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Arce. La Battaglia di Monte Grande e Monte Piccolo

Battaglia di Arce 390 minImperial War Museum di Londra – The battle of Arce (Ottava armata) Un carro armato Sherman transita nei pressi del cartello indicatore della città di Arce. Ripresa dal sergente Johnson il 28 maggio 1944. N.A. 155668

STORIE DEL FRUSINATE. Rubrica

 Arce 28 Maggio 1944

di Romeo Fraioli
Battaglia di Arce 390 minNell’inverno 1943-1944 le truppe alleate, in avanzata verso Roma, trovarono la strada sbarrata a Montecassino, situato a 120 chilometri a sud-est della Città Eterna, contrafforte appenninico che si ergeva sulla circostante Valle del Liri. Ai suoi piedi si estendeva la cittadina di Cassino che contava allora 25.000 abitanti mentre sulla sua vetta sorgeva l’abbazia di Montecassino. La cittadina e l’abbazia controllavano l’accesso alla Valle del Liri e la strada per Roma. Fra gennaio e marzo 1944 gli alleati tentarono per ben tre volte di oltrepassare la barriera montana per penetrare nella valle sottostante. Dopo aver raso al suolo abbazia e città e vincendo una tenace resistenza tedesca, in maggio, finalmente, gli alleati riuscirono a sfondare le linee tedesche. Con il fianco destro molto danneggiato i tedeschi furono costretti a ripiegare su tutto il fronte ritirandosi attraverso la Valle del Liri. (Cfr. Il terzo Reich. Il Fronte Meridionale).

La caduta di Montecassino rappresentò il primo atto della offensiva generale d’estate che doveva portare le truppe alleate a distruggere quante più forze nemiche possibili e ad occupare Roma. Dopo appena pochi chilometri oltre la Gustav, quella che sembrava essere una rapida avanzata verso la capitale d’Italia, subiva una prima battuta d’arresto contro capisaldi che riproponevano la struttura di una nuova linea difensiva: la linea Hitler o Senger, dal nome del suo ideatore il generale Frido von Senger. La 78ª Divisione britannica e la 1ª Divisione canadese stabilivano i primi contatti con le difese della linea Hitler nei giorni dal 19 al 20 maggio 1944. Alle ore 6.00 del 23 maggio, dopo il fuoco di sbarramento, il generale Burns lanciò avanti la 1ª Divisione di fanteria canadese che puntò subito a nord di Pontecorvo. Alle sue spalle l’8^ Divisione indiana e la 6ª Divisione corazzata erano pronte a sfruttare l’iniziale successo per attaccare decisamente a nord di Aquino e procedere a cavallo della via Casilina.

A mezzogiorno del 24 maggio, a costo di pesanti perdite da entrambi le parti, occupata Pontecorvo le truppe alleate raggiunsero rapidamente il fiume Melfa, a sud-ovest della stazione di Roccasecca. La linea Hitler era sfondata e la strada per Ceprano era libera. Alla 38ª Irish Brigate della 78ª Divisione inglese ed all’8ª Divisione indiana venne affidato il compito di prendere la città di Aquino ed il suo aeroporto e di continuare l’avanzata in direzione di Arce lungo la statale n.6 Casilina.

La campagna era accidentata, il terreno pieno di fossati ed avvallamenti e piccole ed erte colline dominavano il paesaggio. Il loro compito si presentò subito molto arduo. «Le esplosioni delle granate di artiglieria e dei mortai tedeschi, rendevano difficile l’avanzata ed il terreno era cosparso di migliaia di “Shu mine” le mine che esplodevano a mezz’aria, provocando ferite mortali. Da posizioni interrate o ben mimetizzate, cannoni controcarro e carri Mark V “Pantera” armati di un micidiale pezzo da 75 mm, colpivano inesorabilmente i nostri carri Sherman che avevano il compito di appoggiare la fanteria, ma i ruoli si erano ribaltati e con armi individuali anticarro, la stessa doveva neutralizzare l’attacco dei carri e le postazioni nemiche. Le perdite tra i soldati erano alte e spesso la fortuna, o solo la casualità della propria posizione, tragicamente, inspiegabilmente salvava o spezzava la vita». (Cfr. Testimonianza di Brian Clarck, 1994. Associazione Historia, Ceprano. “1944-1994 La Liberazione di Ceprano – Sulla Strada per Roma”).

La statale n.6 piega a sinistra presso Arce e si congiunge prima di Ceprano con la n.82, continuando poi verso Frosinone. Il tratto che sovrappone i due percorsi, dal Convento dei Carmelitani alla giunzione con la n.82, era il principale obiettivo degli Irish Fusiliers mentre alla loro destra il reggimento Guards appoggiato da unità corazzate della 6ª Divisione, iniziava l’avvicinamento ad Arce, dove presso il Monte Piccolo e Monte Grande, i tedeschi avevano stabilito una forte linea di difesa e tenendo la strada sotto un pesante fuoco, rendevano l’avanzata molto difficoltosa.(Cfr. Associazione Historia, Ceprano. “1944-1994 La Liberazione di Ceprano – Sulla Strada per Roma”).

