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Antonio Cutonilli, il grande “Ciappetta”

il mitico ciappetta con i rayban 390 minIl mitico Ciappetta con i rayban

VILLA S. STEFANO

Mancheranno la sua bontà d’animo, il suo vocione inconfondibile…

di Augusto Anticoli
il mitico ciappetta con i rayban 390 minIn memoria di Antonio Cutonilli, dedicato ai figli Roberto e Francesca
Allorquando una persona lascia una traccia indelebile nella propria vita terrena, interaggendo nel rispetto e spirito gioviale con la comunità, ecco che il suo ricordo vivrà imperituro nei cuori e nella mente di quanti hanno avuto l’onore di apprezzarne le splendide qualità umane. E’ il caso di Antonio Cutonilli, il grande Ciappetta! Una persona perbene e in fatto di simpatia, un mito: in vita e oltre!

Lunedì 3 gennaio, dopo una lunga malattia, è venuto a mancare un protagonista della vita sociale di Giuliano di Roma e del nostro territorio. Personaggio popolare come pochi, conosciuto da tutti a Giuliano e paesi limitrofi come Ceccano, dove ha lavorato fino alla pensione. Identificato dalla gente comune con il suo tipico soprannome, Ciappetta, che di fatto era il suo biglietto da visita. Antonio è stato un campione di simpatia che trasmetteva ai tantissimi amici; a Giuliano, poi, era il re della piazza che dominava con il suo spirito goliardico, ovvero gioioso, del personaggio carismatico qual’era! Ecco, proprio il suo carisma, la caratteristica che ben lo rappresentava, infatti possedeva la capacità di attrarre attorno alla sua “orbita gravitazionale” amici e conoscenti che di fatto pendevano dalle sue labbra. Lo ricordiamo in gioventù come il leader dei giovani del paese, anche i romani che tornavano d’estate e ostentavano superiorità, ritenedosi socialmente più emancipati, dovevano sottostare alla sua leaderschip: di capogruppo incontrastato. La sua innata cordialità era sinonimo di bonomia, ma era anche risoluto e tosto: non si faceva intimorire da chi cercava di sopraffarlo. Un aneddoto emblematico, dopo un alterco con un autista che stava degenerando, costui se ne usci: “Stai attento, io sono di Frosinone!”. La sua risposta fu immediata e fulminante: “E io conosco tutta Ceccano!”. Antonio sapeva farsi apprezzare anche dalle alte sfere, quali istituzioni politiche e religiose. A tal proposito era nota la sua amicizia con il monsignore Lorenzo Loppa, oggi vescovo della diocesi di Alatri-Anagni, con il quale, da autista di pulmann, trasportava regolarmente la sua comitiva in vacanza nel Trentino. Erano giorni memorabili con Antonio in sintonia con l’alto prelato come amici di vecchia data e soprattutto nel rispetto reciproco. Ciappetta ha avuto a cuore le sorti del paese, era impegnato nella vita sociale, in simbiosi con la parrocchia, nell’importante ruolo di raccoglitore offerte per la festa del santo patrono. Oltre il coinvolgimento civile per la festa di San Biagio nei preparativi e quantaltro richiesto dal Comitato, in lui era prevalente e connaturata una forte devozione spirituale per il Patrono protettore. Con la Protezione Civile era a disposizione nell’apparato logistico inerente il pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità, a Vallepietra. Il suo servizio di autista a disposizione anche dell’associazione “Sara un angelo con la bandana” per le loro iniziative umanitarie.

Antonio Cutonilli è nato a Giuliano di Roma nel novembre del 1954, dopo le scuole medie si è affacciato al mondo del lavoro. HaAssSara 390 min lavorato presso il distributore di benzina del paese gestito da Iginio Lampazzi, dopodichè e’ stato assunto nella ditta Agenzia Viaggi Segneri di Frosinone-Ceccano. Nella città frabeterna era impegnato nel servizio di circolare, linea urbana e extraurbana, dell’intero territorio. Inoltre ha fatto molto gran turismo. Ha girato tutta Europa sia con le scuole che con i gruppi associativi.

Antonio ha sposato Anna Maria Nannucci nel 1979, dal matrimonio sono nati i due figli, Roberto e Francesca. Una bella famiglia, unita, di cui era orgoglioso. E’ stato un buon marito e un bravo padre. Così Francesca ricorda il padre: “Oltre con noi, papà aveva un forte legame con le sorelle che lui adorava, con i cognati e i nipoti, anche dalla parte di mamma. Con noi figli è stato un padre unico. Eravamo molto complici e lo siamo stati fino all’ultimo giorno che è stato con noi. Ci divertiavamo molto! Io e lui poi eravamo ‘culo e camicia’. Per me e Roberto, papà e mamma, rappresentano, tuttora e per sempre, ottimi esempi di vita. Per la loro forza nell’affrontare i problemi che il percorso di vita ci ha posto davanti, financo con le loro malattie e la perseveranza nel combatterle per poter continuare a vivere. Ci hanno da sempre insegnato a cavarcela in qualsiasi situazione. E li ringraziamo per questa forza incontraddistinta con cui ora andiamo avanti senza la loro presenza e il loro appoggio, non senza dolore. Lui per me è stato un vero esempio da seguire, insieme a mamma, ovviamente, anche lei una donna tosta. Sono rimasta sorpresa dai giovani che mi hanno scritto nel sapere della sua morte, con tanti ricordi e diversi aneddoti. Aveva una parola per tutti, contraddistinta dalla sua encomiabile generosità”.

Ad aprile 2017, la meritata pensione con una festa grandiosa organizzata nella sua residenza in contrada Cervini, assieme ad amici e parenti per una serata conviviale all’insegna dell’amicizia e allegra compagnia.
In conclusione cosa ha rappresentato per la nostra comunità Antonio Cutonilli? Una persona onesta, che ha vissuto bene, nel rispetto di nobili valori, morali e civili, quali la famiglia, amicizia, solidarietà e il rispetto verso il prossimo. Mancherà la sua bontà d’animo, il suo vocione inconfondibile in piazza e la sua natura sprizzante gioia di vivere! Mai materiale, mai banale! Sempre naturale! Personalità di tale levatura siano da esempio per un’umanità in empatia per il progresso civile di un mondo migliore!

 

 

 

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