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Frosinone schiacciato dai cingoli del Novara

Galabinov del Novara 350 20Galabinov del Novara

Galabinov del Novara 350 20di Armando Mirabella – Troppo brutto per essere vero. Il Frosinone di Marino viene letteralmente fracassato sotto i cingoli del Novara di Boscaglia. In questo lunedì di Pasquetta, i Leoni offrono ai 6 mila tifosi che hanno preferito il verde del matusa a quello di Trisulti, o di Prato di Campoli la più brutta prestazione casalinga dell’anno.
La sconfitta non si spiega solo con la totale supremazia fisica negli uno contro uno in tutte le zone del campo della squadra piemontese, neanche solo con la superiorità novarese a centrocampo, ma anche e soprattutto dall’aver completamente fallito il piano tattico.
Russo al posto dello squalificato Terranova la unica variante offerta nella formazione giallo azzurra che per il resto ripropone la collaudata e forse un po’ usurata squadra vista da gennaio in poi. E forse sta qua uno dei problemi emersi con forza oggi, soprattutto nei tre palleggiatori Sammarco, Soddimo e Maiello. Impacciati, lenti, prevedibili ed assolutamente non in grado di fermare la deriva in cui la squadra di Marino oggi è precipitata: il sistematico lancio lungo a scavalcare la linea di centrocampo, snaturando completamente il gioco fatto di trame e possesso palla. Un lancio del pallone facilmente gestito dalla contraerea Novarese, che si è piazzata con 5 difensori dietro, e pronta a ripartire con una batteria di centrocampisti lesti ad inserirsi grazie alla regia del fenomenale interno Selasi, classe 96, uno dei migliori giocatori ammirati quest’anno al Matusa e dal sicuro avvenire. Come se non bastasse questi centrocampisti, avanti, avevano due punti di riferimento mortiferi come il centroavanti Galabinov, mai anticipato da nessuno dei difensori della difesa più forte del campionato, e il redivivo Macheda intelligente a capire che a girare attorno al monumentale attaccante centrale Bulgaro ci sta solo da guadagnare.

 

E il gol del vantaggio novarese, subito all’11.mo minuto, è la materializzazione di tutto ciò: assist di di petto di Galabinov che schiaccia al centro dell’area di rigore un pallone che Macheda raccoglie schianta sotto la traversa. Il Frosinone non perde la calma e, seppur poco luccicante, rimette le cose a posto grazie ad una invenzione di Federico Dionisi che prende il pallone a centrocampo ed arriva fino all’area di rigore dove viene steso da uno dei 3 centrali Scognamiglio. Calcio di rigore di Ciofani che mette la palla nell’angolo verso la tribuna centrale, mentre il portiere si tuffa verso i distinti. 1 a 1 e 70 minuti ancora da giocare. Il Frosinone tenta di produrre qualcosa: al minuto 31 Daniel Ciofani, perde il tempo per il tiro da sinistra del fronte d’attacco, lisciando il pallone. Due minuti dopo Macheda entrando sul lato destro di Fiamozzi si accentra e viene steso da Krajnc. Abisso non può far altro che indicare gli 11 metri. Resta la sensazione che quello rientrato dalla propria nazionale non è lo stesso Krajnc che è partito. Galabinov calcia forte sotto la traversa. E’ il 34.mo. E se persino Daniel Ciofani perde la calma e rifila un destro a Scognamiglio che gli costa un giallo al 45.mo vuol dire che il livello di frustrazione è altissimo.

 

Nel secondo tempo dopo 8 minuti escono due palleggiatori, Sammarco e Soddimo, dentro l’incontrista Gori e l’attaccante Mokulu: 3 4 3. Sembra salire la temperatura della squadra di Marino, ma l’antiperetico lo somministra Macheda, che al minuto 18, su assist di Cinelli conclude alle spalle di Bardi. Primo affondo del Novara letale. Sono Forse troppi 3 difensori centrali in questa fase, ma evidentemente i due laterali Mazzotta e Fiamozzi non danno sufficienti garanzie difensive a Marino che però a 15 minuti dalla fine tenta l’ultima mossa inserendo Kragl al posto di uno del centrale Russo.
Il gelese Boscaglia si copre togliendo il ritrovato bomber Macheda e mettendo Adorjan. Il Frosinone continua buttare palloni avanti e a Troest, Chiosa e Scognamiglio non pare vero, l’unico a tentare la giocata palla a terra è Mokulu. Kragl impensierisce Da Costa con un tiro da fuori al minuto 38, ma c’è dell’estemporaneo in queste giocate, al contrario delle ripartenze affidate al Tank bulgaro Galabinov. Curva Nord che nonostante tutto incita meriterebbe il premio, altrettanto meritata sarebbe la punizione per quegli spettatori che abbandonano anzitempo il Matusa e questa è la speranza che si accende quando in contropiede (!) al minuto 44′ Mokulu entra in porta col pallone. Ma invece la Pasquetta al Matusa per i 6.000 spettatori finisce così anche dopo 5 minuti di recupero. Ma per il Frosinone a questo punto della stagione non c’è più tempo per morire. Il bivio per la serie A, anche questa volta, sta allo Stadio Liberati di Terni sabato prossimo.

 
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