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Villa S. Stefano: rinvio festeggiamenti Madonna Spirito Santo

IlSantuario 370 min

VILLA S. STEFANO. Comuni del Frusinate

Rinvio della festa del trecentenario a giovedì 9 settembre 2021

di Augusto Anticoli
IlSantuario 370 minIl giorno 11 aprile 2021 ricorrono i trecento anni dell’apparizione della Madonna dello Spirito Santo, nell’omonima località di campagna a Villa Santo Stefano. Negli ultimi anni sono stati pianificati i preparativi per i festeggiamenti, religiosi e civili, con cerimonie e manifestazioni di natura religiosa e storico-culturale, per un evento attesissimo dalla popolazione. Purtroppo la pandemia ci ha messo lo zampino e pertanto è stato comunicato, dalla curia vescovile, il rinvio della festa del trecentenario a giovedì 9 settembre 2021, salvo impedimenti di natura sanitaria.

Dal sito www.villasantostefano.com il racconto particolareggiato della storia del santuario e vicende legate all’apparizione, dall’indimenticato parroco del paese, Don Luigi Falconi.
“Quasi nascosto in una conca, circondato da lievi e verdi colli, a circa un chilometro di distanza da Villa S. Stefano, diocesi di Ferentino (Frosinone), sorge il Santuario della Madonna dello Spirito Santo, divenuto ora più grazioso ed elegante, in seguito ai restauri recentemente eseguitivi, per volontà testamentaria del compianto concittadino Card. Jorio Domenico. Il Santuario trae la sua origine da una pubblica apparizione della Vergine SS.ma, che ben presto ebbe larga celebrità non solamente ” per le Città, Terre e Castelli dello Stato Ecclesiastico, ma anche del vicino Regno di Napoli “.

PRIMA DELL’APPARIZIONE Sul posto, un tempo selvatico e cespuglioso, esisteva appena un rudere di antica Cappelletta, che la gente chiamava “Cuona dello Spirito Santo”, a ricordo, forse, di un dipinto sbiadito dalle intemperie raffigurante la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Spesso anime devote solevano sostare in preghiera dinanzi a quelle vestigia, mosse da una religiosa riverenza, che la fede degli avi aveva tramandata per naturale tradizione. E così il 4 marzo 1721 il Sacerdote Antonio Petrone della Terra di S. Stefano per vera ispirazione della Madonna, come si narra, vi si recò per impetrare la guarigione di una lunga malattia, ottenendone completo ed immediato esaudimento. Similmente il 10 aprile di quell’anno l’allora Arciprete Gentili, tormentato da affezione cerebrale, si portò a visitare la “diruta Cuona”, restandone pienamente appagato. E’ facile immaginare le folle dei fedeli che allora corsero sul posto; le voci più strane che si diffusero un po’ dovunque; le beffe dei riluttanti e dei dubbiosi, che, come Tommaso, attendevano una testimonianza personale.

CLAMOROSO PRODIGIO II giorno seguente, 11 aprile, un povero cieco nato, ben conosciuto da tutta la popoaffresco scompoarso restaurato nel 1938 minlazione, tale Pietrangelo Filippi, condotto colà da un’intima ed ineffabile speranza, si prostra a terra, prega insistentemente la Vergine SS.ma ed ottiene il miracolo della vista. Tale clamoroso prodigio dissipò le ombre dei diffidenti, scosse i tiepidi ed animò i più buoni. Ed il popolo tutto, cantando le Litanie della Madonna, processionalmente, scende commosso in quel sito, soffuso da un alone di mistero e diviene spettatore dello straordinario avvenimento, che così viene descritto nel 1821 da Giacinto Popolla, autore di un “Ragguaglio Storico” intorno alla Miracolosa Immagine della Madonna dello Spirito Santo: “Nella facciata del consumato muro di detta Cappelletta, esposta verso l’oriente, nella seconda Pasqua di Resurrezione dell’anno 1721, che fu l’11 aprile, vi si dimostrò un’Immagine con il Bambino nel braccio sinistro, pitta a fresco in un incavo di pietre peperino, che sembrava di recente dipinta”.

FOLLE DI PELLEGRINI Da quel giorno memorando la “Terra di S. Stefano” vide folle innumerevoli accorrere dinanzi alla prodigiosa immagine in un trasporto di rinnovata fiducia e di incontenibile entusiasmo. Infermi, sofferenti, bisognosi, increduli di ogni ceto e condizione, provenienti dalle Provincie di Maremma, Campagna, Stato Pontifìcio e da molte città. Terre e Castelli del vicino Regno di Napoli vi si recarono in devoto pellegrinaggio per impetrare grazie e favori spirituali e temporali. La prova più evidente di tanta fiumana di gente accorsa ai piedi della cara Immagine della Madonna ci viene offerta dai numerosi prodigi rapidamente susseguitisi in quel luogo sacro, prodigi, che un Notaio del tempo, tale Biagio Carlone, dietro regolari testimonianze, volle raccogliere e collocare nell’Archivio pubblico della Terra di S. Stefano.
E’ certo che altri miracoli furono registrati dal Notaio di quell’epoca, Biagio Carlone, ed altri ancora finirono operati di natura prettamente spirituale che nessun riuscì mai a conoscere, perché nascosti nell’intimità della propria anima. Ci è motivo di conforto tuttavia l’aver conservati quelli sopra elencati, che in massima parte si verificarono dinanzi non solo ai testimoni autorizzati, ma di fronte a numeroso popolo presente

