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Un protagonista assoluto del rapporto con i cittadini

Con Nenni e Togliatti a Cassino nel 1954 350 min

PROTAGONISTI 

Stimato ed apprezzato da amici ed avversari nel nostro territorio ed al di fuori.

di Francesco Notarcola*
Con Nenni e Togliatti a Cassino nel 1954 350 minCon il passaggio degli alleati e la liberazione dalle violenze nazifasciste, cessa anche il rischio di essere uccisi dai bombardamenti, dai mitragliamenti aerei e dalle cannonate. Resta però immutato il quadro di desolazione e di povertà assoluta. Si viveva nella miseria e con la possibilità di contrarre malattie infettive come il tifo e la Tbc.

Non c’è più nulla. La casa, l’acqua, l’energia elettrica, i servizi igienici, sono desideri da conquistare e da costruire. Per ciascuno è prioritaria la ricerca del cibo quotidiano.

Questa situazione si affronta con coraggio e fiducia. La rassegnazione non fa parte del vivere delle persone. Nei cittadini e soprattutto fra i giovani c’è la profonda convinzione che occorra costruire una società nuova per avere diritti e dignità, per uscire da una condizione di subordinazione al potere e che per realizzare tutto ciò serva impadronirsi del sapere e organizzarsi per partecipare alla vita politica e alle scelte che questa compie sia a livello locale che nazionale. Bisogna partecipare per contare e decidere.

Angelo Compagnoni incarna queste aspirazioni e questi desideri, forte anche dell’esperienza che aveva già fatto ancor giovanissimo nel duro lavoro di bracciante nelle campagne romane e nei Castelli.
Ancora non erano note, almeno a noi, i profondi significati della lotta di classe e delle teorie di Marx, ma si incominciava a prendere coscienza delle differenze ideologiche e programmatiche delle varie formazioni politiche uscite dalla lotta di liberazione.
Il referendum costituzionale sulla Monarchia o la Repubblica rese molto chiari ruoli ed obiettivi dei vari schieramenti.
Angelo Compagnoni non ha dubbio alcuno e sceglie di aderire al Partito Comunista Italiano divenendone dirigente a livello locale e provinciale.
Questo suo impegno lo porterà a far parte del gruppo dirigente della Federterra provinciale.

Il nostro primo incontro avvenne nella sede di questa organizzazione in Piazza Valchera a Frosinone, alla presenza di Sor Cencio Bovieri (più volte sindaco di Ceccano) e di Medoro Pallone di Sgurgola che ha conosciuto il carcere ed il confino fascisti.
Le lotte contadine per la ripartizione dei prodotti sono già in atto alla luce del Decreto Gullo. Occorre anche contrastare l’azione padronale che tende a vietare la costruzione di civili abitazioni sui terreni a colonia migliorataria. I coloni imparano a costruire una o due camere in una notte, con manufatti in blocchi di cemento, ma vengono denunciati, arrestati ed incarcerati.
Il PCI mette in atto la difesa politica con manifestazioni ed iniziative di massa. Il collegio di difesa giudiziale è formato dagli avvocati della nostra provincia e da avvocati messi a disposizione dalla Direzione nazionale del partito.
Gli operai delle fabbriche di Isola Liri, di Ceccano, di Atina e di altri centri sostengono la lotta dei contadini con la raccolta di fondi e con iniziative di solidarietà politica.

In questo clima di mobilitazione, impegno e partecipazione attiva, la lotta politica diventa più difficile e dura, soprattutto dopo la sconfitta elettorale del ’48 e con la rottura della unità nazionale e della unità sindacale.
Da parte del governo quadripartito (DC, PSDI, PLI, PRI) si scatena una violenta repressione contro ogni manifestazione che rivendica libertà e diritti fino alla campagna elettorale del 1953 per il rinnovo del Parlamento. Il quadripartito ha approvato una legge elettorale che si ispira alla legge fascista di Acerbo del 1924 e che assegnala maggioranza assoluta dei seggi con un solo voto in più alla coalizione che si è apparentata.

Il PCI premia l’impegno, l’intelligenza e la crescita politica di Angelino Compagnoni che nel frattempo era stato chiamato aIngresso Montecitorio con Carla Capponi min 350 dirigere la CGIL provinciale e lo sceglie come candidato alla Camera dei Deputati.
In occasione della riunione del Comitato Direttivo della Federazione Prov.le comunista, per l’assegnazione delle zone dove far convergere i voti al candidato prescelto con le preferenze, il sottoscritto propose di allargare la zona assegnata ad Angelino affinché avesse possibilità di elezione nel caso la Legge Truffa non fosse scattata. La proposta fu accolta.
Contro questa legge si mobilitò il fior fiore della democrazia e della cultura italiana.
La legge truffa non passò.

Angelo Compagnoni divenne deputato. La campagna elettorale del ’53 consolidò il nostro rapporto di militanza, di dirigenza e di amicizia personale e familiare.
Come dirigente provinciale della FGCI accompagnavo Angelo in tutti i comizi ed in tutte le manifestazioni, rivolgendo l’appello ai giovani all’impegno e alla ricerca di ogni voto utile. Ero alle prime armi ed alle prime esperienze, con una forte volontà di imparare l’arte oratoria.

