fbpx

75 anni di Repubblica nata dalla Resistenza

2giugno46 min2 giugno 46 ©Pinterest

 2 GIUGNO 2021

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

di Ermisio Mazzocchi
2giugno46 minSono nato il 7 agosto del 1946, due mesi dopo la vittoriosa proclamazione della Repubblica. Mi sento perciò doppiamente suo figlio, sia perché sono Italiano, sia perché sono venuto alla luce nello stesso anno della sua nascita e ho avuto il privilegio di nutrirmi di quei principi che sono il cardine della sua Costituzione.
Ero adolescente e sentii il bisogno di partecipare attivamente alla vita politica del mio Paese e avendo fatti propri i valori e le istanze della sinistra mi iscrissi al PCI, che meglio di altre formazioni politiche rappresentava quegli ideali di cui anche io volevo farmi portavoce.
Da allora ho prodigato il mio impegno per quel partito e la società italiana. Sono sempre stato un uomo della sinistra, lo sono tutt’ora e lo sarò sempre. Vivo questo momento e questo 2 giugno con l’adesione convinta a quelle idee e a quella cultura che consentono di costruire una Repubblica indispensabile per cambiare sempre in meglio il nostro paese e salvaguardare la democrazia.

Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani hanno scelto la Repubblica. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La vittoria repubblicana rappresentò una rinascita dell’intera nazione e concluse in tal modo le lotte per la democrazia e la libertà in linea con la Resistenza, prendendo l’ispirazione da quella parte del Risorgimento che si era battuta per una “Repubblica una e indivisibile”.

Una Repubblica che in questi 75 anni, grazie alla Costituzione, nel rigore e nel dinamismo, ha saputo respingere tentativi interessati a tradirne la sostanza democratica: due falliti colpi di Stato, il terrorismo, gli attentati della mafia, le Logge segrete della P2 e le molteplici iniziative per svuotare i suoi valori di progresso, di solidarietà, di libertà. Essa ha consentito la trasformazione economica e sociale del paese e ha permesso una sua revisione adeguata al cambiamento dei tempi: 71 referendum, 16 modifiche.

La Repubblica Italiana mantiene la sua forza per tenere unito il paese. Scrivo in prima persona perchè sento oggi, come non mai, di dover esprimere la mia convinta scelta perché in quanto stiamo vivendo un periodo di profondi cambiamenti che richiede a tutti noi uno straordinario impegno e un proprio contributo in grado di affrontare e risolvere i problemi della società italiana.

Credo che si debba, oggi, per quanto è avvenuto con la pandemia, aprire una riflessione su quel che rappresenti e possa rappresentare una repubblica costituzionale. Sono convinto che la costruzione di un sistema democratico fondato sul pieno riconoscimento delle libertà e dei diritti costituisca ancora un problema.
Lo dimostra il fatto che sia aperta la discussione su come giungere a una sua soluzione.

La Costituzione repubblicana sancisce libertà e uguaglianza per garantire il pieno sviluppo della persona umana ed è rivolta aicostituzione italiana 350 mincostituzione italiana 350 min diritti civili quale irrinunciabile condizione di parità. Il benessere e la ricchezza dell’intera società dipendono dal lavoro intelligente, produttivo, qualificato che deve essere garantito contro lo sfruttamento e la precarietà.
Su tale impianto si sarebbe dovuta estendere l’area dei diritti e dell’uguaglianza.
A questo punto sorgono delle domande.
Il processo di attuazione della Costituzione per quanto riguarda i diritti della persona ha ottenuto risultati? Le uguaglianze sociali sono state garantite?

I fatti dicono che il percorso non si è compiuto.
Siamo molto lontani, nonostante alcuni traguardi raggiunti, da quella parità sancita dalla Costituzione.
Mi sento di affermare che la Repubblica italiana con la sua Costituzione permette di superare condizioni di forte criticità a salvaguardia dei diritti dei cittadini.
I valori della Repubblica insiti in un sistema democratico, in cui il popolo è sovrano, dovrebbero rimanere il baluardo contro le derive autoritarie e antidemocratiche.
La pandemia in una democrazia debole, priva di solidi riferimenti costituzionali, potrebbe favorire tali spinte.
Non si può considerare che la gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure populiste e sovraniste, il persistere di rigurgiti della cultura fascista, la necessità di rigettare una sudditanza rispetto all’ideologia neoliberista e dare alla nazione una sicura via di sviluppo economico, di rinnovamento sociale e di progresso democratico, rendono sempre più urgente la definizione di uno schieramento di forze della sinistra, progressiste, democratiche.

La Repubblica fu una scelta sostenuta da un’ampia coalizione di partiti che raccoglievano e rappresentavano la grande maggioranza del popolo italiano per garantire la rinascita del paese devastato dalla guerra e per chiudere con il fascismo e la monarchia.
Una condizione che non è mai venuta meno nel momento in cui si è trattato di difendere lo Stato democratico come avvenne quando si trattò di sconfiggere il terrorismo e di salvare il paese dalla crisi economica con l’intesa Berlinguer – Moro.
La pandemia ha riproposto la stessa necessità a tutte le forze politiche, unite nel governo Draghi, con l’esclusione di FdI. Tuttavia questa convergenza non elimina le differenze tra i partiti né le loro culture politiche.

All’orizzonte si delinea uno scontro durissimo tra il PD insieme ad altri schieramenti della sinistra e la destra di Salvini e della Meloni sul rispetto e sulla realizzazione dei valori repubblicani, incardinati nella Costituzione, quali la giustizia sociale, l’uguaglianza, il sostegno agli strati sottoprivilegiati della società.
Ritengo che le proposte di Enrico Letta, come lo ius soli, il voto ai sedicenni, la legge Zen, la dote ai diciottenni finanziata dall’1% dei ricchi dalla tassa di successione, rappresentino la nuova tendenza di un pensiero e di una politica propria della sinistra, riposizionata nel solco del riformismo. Un’identità politica di cui il PD ha bisogno, riconoscibile e caratterizzata da elementi di equità nel rispetto del sistema democratico repubblicano. Ne ha bisogno tutta la sinistra italiana.
Non si tratta del trionfo di un’economia statale, di un ritorno dei “comunisti”. Affermazione fuorviante e provocatoria, maldestramente usata nei confronti di Letta dai denigratori di destra, i quali denunciano pericoli di “esproprio” ricorrendo al linguaggio dei tempi berlusconiani.

Non si tratta del trionfo di un’economia statale, di un ritorno dei “comunisti”. Affermazione fuorviante e provocatoria, maldestramente usata nei confronti di Letta dai denigratori di destra, i quali denunciano pericoli di “esproprio” ricorrendo al linguaggio dei tempi berlusconiani.

Credo che si debba assumere una posizione che rivendichi fortemente quanto rappresenti la Repubblica,
Siamo entrati in una “nova era” post pandemia in cui non si può sfuggire alle proprie responsabilità e rimanere indifferenti.

Siamo entrati in una nova era post pandemia in cui non si può sfuggire alle proprie responsabilità e rimanere indifferenti. Dobbiamo per noi e per i nostri figli edificare una società equa, rafforzare e difendere la democrazia.
Io sono per i diritti e le uguaglianze nell’osservanza della Costituzione della Repubblica Italiana.

lì 1 giugno 2021

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Privacy Policy Cookie Policy