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Il cambiamento climatico: una realtà affrontata con indifferenza

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AMBIENTE. CAMBIAMENTI CLIMATICI 

La crisi climatica è un fatto, attuale, vero, in cui siamo immersi tutti

di Sara Liburdi
cambiamenti climatici 390 minNon ci vogliono conoscenze scientifiche avanzate per capire che il clima sta cambiando velocemente, in maniera incontrollata ed estrema. Negli ultimi tempi gravi alluvioni e uragani sono sempre più frequenti e devastanti, anche alle nostre latitudini. Le stagioni sembrano aver perso riferimenti, le temperature salgono in maniera incontrollata e la natura sta rispondendo a questa serie di eventi in maniera imprevedibile.

Sembra tutto surreale o quasi estraneo, ma la realtà dei fatti è chiara e ben delineata, siamo noi i primi responsabili, siamo noi i primi fautori di questi mutamenti, che spesso vengono definiti inspiegabili, ma nella realtà una spiegazione ce l’hanno. Si prevede un innalzamento di più di 1.5°C entro il 2030 se non si abbassano i livelli di emissioni di CO2 e altri gas serra nell’atmosfera.

La crisi climatica non è più solo previsioni e modelli matematici, la crisi climatica è un fatto, attuale, vero, in cui siamo immersi tutti, nessuno escluso. Quando vediamo il documentario dell’orso polare che muore di fame perché non ha più superfici ghiacciate per spostarsi, ci viene quasi da piangere, ma ricordiamoci che è colpa dell’impatto antropico sul pianeta se lo scioglimento dei ghiacciai ha assunto delle tendenze allucinanti. Il tasso medio di perdita di ghiaccio artico all’anno è del 12.85%, un ritmo spaventoso, che avrà ripercussioni e sta già avendo ripercussioni su flora e fauna e sull’equilibrio ecologico del nostro pianeta.

Iconico è stato il periodo del lockdown, dove abbiamo visto la natura riprendere i suoi spazi, respirare, riappropriarsi di quello che le è sempre appartenuto e che ci siamo presi con prepotenza e cemento. La parola resilienza, è figlia dell’ecologia, indica proprio la capacità di un sistema di tornare ad un punto di equilibrio, che può essere uguale a quello di partenza o spostato. La natura vive e si alimenta di resilienza. Spesso si è abusato e si continua ad abusare della parola resilienza, senza effettivamente coglierne l’essenza e il valore.

Nonostante questa serie di disastri concatenati la parola che rappresenta meglio l’umanità è l’indifferenza. Un’indifferenza prodotto di una società sempre di fretta, alla ricerca di un crescente progresso tecnologico, ma cosa è progresso senza la valorizzazione di quello che si ha e da cui si è partiti? C’è un’indifferenza e anche una concertata incapacità delle forze politiche di trovare una linea comune per contrastare la crisi climatica in atto, perché di questo si tratta. Siamo in una guerra, incorniciata in contesti di disastri ecologici, in perdita di biodiversità, in aumento disarmante delle temperature.

L’ecologia è lo studio della relazione reciproca tra gli organismi e l’ambiente che li ospita, ma cosa succede se non esistesse più quell’ambiente e se non esistessero più quegli organismi? La bellezza della natura sta nella sua perseveranza nel progredire, nell’andare avanti nonostante i danneggiamenti. Il mondo continuerà con o senza l’uomo. Di estinzioni ce ne sono state di diverse nel corso della storia della Terra, e la Terra stessa è sempre sopravvissuta, si è ripopolata ed ha continuato a risplendere nella sua interezza.

Quindi, il problema è nostro, parte da noi e vedere ancora le persone scettiche sul cambiamento climatico, che si comportano come se nulla fosse è disarmante. Noi siamo il mondo, noi dobbiamo migliorare e migliorarci e lavorare per un futuro migliore, mettendo da parte l’egoismo e agendo come una vera comunità attiva che si interessa alla questione.

 

 

 

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Sara Liburdi

BySara Liburdi

Sara Liburdi, 23 anni, laureata in scienze biologiche presso l'università La Sapienza di Roma. Aspirante ecobiologa con la passione per la natura, gli animali e la scrittura creativa.

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