Ceccano e il Caligiore bis

ceccano palazzo antonelli 350 253Municipio di CeccanoPalazzo Antonrlli Municipio di Ceccano

 Ceccano. Esiti del voto 2020

La città è divisa, esattamente al 50%, con la bilancia che pende un po’ di più a destra

di Pietro Alviti
ceccano palazzo antonelli 350 253Tutto è andato secondo le previsioni: Roberto Caligiore partiva favorito, gli avversari sottostavano alla logica della divisione. L’unica variabile era quella relativa all’eventuale turno di ballottaggio. Non sono un esperto di questioni politiche: so che per analizzare un voto così complesso come quello ceccanese, in cui si incrociano vecchi sistemi di conquista del consenso e nuove capacità di dialogo con l’elettorato, ci vogliono capacità ben più qualificate delle mie. Mi limito però ad evidenziare alcuni fatti che sono suggeriti dagli stessi numeri:

la città è divisa, esattamente al 50%, con la bilancia che pende un po’ di più a destra ma le forze sono in equilibrio. E’ un fatto di cui la nuova amministrazione dovrà tener conto se vorrà rappresentare tutti i cittadini.

2. l’affermazione delle donne: sono quelle che hanno preso più voti. La candidata a sindaco, Emanuela Piroli, raggiunge il ragguardevole traguardo di 1000 voti personali, 500 dei quali strappati in maniera equanime agli avversari, e gli altri da parte di cittadini che non sarebbero andate a votare se non ci fosse stata lei. Ma insieme a lei spiccano, nella maggioranza, i risultati di Federica Aceto, di Fratelli d’Italia, la più votata tra i candidati consiglieri, e Ginevra Bianchini, della Lista Caligiore. Ebbero una buona affermazione anche 5 anni fa ma non ottennero alcun assessorato. Ora vedremo se la rinnovata affermazione elettorale darà loro più forza e soprattutto maggiore presenza nell’esecutivo di Palazzo Antonelli

3. la presenza dei giovani: sono tanti, a dimostrazione di come siano sbagliate le analisi che vedrebbero i giovani lontani dalla politica. Se non si perdono per strada, magari delusi per un risultato che sarebbe potuto essere migliore, Ceccano potrebbe vivere una nuova stagione di fermento politico che lascia ben sperare per il futuro.

4. la debacle della sinistra istituzionale: i partiti di sinistra che hanno governato Ceccano per decenni sono scomparsi, o per lo meno ridotti a percentuali assolutamente insignificanti. E’ vero che la tentazione scissionista accompagna da sempre la storia della sinistra italiana, ma uno sbaglio come quello perpetrato a Ceccano sembra evidenziare poca intelligenza, a meno che non ci sia qualche disegno che noi poveri mortali non capiamo

5. le questioni non trattate: la campagna elettorale non ha per niente affrontato alcuni problemi che pure sono centrali nella vita dei ceccanesi, a cominciare da quello dell’inquinamento atmosferico, del fiume, la discarica, il depuratore, per continuare con il rapporto con Acea, con una macchina amministrativa comunale fortemente depotenziata, con un processo di abbandono del centro cittadino da parte delle imprese commerciali che si trasferiscono in altre zone, con il decremento della popolazione, con la mancanza di fognature in interi quartieri e contrade, con l’incremento della diffusione degli stupefacenti, con la mancanza di un’attenzione specifica per i giovani…PietroAlviti 2 350 260 min

6. la cultura stalinista: i tanti decenni di dominio del Pci a Ceccano hanno avuto come frutto quella che mi piace chiamare la cultura stalinista a Palazzo Antonelli. Non ha rapporto con chi amministra ma è presente in tutte le forze politiche: questa cultura sostiene che tutto debba passare attraverso il comune, iniziative, progettazioni, idee, tutto. E’ in solenne contraddizione con quanto invece afferma lo Statuto comunale che parla invece di valorizzazione dei cittadini, delle associazioni, dei comitati. Chissà se il Caligiore bis darà qualche segno di cambiamento in questo senso. Il primo non ne ha dati.

 

Pietro Alviti, giornalista, gia insegnante e vicepreside fiduciario presso Liceo Scientifico Ceccano

 

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