Angelo fu un maestro.
Egli aveva una capacità di parlare molto raffinata, che toccava il cuore e la sensibilità delle persone. Lo sentivano come uno di loro e per questo già da allora lo amavano, lo sostenevano, lo votavano.
La sua presenza in ogni dove della nostra provincia raccoglieva sempre un pubblico folto e numeroso. Belle erano le serate dei comizi elettorali e delle manifestazioni politiche in ogni angolo della provincia, particolarmente nelle zone a maggior vocazione agricola dove prevaleva la presenza di contadini. Qui amici e compagni, portandosi le sedie da casa, passavano le serate ad ascoltare e commentare.

Dopo la campagna elettorale del ’53 il PCI nella provincia di Frosinone consolida la sua forza ed il suo ruolo con l’elezione di due deputati, Renzo Silvestri ed Angelino Compagnoni. Questo permette ai comunisti di rappresentare al Parlamento le problematiche del territorio (scuola, casa, strade, lavoro, disoccupazione, sanità etc.) e sulla condizione operaia nei luoghi di lavoro.

Si riprende la lotta per l’affrancazione delle terre, definendo in modo preciso gli obiettivi e l’elaborazione di un percorso strategico per far approvare la legge in Parlamento, che permetta il passaggio della proprietà della terra a chi la lavora, mediante un equo rimborso ai concedenti.

Nelle campagne i contadini pongono con forza anche la realizzazione di opere e servizi civili, come scuole, strade, elettrodotti ed acquedotti nonché opere di bonifica. Il quadro pone anche altre serie problematiche che nascono dall’approvazione della legge sulla Cassa per il Mezzogiorno, sul sorgere dei primi insediamenti industriali e sulla esigenza di ammodernamento di quelli esistenti, mediante finanziamenti pubblici, come premessa per un equilibrato sviluppo socioeconomico.
Il PCI è presente quotidianamente tra la gente, ne raccoglie bisogni, desideri, aspirazioni, interpretandole, facendone oggetto di discussione nei consessi elettivi dai comuni al Parlamento.
Angelo è protagonista assoluto ed il suo rapporto con i cittadini, con i giovani ed in particolare con i contadini è ininterrotto, consolida e sviluppa il suo ruolo ed il suo valore. Stimato ed apprezzato da amici ed avversari nel nostro territorio ed al di fuori di esso.

Spesso dopo le riunioni e gli incontri, i contadini gli chiedono di mettere in pratica la sua conoscenza e la sua abilità di coltivatore, con la vanga, con la zappa e con la falce.
Dal ’53 al ’58 scorrono cinque anni caratterizzati da un grande entusiasmo e di lavoro intenso tra la gente da parte dei dirigenti del partito. Angelino diventa punto di riferimento di ogni iniziativa sul territorio e la sua presenza è fortemente richiesta.
Questo legame gli permette di svolgere un ruolo attivo e continuo nel parlamento avendo conoscenza profonda e continua dei problemi della popolazione.
Le elezioni del ’58 lo premiano con decine di migliaia di voti e lo eleggono per la seconda volta al Parlamento.
La rielezione festeggiata soprattutto nella sede della sezione del PCI del capoluogo e della federazione giovanile comunista (F.G.C.I) in Via Marco Minghetti, avviene in un momento di avanzata elaborazione della legge per l’affrancazione che trova la sua approvazione al Parlamento nel 1963 (L. 327).
Questa data assume forte rilievo ed importanza per Angelino e nella vita della Federazione comunista di Frosinone.

In preparazione delle elezioni politiche del 1963 gli organismi dirigenti della federazione pongono la necessità di sostituire i parlamentari uscenti avendo compiuto due mandati. Nel comitato Direttivo provinciale della federazione del PCI c’è una forte tensione. Si evidenziano nuove aspirazioni ed ambizioni che desiderano di essere soddisfatte.
Durante la discussione per la scelta delle candidature vengono avanzate proposte di compagni che non trovano il consenso degli organismi dirigenti, provocando anche qualche disagio e risentimento.
A conclusione di una discussione durata nel tempo, si concorda di sostituire i deputati uscenti e di candidare al collegio senatoriale di Frosinone Angelo Compagnoni.
Il collegio è difficile. Il partito chiama tutta la sua organizzazione ed i dirigenti locali ad una mobilitazione eccezionale. Questa mobilitazione e l’impegno personale di Angelino permettono la sua elezione a Senatore della Repubblica. Egli raccoglie sostegno e voti da parte di un largo schieramento di cittadini di ogni ceto che non avevano mai votato comunista.
Per la prima volta nella provincia di Frosinone il PCI ha tre parlamentari, due alla camera e uno al Senato.

L’impegno politico di Angelino e la sua crescita politica e culturale gli hanno consentito di avere un ruolo al Parlamento e sul territorio come nessun altro in precedenza. La sua vicinanza ai bisognosi ed agli emarginati ed il suo impegno per liberare i contadini da una situazione di soggezione feudale, segna il suo trionfo con la manifestazione al Cinema delle Vittorie, organizzata per celebrare l’approvazione della Legge sull’Affrancazione della colonia migliorataria. Egli viene acclamato alla presenza di Carlo Levi che pronuncia il discorso conclusivo. Si esprime così ai massimi livelli il legame fra cultura, sapere e masse popolari.

In tutto questo fare il rapporto personale e familiare è stato vissuto intensamente e con profonda amicizia, affetto e fraternità. Le gite al mare o in montagna, le feste e gli incontri erano frequenti e pieni di gioia e di allegria. I nostri figli sono cresciuti in questo clima e questi legami sono rimasti immutati ed indissolubili.

Francesco Notarcola, già dirigente del PCI frusinate e dirigente sindacato CGIL frusinate
17.09.2021

 

 

 

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