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Il rinnovamento nella continuità

 PCI centanni – Amarcord

Storie di donne e uomini

di Maurizio Cerroni
Giovani dirirgenti Pci anni 70 80 350 min21 Gennaio. Storie di uomini e donne, storie di emancipazione, riscatto, e progresso. Consiglio provinciale. Anni ‘80. Istituzioni, partiti, territorio, e rappresentanti nelle istituzioni elettive. Quando c’era il PCI, i partiti di massa erano grandi protagonisti nella formazione della classe dirigente. La formazione politica, infatti, era una sorte di “apprendistato” e “le officine” erano le sezioni, veri luoghi di incontro, di organizzazione e discussione. Allora era forte il legame del Partito Comunista Italiano con il mondo del lavoro, grazie ad azioni concrete e notevole capacità organizzative. La politica si proponeva come l’arte del saper ascoltare, ma anche il luogo delle responsabilità e delle decisioni che, in alcuni casi, si manifestava attraverso la lotta.

In quegli anni lavoravo nelle squadre operative ENEL specializzate nell’esercizio della rete e nel pronto intervento. Mi toglievo la tuta da lavoro e andavo in consiglio provinciale, oppure in Federazione. Quasi tutti i giorni nella sezione PCI di Ceccano, sita in Via Salita Castello. A soli 29 anni, nel maggio 1985, ero stato eletto consigliere provinciale nel collegio di Ceccano I; sedevo nel consiglio comunale a Ceccano dal 1980. Avevo alle spalle una buona palestra politica, la cellula PCI Enel e l’esperienza da segretario di sezione PCI di Ceccano. Avevo avuto importanti rapporti con la federazione provinciale Fgci, la giovanile comunista. Il ruolo della federazione PCI di Frosinone era importante. Non posso dimenticare le lunghe riunioni del comitato federale che si tenevano nei locali della federazione, in via Garibaldi. Gli interventi di F.Assante, A.Compagnoni, Tullio Pietrobono, Cittadini, Notarcola. Le lunghe discussioni e la passione negli interventi dei compagni. La direzione politica di Ignazio Mazzoli, Tonino Simiele, Natia Mammone, Danilo Campanari, Francesco De Angelis, Danilo Collepardi, i funzionari Ermisio Mazzocchi, Cervini, Cesare Amici, Oriano Pizzuti, Aldo Papetti, Angelino Loffredi come capogruppo al consiglio provinciale di Frosinone. Poi, seguì la nuova generazione degli anni ‘70, che è anche la mia generazione, con Anna Elisa De Santis, Loredana Quatrini, Luciano Fontana,Giorgi Francesco, Gianni Paglia Francesco De Angelis, Stefano Venditti, Martini Stefania, Tomassi Patrizio, Carlo di Cosmo e Luciano Gatti. I compagni impegnati nel sindacato e nel mondo della cooperazione, Mario Papetti, Carlo Pittiglo, Orazio Riccardi,Domenico De Santis, Lorenzo Migliorini, Benedetto Mollica, Ruggero Mastrantoni, Giuseppe Alveti,Michele De Gregorio, l’operaio Fiat di Cassino che venne eletto deputato A. Antonellis. In quel periodo, una nuova leva diventava classe dirigente del PCI. La formazione e la selezione avveniva stando alla testa dei movimenti studenteschi e delle lotte, al fianco dei lavoratori, come dirigenti attivi nel proprio Comune, insieme ai cittadini, per cambiare le cose e per far affermare l’idea di giustizia, per rendere moderne le nostre cittadine attraverso servizi pubblici al servizio delle nostre comunità. Il PCI è stato davvero un grande partito per come investiva nella formazione dei dirigenti, con la palestra della politica ma anche curandone la formazione nelle scuole di partito. È stato un partito straordinario per il fatto che permetteva a tutti di fare politica. Non c’erano barriere. Dalle più disperate situazioni di partenza se avevi voglia, tenacia, applicazione allo studio e al lavoro politico, le porte si aprivano. Era questo la forza che rendeva forte e popolare tra le gente il PCI. C’era orgoglio, senso appartenenza, solidarietà tra i compagni. Questi, penso siano ancora oggi elementi moderni e fondamentali per un grande partito di sinistra di cui si avverte oggi il bisogno, in Italia e in Europa.

