Emilio Mancini non c’è più. Il ricordo di Mazzocchi

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emiliomancini 2 350 260 min di Ermisio Mazzocchi – Il 14 ottobre 1965 si scioglie la Federazione di Cassino del PCI per essere unificata a quella di Frosinone, che viene trasformata in un Comitato di zona del Cassinate e della Valle di Comino.

Il segretario regionale, Enzo Modica, propone come segretario del Comitato di zona, Emilio Mancini, venendo così a far parte della segreteria della Federazione provinciale di Frosinone del PCI, di cui era segretario Arcangelo Spaziani. Su la figura del giovane laureato in giurisprudenza, concordano tutti i rappresentati del PCI delle diverse aree territoriali della zona di Cassino. In questo periodo Mancini svolge una intensa attività di rafforzamento del PCI.
Nel 1967 nelle elezioni amministrative del comune di Cassino, viene eletto consigliere comunale.

Il Comitato federale della Federazione del PCI nella seduta del 10 novembre del 1969, decide il nuovo assetto delle Segreteria provinciale, chiamando Mancini a farne parte, trasferendosi a Frosinone. Gli subentra Franco Di Giorgio alla Segreteria del Comitato di zona, mentre al Consiglio comunale, dimessosi, sarà sostituito da Benito Di Nuzzo. Nella segreteria avrà la responsabilità della Commissione Stampa e propaganda e in seguito di quella dell’organizzazione.

Lascia la Federazione di Frosinone nel 1973, chiamato alla segreteria regionale del PCI del Lazio, dove ricopre l’incarico di responsabile delle Commissione organizzazione. Successivamente viene nominato Segretario della Federazione di Civitavecchia del PCI, assolvendo, come sempre, scrupolosamente al suo incarico. Ritornato al “Regionale” riveste vari incarichi. Il suo impegno costante e la sua sensibilità politica lo portano ad aderire alle successive evoluzioni politiche dai DS al PDS e infine al PD.
Un percorso politico lungo e intenso, sempre più accompagnato da una saggezza arguta e fine, che attirava l’attenzione delle nuove generazioni, colpite da questa costanza e coerenza politica, morale ed etica.

E in questi momenti di una mia profonda tristezza per la scomparsa del compagno Emilio, con i tanti ricordi che si affollano nella mia mente, non posso fare a meno di tratteggiare a dimostrazione del suo rapportarsi con gli altri, in particolare con i compagni di partito, la nostra comune amicizia, nata nel 1966.
In quell’anno, ero al terzo Liceo classico e già attivo nel PCI, o meglio nella FGCI, ebbe inizio, non solo l’amicizia, ma anche la nostra collaborazione politica.
Insieme si facevano i comizi, io per la Federazione giovanile comunista e lui per il PCI, (e anche gli annunci del comizio, lui guidava e io annunciavo) trasportando quelle trombe da fissare sul tetto dell’auto e collegando i morsetti alla batteria. Numerose, tante, sono state le uscite insieme per diffondere l’Unità, per raccogliere il grano (che poi si vendeva al molino) tra i contadini – increduli per quello che chiedevamo e perché – per sostenere la stampa comunista, per distribuire volantini, fatti con il ciclostile girato a mano con l’inchiostro che colava, davanti alle fabbriche o sui cantieri edili, dove qualche volta siamo stati cacciati e minacciati.
E di manifesti ne abbiamo attaccati sui muri delle città: l’uno con il manifesto in mano pronto all’affissione e l’altro a spargere una colla dall’odore sgradevolissimo, girando per i paesi con una Cinquecento giardinetta, di proprietà del Partito. Impegno e discussioni su la politica senza limiti di tempo e di luogo. E non poche sono state le critiche, i dissensi politici tra noi.
Non è stato solo tutto questo. Mi fece lezioni di guida per l’automobile, quando dovevo prendere la patente o quando dimostrava un suo interessamento per i miei esami all’Università. Momenti di vita quotidiana. Ricordi incancellabili.
Ciao Emilio, non attaccheremo più insieme i manifesti, ma sarai sempre con me a guida per il prossimo tempo.

14 settembre 2018

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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