L’anno che verrà

fontana litiga con la mascherina 370 minFontana Presidente della Giunta regionale Lombatrda

  2021. Sconfiggermo il Covid 19?

 Lo spettacolo dell’umanità senza certezze è stato a tratti ridicolo, spesso imbarazzante

di Serena Galella
fontana litiga con la mascherina 370 minSiamo agli sgoccioli, l’anno malefico sta per finire e già siamo travolti da quello che sta per entrare.
Come sarà il nuovo anno? La prima cosa che vorremmo rispondere, senza ombra di dubbio, è: meglio di questo! Del resto non ci vorrà molto.

Il 2020 ci ha travolti, stravolti, capovolti. Lo spettacolo dell’umanità senza certezze è stato a tratti ridicolo, spesso imbarazzante di certo molto interessante.
L’umanità si è trovata sotto attacco, tutta, senza distinzioni di nazionalità, sesso, politica, classe sociale. Noi chiusi in gabbia per il piacere degli altri esseri viventi, considerati inferiori e senza i quali non potremmo esistere.
Abbiamo assistito a momenti tragici e tutto si è trasformato.
I nostri gesti, il nostro agire, le abitudini e il comportamento si sono modificati e costretti ad un controllo al quale non eravamo preparati.

Abbiamo assistito impotenti allo spettacolo offerto dai proclami e l’incapacità dei grandi, o presunti tali, coloro che pur essendobolsonaro 370 min a capo di nazioni economicamente importanti, hanno preso con leggerezza un virus che ha messo sotto scacco l’intera umanità. E non è stato un bello spettacolo. La comicità del ridicolo ci ha strappato qualche sorriso amaro, ma non c’è stato nulla di emozionante.

Noi italiani siamo rimasti spiazzati, più di altri. Il triste primato europeo ci ha visti affrontare il virus subito dopo la Cina, che con metodi poco ortodossi ha circoscritto la pandemia limitando i danni, evitando la seconda ondata, e la probabile terza, e tornando a marciare economicamente dopo pochi mesi.
Abbiamo scoperto di avere un premier degno di questo ruolo e capace di affrontare l’emergenza e di parlare alla nazione, lo stesso che aveva governato con chi bloccava i porti, solo pochi mesi prima. Siamo addirittura stati lodati per l’organizzazione e la serietà nell’affrontare l’emergenza, senza sapere che viviamo nell’emergenza da anni, praticamente su tutto… siamo solo ben allenati.

large boris johnson 370 minMa abbiamo fatto di più. Forse il vero miracolo è stato risvegliare un’Europa che non si mai dimostrata solidale e richiedere con forza un’unione nell’affrontare la tragedia. Possiamo dirlo timidamente, ma l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale e coerente.
Più coerente è stata l’opposizione, nel contraddire ogni singolo provvedimento, nello sbeffeggiare la morte, nell’affermare tutto e il contrario di tutto, pur di essere contro il governo. Un gioco pericoloso di cui vedremo i frutti nel nuovo anno. Cavalcare la rabbia e l’odio è diventato un mestiere, la politica si è trasformata da tempo in una campagna elettorale continua. Così abbiamo perso l’ennesima occasione di essere un Paese e non tanti staterelli.

Il contributo lo hanno dato e continuano a darlo anche i presidenti regionali, che ci hanno spesso intrattenuto meglio di qualsiasi caricatura comica del migliore attore.
La realtà supera sempre la finzione.
Potevamo essere e dimostrarci un paese unito?

Le canzoni sul balcone ce lo hanno fatto immaginare per un po’, ma hanno avuto una breve durata. Cantare mentre tantitrump 370 min morivano soli senza neanche il saluto dei propri affetti non riusciva più neanche a quelli che hanno approfittato per issare bandiere e continuare per mesi a cantare l’inno nazionale (un rigurgito nazionalista non è mancato).

Pochi sono rimasti ad osservare inerti davanti al caos, agli stravolgimenti della propria vita, mentre tanti hanno levato scudi pro e contro ogni cosa. Oltre i volti di virologi e scienziati abbiamo conosciuto quello di troppi “chiacchieroni” che si sono esposti in giudizi e valutazioni come lo fossero diventati degli esperti. Grazie ai social, che per forza di cose sono stati quasi l’unico modo di tenere in contatto quest’umanità sopraffatta e disorientata, sono cresciuti i “like” dei vari opinionisti o pseudo giornalisti che hanno svilito il linguaggio e la decenza, ma si sono entusiasmati nel veder crescere il numero dei loro proseliti tanto rapidamente.
Ho assistito al gonfiarsi dell’ego di tanti “umuncoli” che si sgonfieranno da soli, inevitabilmente.

Quelli che invece sono stati silenziati forzatamente sono coloro che ci hanno portano le emozioni. Tutto chiuso: cinema, teatri, scuole di danza, scuole di musica, musei, parchi archeologici, mostre, esposizioni dell’artigianato. Il prezzo più alto, come sempre, lo pagano gli artisti e i curiosi, perché a pagare non sono solo gli operatori dell’arte ma anche chi se ne nutre.
Coloro che sono in grado di tradurre le emozioni in sentimenti e che sanno usare la poesia sono stati messi all’angolo, ritenuti superflui, sacrificabili. Un anno senza quel lavoro che è la vita, non si può neanche immaginare quanto possa mancare, come può mancare il respiro. Non li hanno intubati, ma rischiano di esserlo. Nei video, nelle dirette Facebook, in TV, e la tentazione è di lasciarli solo li, il Ministro Franceschini ha esposto le sue brillanti idee al riguardo, dimenticando che si tratta di “spettacolo dal vivo”.