Il 28 maggio la 6ª Divisione corazzata occupò le posizioni tenute precedentemente dalla 1ª paracadutisti sul monte Grande a sud di Arce, che avevano avuto un’importanza fondamentale nel proteggere la ritirata verso Avezzano del 51° corpo da montagna. I canadesi occuparono Pofi il 29 maggio ed entrarono a Frosinone due giorni dopo, mentre il 13° corpo avanzava su Arpino e cominciava a piegare verso nord. (G.A. Shepperd, La campagna d’Italia 1943-1945. Garzanti).
Tra Arce e Colfelice intanto, i tedeschi per rallentare la marcia di avanzamento dell’8^ Armata, avevano fatto saltare il ponte sul rio Provitolo nella nottata del 27 maggio. Il ponte venne prontamente rimpiazzato da un ponte provvisorio già nella mattinata del 28 maggio dall’opera di genieri della Corona e pionieri del Bechuana. Lo scontro avvenne proprio nei pressi tra Monte Piccolo e Monte Grande.

«La 14ª Compagnia del 4° Reggimento paracadutisti, costituita da un solo plotone, era sistemata alla sinistra del gruppo di combattimento Bohlein sul Monte Piccolo ad Arce. Siccome non esisteva la possibilità di comunicare con il comando nelle retrovie, io e la mia compagnia fummo aggregati al gruppo di combattimento Bohlein senza però essere posti ai suoi ordini. Durante i continui combattimenti uomo a uomo in cui la nostra compagnia prese parte a tre contrattacchi effettuati a Monte Piccolo contro i tentativi di accerchiamento di Arce, furono presi 8 prigionieri e molte armi automatiche furono catturate al nemico che ebbe 59 perdite. Sfortunatamente anche la 14ª Compagnia ebbe dei caduti: il 28 Maggio 1944 i camerati Otto Steirock, Manfred Pacht e Karl Alftar furono uccisi durante i combattimenti. Il 29 Maggio dovemmo abbandonare Arce ed il 30 Sora. Il 1° Giugno il 4° reggimento si ritirava attraverso il settore di Frosinone e qui avemmo ancora duri combattimenti. Secondo gli ordini ricevuti la compagnia si sganciò dal nemico e attraversando Capistrello, Carsoli, Rieti, Terni, Todi, Perugia si portò al Lago Trasimeno, ove fù stabilita una nuova linea di difesa a nord di Roma”. (Dal diario di guerra del 4° Reggimento della 1ª Divisione paracadutisti).
In seguito il fronte si divise come segue: da sinistra la 44ª Divisione di fanteria – l’unità di combattimento guidata da Ruffin – l’unità di combattimento Schulz (1° Reggimento) – l’unità di combattimento Heilman (3° Reggimento). Il confine tra l’unità di combattimento Schulz e quella Heilman passa esattamente tra Monte Grande e Monte Piccolo, ove era posizionato il nostro reggimento. E’ presumibile che il reggimento posizionato a Roccasecca il 25 maggio fosse più a sud del restante fronte della Valle del Liri, inizialmente ci posizionammo massicciamente su Monte Grande, in seguito l’unità di combattimento di Schulz e Heilman arretrarono in posizione di difesa e copertura, la cosa era già stata stabilita sulle disposizioni».

A tre km da Arce, nella Valle del Liri, c’è monte Grande (358) e Monte Piccolo (320) che dominano la Valle. Questo fu un vantaggio per il fronte sud poiché si rivelò essenziale nei combattimenti e nella difesa del nostro reggimento i giorni 27 e 28. Su Monte Grande era posizionato la unità di combattimento Bohlein su Monte Piccolo invece, combatteva la 14ª Compagnia comandata dal sottotenente E.A. Mayer. Più tardi arrivò il battaglione da combattimento Week; e con loro i soldati che dovevano essere riportati alle loro unità. Più tardi ancora ci fu mandato un plotone della 44ª Divisione di fanteria che a differenza del nostro reggimento aveva abbondanza di munizioni in dotazione. Il plotone Sommer fu subito avvistato dai nemici e dovettero subito correre al riparo.
Il colonnello Week ricorda: «Di tanto in tanto i soldati si difendevano con bastoni e pietre, il capitano Schuder ordinò di mandare in cima gli uomini attraversando il campo di battaglia. Anche lo Stato Maggiore fu disintegrato. Lo scrivano del battaglione cadde nel combattimento, il suo nome era Bauer. La guida della 4ª Compagnia Le Coutre fu ferito e perse un occhio. Anche gli appartenenti della 14ªCompagnia avevano partecipato ai combattimenti»

Per la 14ª Compagnia scrive il Sottotenente E.A. Mayer: «Della 14ª Compagnia ci rimase solo un plotone, quello alla sinistra di Bohlein sul Monte Piccolo. Lì dove il collegamento delle truppe si erano perse, andai come comandante di battaglia, e con tutte le mie forze detti un appoggio all’unità di battaglia Bohlein, senza mettermi al riparo». Il Comandante del reggimento il Colonnello Egger e i capi principali Schmuecker e Schrader potevano osservare dalla strada a sud di Arce il contrattacco di Bohlein. Il Capitano Schmuecker ricorda: «Egger, Schroader ed io eravamo sulla strada quando Bohlein ordinò il via. Monte Grande era nel centro. Noi tre osservammo come Bohlein e Haeuflein scalavano la montagna. Potevamo osservare come andava avanti verso la cresta e il marconista Weide della 1ª Compagnia era subito dietro di lui con l’apparato radio sulla schiena». Il 29 Maggio viene abbandonata Arce e il 31 Maggio Sora. (Dal libro del Colonnello Donth, “Storia del 4°Reggimento 1ª Divisione Paracadutisti”).

Didascalia Foto: Imperial War Museum di Londra – The battle of Arce (Ottava armata) Un carro armato Sherman transita nei pressi del cartello indicatore della città di Arce. Ripresa dal sergente Johnson il 28 maggio 1944. N.A. 155668

 

 

 

 

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