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In ricordo di un Sacerdozio fedele e fruttuoso

DonLuigiFalconi 1 350 minDon Luigi Falconi

VILLA SANTO STEFANO

Don Luigi Falconi, “l’amico di tutti”

di Augusto Anticoli
DonLuigiFalconi 1 350 min3 marzo 1992. Trent’anni fa ci lasciava un personaggio che ha fatto la storia di Villa Santo Stefano, don Luigi Falconi, “l’amico di tutti”. Ha inciso nella vita sociale e spirituale della nostra comunità lasciando di sè un ricordo indelebile; tutto ciò, per quanto ha fatto di tangibile per il paese e la sua gente. Don Luigi amava Villa Santo Stefano, lo etichettava “il paese del sole”, per il clima mite e il buon cuore della sua gente. Il suo era un legame così forte, da scriverne l’inno che decanta di fatto la gioia e la natura dell’ambiente paesano.

Don Luigi Falconi è nato a Pisterzo, frazione di Prossedi (LT). Entrato nel Seminario San Paolo di Roma, nell’ordine dei Paolini, per gli studi ginnasiali, vi è rimasto per circa tre anni. Successivamente, è passato al Seminario “Leoniano” di Anagni, dove ha completato gli studi liceali, filosofici e teologici. Nel 1942 è stato ordinato sacerdote, ordine preti secolari, dal Vescovo di Ferentino Tommaso Leonetti. Si è distinto per operosità e impegno nei primi passi della sua missione sacerdotale, divenendo il pupillo del Vescovo Leonetti. Ha iniziato il ministero ecclesiastico come cappellano al manicomio di Ceccano, vi è restato per diversi anni, si è fatto benvolere ed apprezzare. Alla fine degli anni quaranta, è stato assegnato alla parrocchia di Prossedi con le funzioni di vice-parroco. Nel 1951, il Vescovo Leonetti lo ha destinato alla parrocchia Santa Maria Assunta di Villa Santo Stefano, la sua casa per quarantuno anni, fino al 1992. Don Luigi Falconi, ha insegnato ad esercitare i valori sacri, quali il rispetto, la solidarietà, l’altruismo. Amava dialogare con tutti, non solo con i parrocchiani, ma anche con i laici del paese. Ha saputo educare e confortare; per tutto ciò, è stato un personaggio pubblico tanto benvoluto e rimpianto, il suo ricordo sarà sempre vivo nella gente del paese.

Don Luigi Falconi ha rappresentato per il nostro paese una guida spirituale e morale per tante generazioni di santostefanesi, haDonLuigiFalconi 350 min svolto la sua missione sacerdotale con spirito di servizio encomiabile nei confronti di tutta la popolazione, e senza distinzioni di categoria, il ricco ed il povero erano uguali per lui. Si è distinto per impegno sociale e morale, ha aiutato, anche economicamente, intere famiglie che versavano in condizioni disagiate. Ha appianato divergenze tra coniugi in difficoltà, così salvando unioni e matrimoni. Ha indirizzato, giovani del paese, nell’inserimento al mondo del lavoro. E’ stato prodigo di consigli, un confessore aperto alle richieste dei fedeli, che lo hanno seguito nell’esercizio delle sue funzioni fino all’ultimo. Fortissimamente devoto della Madonna, nutriva un amore particolare per Maria Santissima dello Spirito Santo, motivo dominante che lo portava a preoccuparsi continuamente delle condizioni e della stabilità della struttura del Santuario. L’umidità, sempre presente, era il suo primo nemico e pertanto costituiva per Don Luigi una continua preoccupazione con relativa e affannosa ricerca di soluzione, parlandone con tutti e rivolgendosi perfino ai tecnici del Genio Civile di Frosinone dell’epoca.

Altra devozione notevole la esternava per la SS. Trinità nella cui figura, con la sua mente, riusciva a scorgere il volto di Dio, del Figlio e dello Spirito Santo. Non è casuale infatti una sua particolare predilezione per il numero 3, il preferito su tutti. E, per una strana quanto inspiegabile coincidenza, ha lasciato la sua vita terrena il 3/3/1992 (la somma dei numeri 1992 è uguale a 21, ovvero 2+1=3) come a significare quasi che le tre persone divine sono ora accanto a lui. Da rimarcare l’impegno civile, nel caso specifico per quanto fece in occasione della liberazione dalla seconda guerra mondiale e dettagliatamente riportata nel bel libro-racconto di Marco Felici “Quando passò la battaglia”. Insieme ai suoi genitori ed al fratello, non esitò ad ospitare i cosiddetti “sfollati” in fuga dai tedeschi provenienti da Ferentino e Frosinone, garantendo così protezione ed ospitalità per quanto si poteva. Per concludere e magnificare la figura di un sacerdote indimenticabile, il toccante saluto che Mons. Di Stefano gli rivolse durante il rito funebre celebrato nella “sua” Chiesa il 5 marzo 1992: “Caro Don Luigi, ricordati di noi in Paradiso, noi ci ricorderemo di te, del tuo sereno sorriso, della tua figura dimessa e discreta … ci ricorderemo soprattutto del tuo Sacerdozio fedele e fruttuoso… Dio perdoni le tue debolezze! Cristo ricordi di averti voluto per amico.”

Da don Luigi Falconi Villa Santo Stefano ha ereditato un retaggio di valori, morali e spirituali, entrati di diritto nel patrimonio storico e civile del paese. Una missione pastorale la sua, intesa come servizio a favore dei bisognosi, per un’umanità prospera che vive di pace e speranza. Don Luigi Falconi, un esempio di rettitudine finalizzata al bene comune, ieri, come oggi e domani.

Ringraziamenti a Orazio Falconi per le note biografiche e a Dario Pace per il materiale fotografico.

 

 

 

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