Vincenzo De Luca sfondo nero 370 minE poi i morti. Tutti quei numeri, tutti quei volti negati, tutti quegli sguardi nella disperazione di una visiera, di una maschera che ha tutto meno la bellezza della maschera teatrale. Anche chi non si è contagiato o non ha avuto perdite tra i propri cari ha potuto intuire la tristezza della fine di tante vite. Volti noti, poeti, attori, musicisti e migranti, mai un politico… che strano.
Sì, migranti, quelli che non hanno mai smesso di morire nel nostro mare, tentando l’ultima occasione per vivere.
E l’umanità cosa fa? Assiste indifferente. Ci siamo abituati a tutto. Ci lamentiamo perché costretti in casa nei giorni di festa, mentre uomini, donne e bambini muoiono ai confini della nostra Europa, sotto il gelo, la neve o nel mare, sotto un angolo di un porticato in un accampamento di fortuna.

Mi chiedo cos’altro deve accadere per fermarci.
Siamo noi i responsabili, ma proprio non vogliamo capire!
Assistiamo inerti ai danni inferti al pianeta che stanno portando all’estinzione di animali e piante, al disboscamento, alla contaminazione di terre e oceani, ma non siamo capaci di cambiare neanche una piccola abitudine. La pandemia non ci ha aiutato a capire cosa davvero conta, non vogliamo rinunciare a nulla e ci sentiamo privati di libertà che abbiamo dato per scontate.

Quali libertà? Non poter uscire a fare un aperitivo in compagnia diventa il grido, mentre si rinuncia a protestare per i veri diritti negati come la sanità e l’istruzione. Medici e infermieri, diventati rapidamente degli eroi, in quali condizioni lavorano? E a noi utenti che tipo di sanità lo stato ci sta assicurando? Istruzione e cultura negate, ma anche un sano divertimento che non è fatto di aperitivi.
Nulla è scontato, tutto cambia e noi possiamo solo aiutare a che il cambiamento ci riporti un pianeta sano e non il pianeta malato che stiamo lasciando ai nostri figli.

Un anno così poteva essere un’occasione per riflettere, osservare, cambiare o addirittura migliorare.

Ora siamo tutti in fibrillazione: il vaccino.
E’ iniziato il tormentone. Vaccino si – vaccino no.
Eccoli i “tuttologhi”, tutti belli ringalluzziti a blaterare sui vaccini neanche fossero stati loro a fare ricerca, mentre chi la ricerca la fa è pagato un decimo di quelli che parlano, parlano, parlano…
Il 2021 ne vedrà ancora delle belle.
“E se quest’anno poi passasse in un istante?… Io mi sto preparando, è questa la novità!”
Forse dovremmo farlo tutti. Prepariamoci a cambiare, ripensiamo il futuro, se abbiamo voglia di futuro. Pensiamo a cosa possiamo fare adesso.
Personalmente, dopo un anno così mi manca solo una cosa: gli abbracci. Voglio tornare ad abbracciare, toccare, accarezzare e baciare.
Mi auguro questo per il nuovo anno, abbracci a profusione senza paura. Lo auguro a tutta quest’umanità stordita.
Buon 2021.

 

Serena Galella scrive anche per CiesseMagazie per il quale cura la rubrica dell’arte

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo – 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Serena Galella

BySerena Galella

Attrice, artista, giornalista, insegnante. Serena Galella vive a Sabaudia, è insegnante di Arte e Immagine nella Scuola Media. Si diploma nel 1987/88 al liceo Artistico “Anton Giulio Bragaglia” di Frosinone e all’Accademia di Belle Arti (scenografia). Attrice, nel 1982 è cofondatrice della compagnia “Gruppo Teatro Biberon”, recita anche per l’”Atelier Magique” di Frosinone. A Roma (1992), approda al Teatro di Strada collaborando con “Abraxa Teatro” e “Antidoto Lento” di Adrian Bandirali (Argentina), “Le Vedove Allegre”, “Tatamata Teatro”, Barnelli Bernd Witthüser, del famoso duo lanciato da Arbore “Otto e Barnelli” e altri.Nel 1994, con ill musicista serbo Aleksandar Caric’ fonda la compagnia “Tatamata Teatro di Serena e Zar”. Collaborano per circa 17 anni E’ tra i fondatori della FNAS (Federazione Nazionale dell’Arte di Strada) presso l’AGIS. Questo impegno nel 2007 le frutta il premio “Il Chiodo d’Oro” al il Festival “Mercantia” di Certaldo. Da sempre si è cimentata come solista in spettacoli di danza sui trampoli, Ha partecipato ad alcuni tra i più noti festival in Italia e all’estero. Ha un suo stile comunicativo.Di recente si diletta a scrivere una rubrica dedicata all'arte e agli artisti, partendo da esperienze vissute e incontri reali. È impegnata con il Movimento delle Sardine e collabora con il loro Magazine nella rubrica "Seren...dipità". Il giornale UNOeTRE.it, pubblica la sua rubrica "L'arte trovata per caso" e commenti su scuola e sulla società.

Privacy Policy Cookie Policy