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Ferraguti: “Per rilancio sito ex Videocon dare alle imprese aree a costo zero”

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Ex-Vdcdi Silvio Ferraguti – La reindustrializzazione del sito ex Videocon può essere una delle occasioni per restituire centralità alle imprese del territorio. Sinceramente non credo che il ribasso della base d’asta possa catalizzare offerte sul territorio. Non lo credo perché non ci sono le condizioni: parliamo di un’area dismessa da anni, di una struttura aggregata in più fasi e per oltre 70.000 mq. di superficie nella quale e nello allo stato di fatto in cui si trova, risulta impossibile far convivere più realtà lavorative. Bisogna prima di tutto rendere quell’area appetibile alle imprese, garantendogli la competitività rispetto ad altre singole iniziative. E la valorizzazione deve tener conto anche delle carenze infrastrutturali che gravano in quella zona industriale, con una viabilità a pezzi, dove da anni si attendono interventi che non arrivano e non solo dal punto di vista stradale, ma anche dei servizi connessi.
Anche perché su quell’area bisognerà poi effettuare le operazioni di bonifica e nessuna impresa è in grado di sostenere quelle spese dopo aver risposto ad un bando di 8 milioni di euro. Bisogna essere realistici: non ci sono le condizioni.
Delle due l’una: o il Consorzio ASI si carica di tutte le spese relative alla bonifica, al frazionamento delle superfici e alla sistemazione della viabilità (ma francamente mi sembra una strada non percorribile) o le aree di quel sito vengono date alle imprese interessate, a costo zero, assumendosi ognuna gli oneri conseguenti ai lavori di frazionamento ed adeguamento interno.

Ed allora mi chiedo perché non si mette in atto il progetto già presente nei cassetti dell’ASI che prevede il frazionamento logico della superficie?
Il progetto redatto dall’architetto Kipar, può essere la soluzione. Un progetto che si inquadra in una proposta di sviluppo più ampia che riguarda anche la bonifica ed il rilancio della Valle del Sacco! Kipar disse: “50 km di paesaggi energetici, con la grande risorsa del fiume, da Colleferro a Ceprano c’è la cultura industriale, si può coniugare in questo percorso tradizione ed innovazione, sette le linee di azione per 100 microprogetti sull’energia, l’agricoltura, il turismo, la cultura la mobilità. Il tutto secondo una sinfonia. Alla base ci deve essere una regia capace di coniugare le vere esigenze del territorio. Non era e non è un percorso semplice, ma c’erano tutte le carte in regola per captare i finanziamenti previsti nell’arco di sette anni dal 2014 al 2020 puntando su sviluppo ed innovazione”. Potremmo ancora fare in tempo!
E’ vero: il tempo è trascorso invano, ma la filosofia di quel progetto rimane valida.
Kipar parlava di microprogetti e l’impostazione rimane valida. Soltanto così si può sperare che venga messo in piedi un percorso di sviluppo sostenibile ed innovativo. Ritengo anzi che proprio il recupero del sito ex Videocon possa rappresentare il primo passo per procedere poi con la bonifica della Valle del Sacco, bonifica che sappia coniugare la vocazione industriale con il rispetto dell’ambiente. Ma per fare questo le imprese vanno coinvolte con una proposta attrattiva e fattibile. Le aree a costo zero con un impegno ad investire possono rappresentare una soluzione praticabile.
Ma è mai possibile che la lezione Amazon a nulla è servita?
Mentre in questo territorio si chiacchiera, in altre zone si fanno i fatti, si … fatti concreti, che fino ad oggi hanno dato la possibilità di un posto di lavoro a più di 2500 persone!

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BySilvio Ferraguti

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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