Ceccano. Correva l’anno 1985

Ceccano piazza 25luglio notturno 350 260

In nessuna attività umana ci si improvvisa, lo stesso vale in politica

Ceccano piazza 25luglio notturno 350 260di Maurizio Cerroni – 1985. Ceccano. È un periodo che rappresenta un momento di passaggio nella storia della seconda metà del Novecento, in Italia e nel mondo. L’assassinio di Aldo Moro, nella notte buia dello Stato italiano, viene compiuto appena qualche anno prima. Il 13 giugno 1984, i funerali di Enrico Berlinguer. In quel momento, l’Italia era più sola. La politica aveva perso, nell’arco di pochi anni, due uomini di fondamentale importanza per la storia del nostro paese. Il popolo italiano si riconosceva nel Presidente partigiano, Sandro Pertini. La storia dell’Unione Sovietica, guidata da1 985 al 1991 da un nuovo leader, Michail Gorbačëv, viene sconvolta dalla caduta del muro di Berlino del 1989. E anche i partiti italiani vengono attraversati da profondi cambiamenti. Il 12 e 13 maggio 1985 si tengono le elezioni amministrative a Ceccano, in cui il PCI e la sinistra chiedono il voto per riconfermare l’amministrazione uscente. Sono impegnato in prima persona nella campagna elettorale come candidato sia al consiglio comunale che al consiglio provinciale nel collegio Ceccano 1. Nello stesso giorno vengo eletto in consiglio comunale e nel consiglio provinciale di Frosinone. In quegli anni, importanti lavori pubblici erano stati portati avanti con coraggio dalle amministrazioni di sinistra a Ceccano, e le opere pubbliche realizzate sono ancora oggi molto apprezzate dalla popolazione. Gli interventi realizzati nel campo della attività di edilizia, agevolata, economica, popolare, avevano contribuito alla nascita di un nuovo quartiere nella città fabraterna: il quartiere Giuseppe Di Vittorio. La raccolta dei rifiuti solidi urbani era stata estesa nel territorio extraurbano, mentre la metanizzazione rappresentano un forte segno di ammodernamento per Ceccano – con un primo intervento nel centro storico, finché in breve tempo la rete era stata estesa anche in tutto il territorio comunale. Inoltre, erano stati realizzati interventi importanti per l’edilizia scolastica, accompagnati dall’implementazione del servizio di trasporto e di refezione: con una azione decisa, concordata con l’amministrazione provinciale, era stata finanziata la costruzione dell’ITC a Ceccano, e successivamente l’istituzione del liceo scientifico.loffredi compagnoni 350 min

Loffredi, come Sindaco, si era fatto promotore di una importante vertenza in difesa dell’ambiente che porterà la visita a Ceccano dell’allora Ministro all’Ambiente Alfredo Biondi. Quindi, era stato finanziato dalla Regione Lazio un intervento rispetto all’attività di depurazione delle acque reflue generate dalle attività industriali di Colleferro, Anagni e Frosinone. Come partito, in maniera autonoma avevamo organizzato in quel periodo diverse iniziative in difesa dell’ambiente. Ricordo ancora una delle manifestazioni più partecipate sul tema che aveva visto la presenza di Giovanni Berlinguer e di Natia Mammone, allora segretario PCI di Federazione.

I risultati delle amministrative del 1985 avevano visto il PCI eleggere ben 10 consiglieri ma perdere un consigliere comunale rispetto alle precedenti elezioni. Nel contempo, i socialisti avevano guadagnato un consigliere, i socialdemocratici riconfermavano la loro presenza in consiglio. La maggioranza uscente, sembrava rafforzata dall’esito elettorale e c’erano i numeri per continuare l’esperienza amministrativa. Però, erano sopraggiunti tre fattori che si frapponevano nella realizzazione di questo proponimento. A livello provinciale c’erano forti spinte verso la composizione di un quadro di penta partito a cui si voleva omologare anche Ceccano. Il secondo fattore era Carlo Spinelli, che guidava la sezione cittadina del PSI. Infine, l’analisi del voto all’interno della sezione cittadina del PCI, era stata dura, quasi ingenerosa nei confronti del Sindaco uscente Loffredi. Quindi, da lì a qualche settimana i socialisti avevano chiuso l’accordo con i democristiani e Carlo Spinelli era stato eletto Sindaco di Ceccano; con 10 consiglieri comunali, il PCI passava all’opposizione. L’esperienza da consigliere provinciale mi impegnava a fondo, aprendomi a un nuovo approccio alla politica, grazie alle nuove conoscenze politiche e ad una intensa partecipazione al dibattito provinciale. In consiglio provinciale, sono impegnato soprattutto in un buon lavoro di opposizione con il gruppo del PCI diretto da un compagno storico, Arcangelo Spaziani, già segretario di Federazione negli anni ‘ 60 ed ex assessore alla Regionale Lazio.

