fbpx

La Percia¹. Esempio di transizione ecologica

lapercia da sin Remo Cinelli il presidente di Legambiente lAmasena e Massimiliano Di Cesare minDa sinistra Remo Cinelli, il presidente di Legambiente l'Amasena e Massimiliano Di Cesare

TRANSIZIONE ECOLOGICA

Un passo indietro ma guardando al futuro e pensando ad un futuro migliore per tutti

di Rossana Germani
lapercia da sin Remo Cinelli il presidente di Legambiente lAmasena e Massimiliano Di Cesare min

In una domenica di inizio novembre mi sono ritrovata a passeggiare in una piazza del mio Comune (Monte San Giovanni Campano) e, improvvisamente, sono stata catapultata nel passato ma con lo sguardo volto al futuro, in una sorta di molla per ritornare alle origini e darsi lo slancio per migliorare l’ambiente e la nostra vita presente ma soprattutto futura.

Era una iniziativa di incontro in piazza per far conoscere alcuni dei protagonisti di un nuovo modo di concepire il lavoro e l’ambiente. Un ritorno al passato, ricordando le vecchie tradizioni, le vecchie coltivazioni, allevamenti e tecniche costruttive, ma utilizzando anche le nuove conoscenze per avere un impatto ambientale pressoché nullo e un lavoro che riporti ad apprezzare e a dare il giusto valore e la giusta misura alle persone, alle cose, agli animali e a tutto l’ambiente intorno a noi.

Era la “Giornata del Ringraziamento” organizzata dal circolo Legambiente Lamasena e l’Associazione Culturale Colli con la collaborazione di Res Ciociaria.
Un evento che la CEI invita a celebrare da 71 anni per ringraziare le messi della terra e promuovere l’equa distribuzione dei beni della terra stessa e il rispetto dell’ambiente.
Legambiente, dunque, con l’associazione “Lamasena” e l’associazione culturale Colli, ha portato in piazza i protagonisti di di un mondo fatto di agricoltura biologica, economia solidale, rapporti autentici e umani che ci permettono di migliorare noi stessi e gli altri e migliorare quindi tutto il contesto intorno a noi che riguarda quindi il nostro abitare, mangiare e vivere in generale.

Il progetto “Lamasena” – come spiega il presidente di Legambiente Remo Cinelli – è un filo rosso che unisce 5 comuni che si snodano intorno al torrente Amaseno che in passato, nella nostra civiltà contadina, permetteva ad esempio ai certosini di Collepardo, comune da dove parte il fiume, di scendere fino a Colli per coltivare il proprio grano per poi riportarlo alla Certosa di Trisulti. Il percorso del fiume è stato quindi utilizzato dall’associazione “Lamasena” per unire i comuni di Strangolagalli, Boville Ernica, Monte San Giovanni Campano, Veroli e Collepardo da dove parte il torrente Amaseno. Questa associazione “Lamasena” – spiega ancora il dottor Cinelli -unisce i 5 comuni e le persone che ne fanno parte e mette insieme anche le idee dei protagonisti di tante iniziative da molti anni a questa parte. Ci sono orti sinergici nelle scuole, biotecnologia, biodiversità e tutto quello che si può fare per vivere in modo più etico senza distruggere quindi il territorio e l’ambiente tutto.

Uno dei partecipanti rimasto a questa nobile impresa è Massimiliano Di Cesare, un partenopeo trasferitosi in Ciociaria con la sua compagna Valentina per attuare il loro progetto di vita: la Percia.
Nati e vissuti a Napoli, due anni fa trovano il coraggio di lasciare la loro città per trasferirsi in una campagna ciociara per dare concretezza al loro progetto di vita. Hanno scelto il comune di Pastena, un territorio incastonato tra le colline circondato da tanto verde e lontano dalle città.
Sono giovani Massimiliano e Valentina, e spostandosi dalla città alla campagna si sentono dire spesso che hanno fatto la migrazione al contrario.
Il loro è un progetto di rivalutazione del mondo rurale, puro, fatto di buon cibo e aria pulita e di tutela ambientale. Un mondo diverso da quello della città dove molti vivono con sofferenza quella vita così frenetica fatta di corsa al tempo, di lavoro “artificiale”, di aria irrespirabile, di troppo cibo e cose superflue.

Hanno deciso di fare un passo indietro ma guardando al futuro e pensando ad un futuro migliore per tutti. È un progetto di lavoro agricolo, di ripresa delle vecchie abitudini, colture e culture ma nell’ottica lungimirante verso la sostenibilità ambientale. Ma è anche un progetto sociale: vogliono creare relazioni, momenti di crescita, di confronto, di solidarietà e sensibilizzazione. Vorrebbero essere da esempio per stimolare a tornare a credere nella vita rurale, far conoscere il loro progetto agricolo ma anche e soprattutto quello legato all’edilizia.

