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Riflessioni sulla partecipazione alla vita politica

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anagniprotestadirossi 350 260di Anna Elisa De SantisRiflessioni sulla partecipazione alla vita politica. Esperienze.

La partecipazione politica, sia attraverso la rappresentanza che in forma diretta, è uno dei punti di forza della costruzione di un Paese democratico.

Ragionando sulla realtà della partecipazione istituzionale, è interessante il libro di Franca Chiaromonte, a lungo parlamentare e donna politica dotata di saggezza, che nel titolo già esprime la sostanza dei contenuti: “Il Parlamento non è un pranzo di gala”.

Ancora meno, si può osservare, lo sono le assemblee non istituzionali, che tuttavia restano il luogo irrinunciabile della realtà democratica.

Che vengano pure assemblee vivaci, convulse se è, con le loro regole scarne, purchè riusciamo ad avere istituzioni salde e libertà non formale per le persone, così la penso, ma è un punto di vista non isolato. L’apporto della partecipazione diretta alla vita democratica è stato, ad esempio, oggetto degli studi approfonditi del Prof. Rodotà.
L’efficienza democratica riesce bene a contenere al suo interno la realtà delle assemblee, che a loro volta conferiscono efficienza alla democrazia, sono metodo per molteplici relazioni di comunità, tra le quali anche quella commerciale. Ci basti considerare il peso che hanno le assemblee nella vita societaria, sempre più rilevanti nella dinamica aziendale anche rispetto all’attività dei Consigli d’amministrazione. Assemblee che hanno preso anima, inciso nelle decisioni relative all’energia, alle comunicazioni (Telecom in primo luogo), in generale assemblee che si pongono attive. Grillo non è stato che l’interprete di un sentimento diffuso di partecipazione diretta anche in quelle sedi.

L’Assemblea del 1 dicembre appena trascorso, promossa dalle testate giornalistiche Unoetre. it e l’Inchiesta presso l’Amministrazione provinciale di Frosinone, nel Salone di rappresentanza, è stato un fatto su cui ragionare, anzitutto e proprio per il suo essersi definita Assemblea, nel costituirsi come aggregazione di volontà attorno al tema dell’uguaglianza che a Frosinone è drammatico, anzitutto per il dilagare della disoccupazione, ormai da troppo tempo. Democrazia e uguaglianza, le parole chiave dell’appello che ha promosso l’Assemblea.

La presenza dei disoccupati, dei cassintegrati, di partecipanti appassionati e attenti, di formazioni e partiti politici della sinistra, ha dimostrato l’aspettativa suscitata dall’Assemblea. Resta poi che l’Assemblea stessa è rimasta cambiata rispetto alla sua funzione originaria: quella di partecipare alla costruzione del percorso organizzativo e politico avviato con il Brancaccio, bruscamente interrotto prima, fatto questo che in sé ha posto interrogativi. Io stessa ne ho apertamente posti al riguardo. Del resto, se non allora, a ridosso del 18 novembre, quando parlarne? C’è altro da dire, precisare, definire, ora. E ora, nelle valutazioni che si faranno resta un fatto, questo momento del 1 dicembre, denso di volontà ispirate da fini dichiarati e chiari, forse “irrituale” in alcune parti, ma vivo, senza che la profondità, la misura e la qualità degli interventi abbia attutito la sensibilità sociale e umana dei problemi affrontati, né la realtà del percorso spinoso nel costruire l’unità della sinistra. Del resto, lo dico sottovoce, il clima rigido dell’inverno ben presente in sala, ha fatto da cornice all’asprezza dei temi.

Aggiungo questo particolare, ma sottovoce, e solo per ricordare che, se certo sono serissime le questioni che ci troviamo ad affrontare: il lavoro, la disoccupazione, l’inquinamento, ad esempio. Altrettanto seri sono i nostri limiti umani: ne abbiamo molti e la natura con il suo freddo, il caldo, la polvere, è quello più grande e acquisirne coscienza, giorno per giorno, può darci anche l’umiltà di avvicinarci a trovare le misure per vivere dentro l’ambiente e non contro di esso. E’ lì che si trovano le risorse culturali per creare lavoro e fare del lavoro la struttura portante di una società degna.

Agli organizzatori, a Ignazio Mazzoli, alla sua conduzione della pluralità assembleare, va il merito dell’incontro, che è stato complesso, difficile per i temi e per la varietà di approcci sollecitati, per la contestualità dei “format” diversi che li hanno accolti, quello conformato sul contributo scritto e letto; quello dell’intervista; quello del dibattito aperto. Tali erano i format, perché tale è la molteplicità di istanze e di enti che nel territorio aspirano a trovare nel solco della sinistra il nuovo avvìo del governo nazionale e locale, pur essendo divenuta esiziale la scarsità di spazi di libero confronto, di sedi non meramente materiali per l’esperienza della politica.

Spero che ci saranno altri momenti di incontro, spazi per continuare a discutere.
Come ha detto Anna Falcone nel suo intervento nell’assemblea di Frosinone, un percorso unitario della sinistra continua.
Come ci si riuscirà, è altra questione, che riguarda il futuro non solo della sinistra, ma del Paese, dove già tanto abbiamo pagato alla chiusura del confronto politico, nel movimento e nei partiti, alla limitata prassi democratica della quale il renzismo è stato l’epilogo triste, esito che abbiamo visto concludersi in danno delle parti fragili del paese, e infine con l’indebolimento dell’intero sistema economico e sociale, culturale.
E’ questione che riguarda molto la Ciociaria.

 
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ByAnna Elisa De Santis

Anna Elisa De Santis. Avvocata. Vive a Ceccano, impegnata in ricerche della giurisprudenza dell'ambiente e della coerenza dell'attività imprenditoriali con l'Art 41 della Costituzione italiana. Ama scrivere poesie e favole.

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