo sarebbe possibile grazie alle operazioni finanziarie realizzate (quali, il massacro della sanità pubblica?) che hanno consentito di contenere fortemente gli oneri per il servizio del debito con un beneficio per la Regione pari a 173,4 milioni di euro all’anno.
Il piano degli investimenti rappresenta, dicono, il secondo pilastro della manovra di Bilancio.
Sono stati programmati interventi per 1,3 miliardi di euro per potenziare, riqualificare e ammodernare le reti infrastrutturali del territorio, promuovere interventi strategici su mobilità, edilizia sanitaria e ambiente, attraverso la programmazione nel 2017 di interventi per oltre 1,3 miliardi di euro di cui: 504 milioni di euro di fondi propri, 836 milioni di euro del Fondo di Sviluppo e Coesione.
Andiamo vedere le iniziative previste: 82 milioni di euro per tutela delle risorse idriche e difesa del suolo e 21,2 milioni di euro per il ciclo dei rifiuti; 264 milioni di euro verranno investiti nel programma di edilizia sanitaria; 20 milioni di euro per la bonifica ambientale della Valle del Sacco; 75 milioni nel triennio 2017/2019 per investimenti destinati ad un programma straordinario per la raccolta differenziata dei rifiuti; 930 mln di euro per trasporto pubblico locale, agevolazioni tariffarie, contratto Trenitalia, per un totale di 1.194 milioni di euro.

I bisogni? Non esistono, basta ignorarli

Per quanto riguarda il lavoro. Invece. 9 milioni di euro per i Lavoratori socialmente utili (Lsu), la Regione Lazio ha stanziato fondi destinati a favorire l’impiego dei lavoratori e lo svuotamento del bacino in carico all’Amministrazione che attualmente è costituito da 690 Lsu precari ridotti di 500 unità rispetto al 2013. Molto bene, ma qui si tratta solo di pregresso, nulla c’è di quanto promesso presso la prefettura di Frosinone nel mese di marzo 2015 a Sindaci e disoccupati?
Poi si trovano 30 milioni di euro per le Politiche Attive del Lavoro (soldi buttati), in particolare per promuovere la ricollocazione di chi ha perso il lavoro. Ci scappa e lo diciamo “aridaie”, con le spese inutili per qualche “agenzia” (quella sì che avrà reddito). Non sarebbe male che ci facessero conoscere i risultati.
Stanziati, anche, 3,5 milioni di euro per le imprese del settore aeromobile per chi stabilizzerà azione i lavoratori precari o assumerà nuovo personale.lavorochenoncepiu 350 260
Per le azioni a sostegno del sistema produttivo del Lazio, nei settori dell’innovazione, della ricerca e dello startup, la Regione ha programmato interventi nel triennio superiori a 26 milioni di euro tra risorse in conto capitale e spese correnti tra le quali: 5 milioni di euro per le reti di impresa; 10 mln di euro nel triennio 2017/2019 per le azioni di sostegno alla ricerca, allo sviluppo e al trasferimento tecnologico; 3,5 milioni di euro per il rafforzamento delle iniziative per le Startup innovative e la riduzione della pressione fiscale nel triennio 2017/2019; 3 milioni nel biennio 2017- 2018 per l’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio; Infine, sono stati stanziati più di 93 milioni di euro per l’istruzione e il diritto allo studio universitario e scolastico, con particolare attenzione all’assistenza ai disabili. Sono anche previste misure per l’acquisto di testi e per il rimborso in servizi della tassa universitaria. Altri 20,7 milioni di euro (quota regionale) sono destinati al finanziamento della Ricerca sul progetto triennale strategico del Distretto Tecnologico della Cultura (DTC).

Per il “lavoro” solo 203,7 milioni di euro a fronte di 380.000 disoccupato laziali

In totale, per il “lavoro” solo 203,7 milioni di euro, quindi meno del 20% di quanto destinato ad altri settori.
Ma se facciamo bene i conti si scopre che per il lavoro, cioè per assicurare il lavoro a chi non ce l’ha, si tratta di cifre molto più basse: 9 milioni per gli LSU, quelli esistenti, 3,5 per le start up e proprio con uno sforzo di vocazione alla cecità, 3 per l’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. La somma di queste cifre fa 15,5 milioni.
L’emergenza disoccupazione non c’è. Ignorata. Cancellata con un colpo di mano come tutti gli emendamenti che volevano prenderla in considerazione nel breve e medio periodo, come quelli finalizzati all’istituzione del reddito minimo che prevedeva la discussione in aula ad aprile e per la prima volta l’introduzione degli interventi contro la delocalizzazione selvaggia delle aziende.
Tutto questo con buona pace degli impegni e delle promesse fatte ai senza lavoro. Buon 2017. Nessun dorma.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Avatar

ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

Privacy Policy Cookie Policy