“Siamo attualmente impegnati nella costruzione della nostra casa: una struttura fatta di legno e paglia, quindi utilizzando materiali innovativi per quanto riguarda la nostra idea, la nostra concezione di edilizia ma che in realtà sono materiali che sono sempre stati utilizzati nell’edilizia con tutti i buoni motivi: sono materiali naturali che utilizzati in un certo modo ottimizzano le strutture quindi migliorano la nostra vita e, oltre a farci risparmiare notevolmente su consumi, materiali naturali che recuperiamo facilmente nei nostri territori e che nel momento di un eventuale smaltimento della casa possono tornare alla terra senza nessun problema quindi l’impatto ambientale totale di un edificio di questo tipo è praticamente pari a zero. È un edificio che quindi prova a valorizzare quello che il territorio propone, che sia pietra, che sia la paglia che sia l’utilizzo saggio del legno e prova come tipo di costruzione a stimolare quelle che sono una serie di attitudini che noi abbiamo sempre avuto e che stiamo perdendo perché le abitudini e la comodità a cui ci stiamo abituando da qualche decennio, ci stanno facendo perdere anche quelle minime capacità di tutelare e conservare le nostre case o addirittura di poterle costruire, di poter costruire mobili, di poter costruire utensili per essere autosufficienti ed indipendenti. Noi ci stiamo rendendo schiavi della nostra comodità e questo è un po’ un paradosso che forse noi stiamo vivendo in quest’epoca di grande progresso economico dal punto di vista di come stiamo studiando il progresso economico. Noi invece siamo legati ad un’idea di progresso diversa, ad un’idea di avanzamento di territorio, ad un’idea di evoluzione diversa che possa andare a riscoprire tutte quelle che sono le antiche attitudini che noi avevamo e proporne di nuove”. I due giovani napoletani hanno quindi ripreso le vecchie tradizioni costruttive ma le stanno riprendendo sulla base della modernità degli studi attuali. Massimiliano spiega come la costruzione della loro casa con paglia e legno sia assolutamente sicura, a prova di terremoto ma anche di fuoco o vento grazie proprio ai nuovi studi.

Dal punto di vista ignifugo, infatti, ci dice che una balletta di paglia ha una ritardo nell’incendiarsi estremamente importante nei confronti del cemento. E le ballette utilizzate nella costruzione sono ancor più pressate rispetto alle normali balle e vengono incastonate in 9 centimetri di intonaco fatto esternamente per lo più di calce.
Quindi la loro casa di paglia e legno non è proprio come quella della favoletta dei tre porcellini. Con le nuove tecniche di bioarchitettura è inattaccabile dal vento, dal fuoco ed è anche molto resistente agli eventi sismici.
Anche per quanto riguarda il modello agricolo stanno provando ad attuare dei sistemi che non prevedono in alcun modo l’utilizzo di fertilizzanti o chimica. Anche qui, come nell’edificio potrebbe sembrare di utilizzare nuove tecniche ma in realtà, dopo aver osservato il boom economico e la rivoluzione che ha portato anche nel modo di coltivare la terra, e il danno ambientale subito, Massimiliano e Valentina stanno cercando di trovare delle forme solidali che possano far immaginare uno scambio che non si basi più solo sul profitto e sul denaro ma che possa attuarsi in altri versi e in altre modi. Ad esempio lo scambio del tempo, come si faceva una volta: la solidarietà di tutta la comunità, fatta di aiuto reciproco, e quindi di lavoro comunitario ma con l’utilizzo delle nuove conoscenze a livello ambientale.

Grazie al loro esempio si potrà tornare ad essere orgogliosi di dire di lavorare la terra, allevare e procurarsi la sussistenza da sé, in modo indipendente dal progresso economico ma sfruttando nella giusta misura il progresso scientifico per avere un pressoché nullo impatto ambientale.

#comincio io

LaPercia prodotti 650 min

1 – Percia è un sogno, un progetto di vita e di azienda

 

Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 



Clicky

 

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Avatar

ByRossana Germani

Rossana Germani nata a Sora il 5 Maggio 1975. Amante della scrittura, prima ancora che della lettura, ho coronato il mio sogno pubblicando il libro "Storie in centrifuga - Napoli non molla!" scritto insieme a Lorenzo Rossomandi.Sono a bordo della redazione di CiesseMagazine dove scrivo articoli e curo anche la rubrica di cultura, libri e poesia. Collaboro con UNOeTRE.it

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Privacy Policy Cookie Policy