Dal sofferto 2020 al 2021 per ripartire con il lavoro

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2021. Il Lavoro

Per uno sviluppo programmato delle aree laziali

di Donato Galeone*
Lavoro 02 2 627x376 min h260 minNel febbraio 2020 richiamavo la iniziativa della Regione Lazio promossa nell’ottobre 2018 – peraltro sollecitata anche con un ordine del giorno del 21 gennaio 2020 approvato alla unanimità dal Consiglio Regionale riguardava la istituzione della ZLS/ZES (Zona Logistica Semplificata) del territorio laziale negli ambiti portuali di Gaeta,Fiumicino,Civitavecchia, seguendo le stesse procedure previste per la costituzione della ZES (Zona Economica Speciale).

Nel luglio 2020 il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti dichiarava “di non sprecare l’occasione proveniente dai miliardi di euro provenienti dalla Unione Europea (circa 100 miliardi a fondo perduto) che daranno fondamenta alla strada dove camminerà il futuro”.

Nella premessa alla proposta per il CDM del PNRR ( 6 dicembre 2020) il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, richiamandosi alle dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen che sottolinea, con l’utilizzo delle risorse europee, l’esigenza di “riformare e recuperare l’esistente, oggi, per vivere il mondo migliore di domani” Conte scrive che “ l’Italia da oltre 20 anni fatica a tenere il passo delle altre economie avanzate e per portare l’Italia sulla frontiera dello sviluppo europeo e mondiale occorre un progetto chiaro, condiviso e coraggioso per il futuro del Paese”.

In questi ultimi giorni di dicembre con le discussioni nelle Commissioni parlamentari anche in previsione del Bilancio dello Stato 2021 – da approvare entro l’anno nei due rami del Parlamento – abbiamo letto la interessante notizia dell’inserimento di 135 milioni di euro proposto e approvato in Commissione Bilancio, destinati a bandi pubblici nei territori laziali della ex Cassa per il Mezzogiorno mirati a favorire il basso Lazio (leggiamo di un emendamento scritto da Francesco De Angelis e presentato dall’Onorevole. Claudio Mancini primo eletto parlamentare tra Latina e Frosinone nelle liste del PD).

Si tratta di un riconoscimento incentivante minimale inclusivo, pur ritardato, ma importante che introduce e favorisce, in continuità strategica, la “ripartenza dai confini della ex Cassa per il Mezzogiorno” verso uno sviluppo programmato delle aree laziali, supportato dal costituito Consorzio Unico di Sviluppo Regionale, per favorire insediamenti industriali e servizi ad alta intensità di innovazione e ricerca.

Così come sollecita, responsabilmente, il neo Presidente della Unione Industria Cassino, Francesco Borgomeo, che indica nella “Innovazione e Partecipazione” le due parole chiave per il rilancio del territorio e l’economia del Lazio meridionale, ricostruendo una politica industriale settoriale, mirando e integrando attività produttive esistenti e attraendo altra imprenditorialità mediante infrastrutture e logistica (settore automotive FCA nel cassinate e chimica-farmaceutica nell’area di Anagni con i loro indotti).

Consideriamo e teniamo presente in conto sia il dopo 31 marzo 2021 con il termine del blocco dei licenziamenti a causa Covid e sia il recentissimo rapporto Excelsior – con le interviste a un campione di 11.010 aziende frusinate – ci comunica che: soltanto il 34,35% lavora a regime simile a quello pre Covid; il 59,1% opera a regime ridotto e il 6,6% ha sospeso l’attività e pensa di chiuderla. Nelle provincie laziali censite 130.210 imprese, lo stesso rapporto Excelsior ci dice che: per il 37,6% l’attività è simile alla pre emergenza Covid; il 57,6% lavora a regime ridotto e il 4,8% ha sospeso l’attività e pensa di chiuderla.

Siamo a fine anno 2020 e ne usciamo con un Lazio e una Italia in sofferenza, sia in difesa dal virus e sia con la metà delle attività produttive che lavorano a ritmo ridotto, non escludendo le cessazioni delle produzioni di beni e servizi e, allora, appare urgente avviare subito con coraggio e determinazione – dal gennaio 2021 – con la Regione Lazio e verso il Governo – una massima accelerata immediata sulla “ripartenza visibile sulla scelta della strada sui cui camminare verso il futuro prossimo” come già da luglio 2020 dichiarava Nicola Zingaretti, quale Presidente della Giunta Regionale del Lazio e sia per quanto scriveva – ma da realizzare – il 6 dicembre 2020 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che “per vivere il mondo migliore di domani occorre un progetto chiaro. condiviso e coraggioso per il futuro del Paese”.

Una percorribile strada su cui camminare verso il futuro prossimo – in transizione dal 2021 al 2030 per il Lazio – con una “progettazione complessiva chiara e condivisa da parti sociali e territori” cofinanziata anche dai fondi europei che potrebbe essere quella della ripartenza, solo indicata nell’ottobre 2018 dalla Regione Lazio e sollecitata il 21 gennaio 2020 dal Consiglio Regionale, mediante la istituzione dell’area di sviluppo economico territoriale laziale ( ZLS – Zona Logistica Speciale) partendo dalle aree portuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, dal mare Tirreno verso le aree interne delle cinque province laziali, consolidando le attività imprenditoriali presenti, con la ripresa piena produttiva; incentivando modelli di produzione circolare e ambientali sostenibili, non solo, ma promuovendo anche interesse verso investimenti rigenerativi in quelle aree industriali dismesse, sia con il superamento delle crisi aziendali che con l’accrescimento delle specializzazioni territoriali delle imprese.

Elaborare e adeguare, quindi, una progettazione articolata di sviluppo territoriale proponibile dalla Regione Lazio alle cinque provincie laziali che favorirebbe, peraltro, il congiungimento alla vasta area meridionale FTL (Filiera Territoriale Logistica) proposta da Svimez – con un interesse europeo – che già “vede nel porto di Civitavecchia un efficiente sbocco” (verso Napoli, Bari, Taranto, Calabria e dall’Adriatico al Tirreno per il Mediterraneo).

Su questa mie riflessioni di fine anno parliamone, approfondiamo e divulghiamo la proposta, verso Regione Lazio per il 2021 – sollecitando insieme alle parti sociali e associazioni territoriali – di definire la “condivisione del percorso di strada su cui dobbiamo camminare per il futuro”.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

 

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