A Ceccano, invece, mi trovo a guidare il gruppo consiliare; Roberto Giannetti è stato chiamato a ricoprire la responsabilità di segretario di sezione e il radicamento territoriale del PCI è ancora forte. Insieme a Pietro Masi e altri compagni del partito, avevamo organizzato un’altra cellula del PCI nella zona rossa della Pescara, un’altra operava nel quartiere Di Vittorio e una nuova cellula PCI era stata formata nella zona di Colle S.Paolo su iniziativa di Pasquale Casalese e Francesco Ciotoli. Anche nel consiglio comunale operavamo una proficua opposizione, attraverso la quale eravamo riusciti a stabilire buoni rapporti con i socialisti ceccanesi. In poco tempo, la giunta era entrata crisi, con le conseguenti dimissioni di Carlo Spinelli da Sindaco. La situazione politica non era a quel punto semplice da gestire e lo stesso PCI aveva qualche difficoltà a fare sintesi.

cerroni 350 minI partiti locali della sinistra ceccanese si trovarono uniti nella figura storica del Senatore comunista Angelo Compagnoni, che nel 1987 venne eletto Sindaco. Il suo ruolo era un po’ quello di traghettatore. L’amministrazione Compagnoni era riuscito nella complessa impresa di arrivare all’adozione del P.R.G. – Piano Regolatore Generale – sul territorio, una vicenda che si trascinava dal lontano 1967. Vivere l’esperienza in consiglio comunale con figure autorevoli e carismatiche come quella di Angelo Compagnoni, e con consiglieri come Francesco Battista, consigliere DC e già Sindaco, oltre che Presidente dell’ASI, mi ha insegnato veramente molto. Ho avuto una grande opportunità, quella di condividere l’impegno in consiglio comunale con persone che avevano un grande senso delle istituzioni a cui partecipavano, tanto che arrivavano alle riunioni qualche minuto prima dell’inizio e uscivano per ultimi; lo scontro in consiglio comunale, a volte duro, non si trascinava mai in offese gratuite o attacchi personali. Da quegli anni ho imparato il rispetto verso l’istituzione, il rispetto nei confronti dell’avversario politico, l’importanza della competenza e della necessaria preparazione su tutti i punti all’ordine del giorno nel consiglio comunale. Per me è stata davvero una buona palestra politica, attraverso la quale ho avuto modo di fare esperienza all’interno delle istituzioni elettive e democratiche. Guardando al dibattito pubblico odierno, alle numerose false notizie che girano in rete, alle parole scagliate come pietre verso l’avversario politico, penso che si sia da essere nostalgici di quel periodo. Non sarebbe male riscoprire il metodo nella discussione e nella partecipazione, per prendere decisioni condivise con gli altri. Riscoprire oggi una politica che si caratterizzi per le proposte che possono suscitare interesse. In cui il leader viene riconosciuto per la sua autorevolezza. Così come vale per altre attività della vita ai giorni nostri.

Non sarebbe male chiedere a chi si candida a guidare la città, oggi e per i prossimi anni, di valutare l’esperienza fatta a livello amministrativo. Infatti, come non si improvvisa in altri campi, lo stesso deve valere per la politica e per l’amministrazione della cosa pubblica. I partiti devono rinnovarsi per essere protagonisti di progetti e programmi per governare – governare bene, nell’interesse dei cittadini – le nostre città. In poche parole, c’è bisogno di buona politica. C’è un grande bisogno di buona politica.

 

 

 

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