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L’ecologia di facciata è il veleno della Ciociaria

fiumecosa 350 min

AMBIENTE

La Ciociaria, se si parla d’inquinamento è purtroppo sempre coinvolta

di Sara Liburdi
fiumecosa 350 minL’inquinamento rappresenta una delle piaghe del ventunesimo secolo. Rappresenta un’alterazione dell’ambiente legata all’impatto antropico determinata dal rilascio di sostanze nocive definite inquinanti.

L’inquinamento lascia un segno, nella maggior parte dei casi indelebile, in un contesto naturalistico, può portare a danneggiamenti, impatto sulla vita e sulla sua qualità ed influire in maniera decisiva sui vari cicli biologici che determinano l’equilibrio naturale dei nostri ecosistemi.

La Ciociaria quando si parla del tema dell’inquinamento è, purtroppo sempre coinvolta. L’inquinamento interessa i maggiori corsi fluviali come il Sacco, il Liri e il Cosa, e le discariche continuano ad aumentare di numero e volume e irradiano il territorio di odori nauseabondi.

L’ambiente è sempre presente nelle promesse elettorali, nei discorsi dei vari politicanti del territorio, ma quando poi si arriva al momento dei fatti, sono veramente pochi gli interventi che vengono eseguiti per risollevare la situazione. Oltre alle problematiche legate agli scarichi industriali, alle varie emissioni in atmosfera, si pone sempre maggiore attenzione sul rilascio di pesticidi e diserbati nelle acque, che sta andando a creare un vero e proprio ecosistema avvelenato.

L’intervento ambientale richiede costanza e tempo, la bonifica di un’area contaminata richiede anni e fondi ingenti e non può essere mai trascurata. La questione dell’inquinamento nel nostro territorio continua a pesare ogni anno di più e ci riguarda tutti. Perché ognuno di noi sente i cattivi odori e vede pesci morti sulle rive dei fiumi a causa delle tossicità delle acque.
Per non parlare dell’aumento di patologie legate all’inquinamento, ogni anno si registrano sempre più casi di problematiche respiratorie e tumorali.

Le istituzioni dovrebbero cercare di distaccarsi dal concetto di “greenwashing”, un neologismo derivante dall’inglese, che possiamo tradurre come ambientalismo o ecologismo di facciata. Dove si illude l’opinione pubblica con parole, campagne e pubblicità, ma al momento dei fatti non si riscontra nessun risultato. Ognuno di noi è un abitante della Terra in cui viviamo e sta a noi decidere e direzionare il futuro di essa.

 

 

 

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Sara Liburdi

BySara Liburdi

Sara Liburdi, 23 anni, laureata in scienze biologiche presso l'università La Sapienza di Roma. Aspirante ecobiologa con la passione per la natura, gli animali e la scrittura creativa.

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