Ritornando agli anni ‘80/’85 e alla mia esperienza di consigliere provinciale. Nel palazzo della Provincia c’era la possibilità di conoscere tutto il territorio provinciale, i 91 comuni, i dirigenti provinciali di tutti i partiti, di venire in contatto con i sindacati dei lavoratori, con le associazioni di categoria, con il mondo del volontariato e dell’associazionismo: una grande occasione di crescita politica e personale. Mi riservavo qualche ora per le mie curiosità, mi perdevo nella grande biblioteca provinciale che all’epoca era sotto i locali del palazzo della Provincia. Arrivavo sempre puntuale alle riunioni, come insegnatomi dal PCI. Nelle commissioni c’era anche il contatto umano con figure di grande qualità politiche, pure se distanti dalle mie idee: Valentino Damata, Francesco Gargano, Gentile, R. Misserville, Tofani, Magliocchetti, Massimo Struffi, Alberto Care, Mario Coratti, Torriero, Memmino Merfi, Elio Giovannini, Filippo Materiale (che era preside del prestigioso liceo “Tulliano” di Arpino e Sindaco di Castrocielo). Con Filippo Materiale ho condiviso l’esperienza di assessore provinciale con lui Presidente, nella mia terza consiliatura provinciale 2004/2009.

Le elezioni Provinciali del 12 di Maggio 1985. Il PCI prese 72340 voti, pari al 23,6% con 8 seggi. La DC si attesta al 32% con 10 seggi. La DC era egemone e all’epoca c’era l’alleanza di pentapartito. Il PCI era all’opposizione. Il gruppo provinciale PCI era guidato da Arcangelo Spaziani, già segretario della federazione provinciale PCI, consigliere regionale nel Lazio e assessore regionale al lavoro, nel 1975, con la giunta guidata da Maurizio Ferrara. Il gruppo consiliare PCI era composto da Maurizio Cerroni, Antonio Ignagni, Alberto Manchi, Rita Martelluzzi, Franco Meloni, Gianni Paglia, Arcangelo Spaziani, Giuseppe Vitozzi. Arcangelo Spaziani conosceva i ferri del mestiere, della politica era un raffinato amministratore pubblico. Aveva metodo e ha insegnato molto a tutto il gruppo provinciale. In riunioni settimanali, assieme si decideva l’azione di opposizione e in consiglio si andava preparati – senza improvvisazione. Ci battevamo, in consiglio provinciale, attraverso proposte concrete, facendo una dura opposizione e mantenendo il rapporto col territorio. Il gruppo consiliare aveva una propria stanza in Provincia, aperta a tutti i compagni e amministratori del PCI dei nostri comuni. Maurizio Federico aveva funzioni di segretario tecnico del nostro gruppo, curava la rassegna stampa, la comunicazione esterna; veniva redatta mensilmente una rivista del gruppo provinciale PCI per informare i cittadini. Ricordo una seduta importante, per approvare la programmazione dell’edilizia scolastica e indicare, con una progettazione di massima, i nuovi istituti superiori scolastici (Ceccano ITC, Ferentino, Sora, Cassino etc.); quindi, parliamo di un grande finanziamento per l’edilizia scolastica della nostra Provincia. Il pentapartito non aveva i numeri per l’approvazione di tale importante delibera. Perciò, Spaziani fece un intervento di spessore, criticando la sciatteria della maggioranza e lo scorso interesse verso il mondo della scuola, assicurando il voto compatto del gruppo PCI alla delibera, evitando di perdere decine di miliardi di lire a favore del nostro territorio. Questo era fare opposizione dura, democratica, e propositiva, a favore del nostro territorio.

Penso che sia necessario restituire alle province il ruolo previsto dalla nostra Costituzione, tornando alle rappresentanze istituzionali elette direttamente dai cittadini nella consultazione elettorale. Dobbiamo trovare la forza di batterci, oggi, contro il nuovo “partito” imperante, in Italia e mondo, quello che chiamo il partito dell’indifferenza, che ci vuole omologare, facendoci credere che nulla si possa cambiare e che ormai tutto è stato scritto o fatto. Questo è il vero pericolo e ha causato già molti danni. Invece, l’indignazione deve farsi sentire, la voce si deve alzare contro le moderne ingiustizie e i nuovi pericoli di emarginazione delle persone. Indignarsi, organizzarsi, partecipare, lottare, come valore laico e cristiano che ritengo porti verso l’emancipazione e il progresso: questo può determinare un cambiamento reale, per essere attuali verso un mondo che cambia sempre più velocemente.

 

 

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ByMaurizio Cerroni

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