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11 febbraio 2022

DONNE: FORUM DI LINA PANICCIA

Giornata internazionale delle ragazze e della scienza

di Ermisio Mazzocchi
studentesse 350 260L’11 febbraio è il giorno dedicato dalla Nazioni Unite (ONU) alla ragazze e alla scienze. Il Manifesto della Giornata internazionale delle ragazze e della scienza ha tre parole chiave: equità, diversità e inclusione.

Un’occasione per una riflessione ad ampio raggio sulla condizione della donna, ma che possiamo tranquillamente stendere a quella delle disuguaglianze sempre più diffuse. Nonostante i recenti progressi il divario di genere è ancora molto notevole. Le donne, rileva l’ONU, sono solo il 28% fra i laureati in ingegneria e appena il 21% in informatica. E il divario salariale non diminuisce. Le ragazze italiane iscritte a facoltà Stem (acronimo inglese che raggruppa facoltà di Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) sono il 39%, ma scendono al 18% a Ingegneria. E solo il 17% (rispetto al 36% dei maschi) riesce ad arrivare alla fine corso di studio.

Tuttavia il numero è in crescita. Il che fa bene sperare. Ma il problema rimane. Una condizione che ha una plausibile origine nello stato dei livelli di disuguaglianza presenti nel paese. Il tasso di abbandono della scuola è al 13% con particolare incidenza delle donne. Se a questo si aggiunge che dal 2000 a oggi sono emigrati oltre un milione di giovani tra cui le donne sono tra i primi.

La Svimez nel suo rapporto annuale rileva che 900mila ragazze Neet non studiano né lavorano né si formano. Un tasso altissimo se paragonato al 18% in media dell’UE. Il dato peggiore e drammatico è quello del Mezzogiorno. Le giovani meridionali abbandonano la scuola e la formazione nel 15% dei casi contro il 9% delle coetanee del Nord. A tre anni dalla laurea 5 laureate su 10 al sud trovano lavoro contro le 7 su 10 al centro-nord.

Un insieme di fattori che inducono a considerare urgente realizzare riforme rivolte a elevare i diritti e a eliminare disuguaglianze che portano a un impoverimento della società e della sua qualità di vita. Le forze democratiche e progressiste, soprattutto il PD, dovrebbero aprire un fronte per avviare quelle riforme strutturali per dare dignità e futuro alle nuove generazioni.

Ermisio Mazzocchi
11 febbraio 2022

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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