INCORONAZIONE A circa cento anni di distanza dall’apparizione della Madonna, ed esattamente il 9 settembre 1821, il Capitolo, unitamente ai Magistrati dell’epoca provvide alla solenne incoronazione dell’Immagine e il Sommo Pontefice Pio VII si degnò di concedere in perpetuo l’altare privilegiato, di cui è incisa la memoria sul marmo, a lato del Vangelo. Un secolo dopo, nel 1921, non essendo affatto diminuito il fervore di devozione verso la Madonna, si rinnovò un’eguale cerimonia con l’impimmagine notturna 350 minosizione di una nuova corona d’oro, che, a ricordo dei più anziani, segnò un avvenimento dei più gloriosi nella storia del Santuario. Presenziò lo stesso Vescovo Diocesano Mons. Domenico Bianconi.

FURTO SACRILEGO Ma un episodio quanto mai doloroso ed inaspettato venne un giorno a turbare la pace e la vita religiosa dell’intera popolazione. Si era al 16 agosto 1938. In paese si celebrava nella più schietta letizia la festa del Patrono S. Rocco. D’un tratto, mentre i fedeli assiepavano la Chiesa Parrocchiale, assistendo alla S. Messa solenne, il cielo, prima azzurro splendido, si copre di dense nubi e un tuono fragoroso rimbomba nella valle quasi gridasse un allarme e un triste presagio. Di lì a poco il cielo si rasserena e si ha modo di svolgere la tradizionale e grandiosa processione del Patrono. Ma ecco improvvisamente giungere le prime incredibili grida: “hanno rubato alla Madonna! hanno portato via la corona, c’è chi ha visto fuggire a distanza degli ignoti bendati!…”. Un’insolita agitazione si diffonde nel popolo, un’inquietudine strana e manifesta, un senso di panico, cui seguono parole di biasimo e di indignazione. E, mentre la incresciosa notizia diviene sempre più certa, le Autorità Civili, Ecclesiastiche e Militari, senza frapporre indugi, scendono verso il Santuario per le indagini del caso. L’altare appariva manomesso, l’affresco della Madonna sfregiato in più parti e tutt’intorno disordine desolante. Mani sacrileghe avevano furiosamente perpetrato l’orribile furto. Da quel momento fu un continuo accorrere di popolo lungo la strada del Santuario. S’odono grida di sorpresa, fremiti di accentuata indignazione, ansia di riparazione. In breve tempo si formò fra tutti una meravigliosa gara di generosità, con a capo il Rev.mo Arciprete Mons. Amasio Bonomi. Si raccolsero così i fondi necessari per rioffrire alla Vergine un’altra corona d’oro più ricca e più bella. E perché la riparazione dell’oltraggio divenisse più grandiosa si rinnovò la cerimonia dell’incoronazione con quella indimenticabile festa del 21 settembre dello stesso anno, alla quale ebbe a presiedere, insieme al Vescovo Diocesano Mons. Fontana, lo stesso illustre concittadino Card. Domenico Jorio.

IMMUTATO FERVORE Sono trascorsi ormai 238 anni dalla celebre apparizione della Madonna nella Terra di Villa S. Stefano. Molte cose sono cambiate per l’inarrestabile corso delle vicende umane. Tanti e diversi avvenimenti si sono susseguiti nello spazio di oltre due secoli. Il Santuario di Villa S. Stefano non ha certamente la vasta risonanza di un tempo, perché l’eco della sua grandezza è stato affievolito dal sorgere di nuovi Santuari, legati a particolari circostanze d’ambiente e di posizione.
Ma è pur sempre innegabile che la storia di tale Santuario ha i suoi singolari trionfi e le sue non comuni meraviglie. Ed è per questo che, nonostante la mancata affluenza di pellegrini stranieri, la miracolosa Immagine della Madonna dello Spirito Santo costituisce per gli abitanti di Villa S. Stefano una ricchezza d’inestimabile pregio, un patrimonio intimamente caro, un centro di luminosa attrazione, che continua a chiamare a sé, in ogni stagione, tutte le anime in cerca di protezione e di conforto. Oggi si può accedere al caro Santuario attraverso una suggestiva strada, che recentemente è stata resa carrozzabile per la solerte opera dell’attuale Amministrazione Comunale. Ed è così che, divenuto più agevole il percorso, il buon popolo di Villa continuerà, meglio che nel passato, a dare le sue manifestazioni di amore verso la gran Madre di Dio.

La speranza, a questo punto punto, è che la situazione sanitaria, legata alla pandemia, possa evolvere favorevolmente per un evento importante che accomuna nel fervore e nella fede cristiana i fedeli del nostro territorio, ma atteso anche dalla comunità laica, nel rispetto reciproco finalizzato ad un orizzonte di Pace, proiettato al Bene comune.

 

VescovoSpreafico don Paolo 450 min

 

 

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