Segnala a Zazoom - Blog Directory

Scuola sottomessa: “dall’alto si impone e si obbliga”

noi la buona scuola 350 260 min
noi la buona scuola 350 260 min

Scuola Intervento. Cosa sta accadendo alla Scuola pubblica e agli insegnanti? E cosa accade al voto finale degli studenti? E’ ancora il risultato dell’impegno nello studio? Delle conoscenze acquisite?

Sta accadendo è un’espropriazione di ruolo, di diritto e di dovere della scuola e degli insegnanti. Le viene sottratto dall’esterno e senza alcuna consultazione, senza discussione, senza scambio democratico e partecipato di pareri. Dall’alto si impone e si obbliga.

Assistiamo alla progressiva sottomissione del sistema scolastico italiano all’Invalsi, e dell’Università all’Anvur. Sta accadendo una progressiva espropriazione da parte di ogni soggetto, e qualsivoglia, ove gli studenti si rechino per svolgere le più disparate attività, in specie attività a pagamento visto che si tratta di soggetti privati (tipo scuole di lingue private, a pagamento); attività poi registrate dalle scuole e da cui si produce il sistema dei cosiddetti Crediti formativi, che vanno ad incidere sul voto finale dal terzo anno in poi della scuola secondaria superiore, perché ricade sulla banda di oscillazione relativa all’attribuzione del credito scolastico finale. Da ultimo si sta verificando un’espropriazione, addirittura, di una percentuale del voto finale da parte dei soggetti “ospitanti” gli studenti in alternanza scuola-lavoro.

Schematizzando:
1. Espropriazione graduale della valutazione dalle mani degli insegnanti (visto che la valutazione degli insegnanti non è più considerata “oggettivamente misurabile”) a tutto agio della valutazione esterna di Invalsi, che non conosce affatto gli studenti, non li segue nel loro percorso scolastico, ma pretende di dare “voto numerico” ai suoi test, somministrati agli alunni una volta all’anno;

2. l’Invalsi è un ente esterno, finanziato dal Governo (nella legge 107/2015 si prevedono 8 milioni di euro annui) e “vigilato” dal MIUR (dunque dall’esecutivo, cioè dai partiti di Governo);

3. L’avanzante subordinazione della didattica al superamento dei quiz da parte degli studenti;

4. Il progressivo superamento della figura del Docente e della sua libertà di insegnamento, ormai subordinati a criteri falsamente “oggettivi” imposti dai poteri che dominano la società;

5. Il graduale annullamento della capacità della Scuola di preparare per il domani una società diversa, più umana, ossia non organizzata soltanto secondo criteri aziendalistici, produttivistici, economicistici, mercatistici.

6. Espropriazione della valutazione dei docenti mediante il sistema dei crediti formativi

7. Espropriazione della valutazione da parte del Sistema Alternanza scuola lavoro: l’attività di alternanza scuola-lavoro va valutata a fine anno scolastico, con ricaduta sulle discipline: ovvero una certa percentuale di voto, derivante dal lavoro svolto in alternanza, si deve aggiungere al voto finale delle discipline coinvolte, dette “afferenti”. Questa aggiunta di voto ricade sulla media finale, e quindi ancora sulla attribuzione del credito scolastico (che sarà molto importante nel voto finale dell’esame di Stato)

In conclusione si può rilevare che si va verso un peso sempre maggiore dato ad enti esterni alla scuola pubblica, alla istruzione-formazione al di fuori della scuola, al lavoro in alternanza.

Viceversa il voto sulla disciplina, dato dal docente che conosce l’alunno, che lo segue durante tutto l’anno scolastico, vale sempre meno. Tende a sparire, ovvero constatiamo che tende a sparire la necessità della scuola e dei docenti: deve ancora esistere? Che senso ha? Visto che si concede tutta la formazione-lavoro-valutazione all’esterno? Visto che se si hanno i mezzi economici si possono acquisire tutti i titoli di cui il mercato del lavoro sembra essere affamato?Cosa sta accadendo alla Scuola pubblica e agli insegnanti? E cosa accade al voto finale degli studenti? E’ ancora il risultato dell’impegno nello studio? Delle conoscenze acquisite?
Sta accadendo è un’espropriazione di ruolo, di diritto e di dovere della scuola e degli insegnanti. Le viene sottratto dall’esterno e senza alcuna consultazione, senza discussione, senza scambio democratico e partecipato di pareri. Dall’alto si impone e si obbliga.

Schematizzando:
1. Espropriazione graduale della valutazione dalle mani degli insegnanti (visto che la valutazione degli insegnanti non è più considerata “oggettivamente misurabile”) a tutto agio della valutazione esterna di Invalsi, che non conosce affatto gli studenti, non li segue nel loro percorso scolastico, ma pretende di dare “voto numerico” ai suoi test, somministrati agli alunni una volta all’anno;

2. l’Invalsi è un ente esterno, finanziato dal Governo (nella legge 107/2015 si prevedono 8 milioni di euro annui) e “vigilato” dal MIUR (dunque dall’esecutivo, cioè dai partiti di Governo);

3. L’avanzante subordinazione della didattica al superamento dei quiz da parte degli studenti;

4. Il progressivo superamento della figura del Docente e della sua libertà di insegnamento, ormai subordinati a criteri falsamente “oggettivi” imposti dai poteri che dominano la società;

5. Il graduale annullamento della capacità della Scuola di preparare per il domani una società diversa, più umana, ossia non organizzata soltanto secondo criteri aziendalistici, produttivistici, economicistici, mercatistici.

6. Espropriazione della valutazione dei docenti mediante il sistema dei crediti formativi

7. Espropriazione della valutazione da parte del Sistema Alternanza scuola lavoro: l’attività di alternanza scuola-lavoro va valutata a fine anno scolastico, con ricaduta sulle discipline: ovvero una certa percentuale di voto, derivante dal lavoro svolto in alternanza, si deve aggiungere al voto finale delle discipline coinvolte, dette “afferenti”. Questa aggiunta di voto ricade sulla media finale, e quindi ancora sulla attribuzione del credito scolastico (che sarà molto importante nel voto finale dell’esame di Stato)

In conclusione si può rilevare che si va verso un peso sempre maggiore dato ad enti esterni alla scuola pubblica, alla istruzione-formazione al di fuori della scuola, al lavoro in alternanza. Viceversa il voto sulla disciplina, dato dal docente che conosce l’alunno, che lo segue durante tutto l’anno scolastico, vale sempre meno. Tende a sparire, ovvero constatiamo che tende a sparire la necessità della scuola e dei docenti: deve ancora esistere? Che senso ha? Visto che si concede tutta la formazione-lavoro-valutazione all’esterno? Visto che se si hanno i mezzi economici si possono acquisire tutti i titoli di cui il mercato del lavoro sembra essere affamato?

Daniela Mastracci

ByDaniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

Privacy Policy Cookie Policy



Verificato da MonsterInsights