In nessuna attività umana ci si improvvisa, lo stesso vale in politica

Loffredi, come Sindaco, si era fatto promotore di una importante vertenza in difesa dell’ambiente che porterà la visita a Ceccano dell’allora Ministro all’Ambiente Alfredo Biondi. Quindi, era stato finanziato dalla Regione Lazio un intervento rispetto all’attività di depurazione delle acque reflue generate dalle attività industriali di Colleferro, Anagni e Frosinone. Come partito, in maniera autonoma avevamo organizzato in quel periodo diverse iniziative in difesa dell’ambiente. Ricordo ancora una delle manifestazioni più partecipate sul tema che aveva visto la presenza di Giovanni Berlinguer e di Natia Mammone, allora segretario PCI di Federazione.
I risultati delle amministrative del 1985 avevano visto il PCI eleggere ben 10 consiglieri ma perdere un consigliere comunale rispetto alle precedenti elezioni. Nel contempo, i socialisti avevano guadagnato un consigliere, i socialdemocratici riconfermavano la loro presenza in consiglio. La maggioranza uscente, sembrava rafforzata dall’esito elettorale e c’erano i numeri per continuare l’esperienza amministrativa. Però, erano sopraggiunti tre fattori che si frapponevano nella realizzazione di questo proponimento. A livello provinciale c’erano forti spinte verso la composizione di un quadro di penta partito a cui si voleva omologare anche Ceccano. Il secondo fattore era Carlo Spinelli, che guidava la sezione cittadina del PSI. Infine, l’analisi del voto all’interno della sezione cittadina del PCI, era stata dura, quasi ingenerosa nei confronti del Sindaco uscente Loffredi. Quindi, da lì a qualche settimana i socialisti avevano chiuso l’accordo con i democristiani e Carlo Spinelli era stato eletto Sindaco di Ceccano; con 10 consiglieri comunali, il PCI passava all’opposizione. L’esperienza da consigliere provinciale mi impegnava a fondo, aprendomi a un nuovo approccio alla politica, grazie alle nuove conoscenze politiche e ad una intensa partecipazione al dibattito provinciale. In consiglio provinciale, sono impegnato soprattutto in un buon lavoro di opposizione con il gruppo del PCI diretto da un compagno storico, Arcangelo Spaziani, già segretario di Federazione negli anni ‘ 60 ed ex assessore alla Regionale Lazio.
A Ceccano, invece, mi trovo a guidare il gruppo consiliare; Roberto Giannetti è stato chiamato a ricoprire la responsabilità di segretario di sezione e il radicamento territoriale del PCI è ancora forte. Insieme a Pietro Masi e altri compagni del partito, avevamo organizzato un’altra cellula del PCI nella zona rossa della Pescara, un’altra operava nel quartiere Di Vittorio e una nuova cellula PCI era stata formata nella zona di Colle S.Paolo su iniziativa di Pasquale Casalese e Francesco Ciotoli. Anche nel consiglio comunale operavamo una proficua opposizione, attraverso la quale eravamo riusciti a stabilire buoni rapporti con i socialisti ceccanesi. In poco tempo, la giunta era entrata crisi, con le conseguenti dimissioni di Carlo Spinelli da Sindaco. La situazione politica non era a quel punto semplice da gestire e lo stesso PCI aveva qualche difficoltà a fare sintesi.

Non sarebbe male chiedere a chi si candida a guidare la città, oggi e per i prossimi anni, di valutare l’esperienza fatta a livello amministrativo. Infatti, come non si improvvisa in altri campi, lo stesso deve valere per la politica e per l’amministrazione della cosa pubblica. I partiti devono rinnovarsi per essere protagonisti di progetti e programmi per governare – governare bene, nell’interesse dei cittadini – le nostre città. In poche parole, c’è bisogno di buona politica. C’è un grande bisogno di buona politica.
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