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Elezioni. Quando la “tecnica” è politica

ElezioniPoliticheItalia2022 400 minDa ©Money.it

DISCUTERE LA CRISI. VOTO 2022

Nota positiva viene da Fratoianni: un’intesa antifascista nei collegi uninominali

di Aldo Pirone
ElezioniPoliticheItalia2022 400 minEnrico Letta, come ci dicono gli sviluppi della situazione ad horas, sta cercando di comporre attorno al Pd un’alleanza “tecnica” che dovrebbe andare dal “cocomero” di Fratoianni e Bonelli a Calenda-Bonino, passando per la lista Di Maio e recuperando anche Iv di Renzi cui, stando a ieri, non si oppone alcun veto. Una sorta di repêchage del più scrauso, come si usa in alcune gare ciclistiche di velocità.

Calenda, dopo una prima disponibilità ora è in surplace, siccome pensa di essere al centro del mondo e “er mejo fico del bigoncio”, pare che stia consultando l’oracolo-sondaggio per vedere se gli convenga partecipare di più o meno all’alleanza “tecnica”; della serie morettiana: mi si nota di pù se vado o non vado alle festa. D’altra parte quel che resta del M5S di Conte è dominato all’interno dalla questione del doppio mandato. Grillo lo indica come la cartina al tornasole per il carattere alternativo all’élite dei pentastellati, un po’ meno Conte. Ma alla fine ha vinto il comico genovese il quale dice che sono tutti contro i grillini e quindi sono nel giusto. Non ha capito che la fase in cui la rivolta popolare contro la casta si incanalò verso di loro è superata. Oggi dire quella cosa appare più simile al mussoliniano “molti nemici, molto onore”.

Sullo sfondo di tutte queste mosse e sommovimenti, per non chiamarle convulsioni, si staglia gigantesco e decisivo il problema di riportare al voto per la sinistra le fasce sociali più popolari e disagiate. L’indagine di Tecnè di alcuni giorni fa ha certificato che l’astensione lì (solo il 28% va a votare) è più alta che tra i benestanti medi e medio alti (vanno alle urne il 75%). Cioè un’astensione sociale di classe. Sarebbe la questione principale, ma non sembra che le evoluzioni e le involuzioni della sinistra progressista, complessivamente intesa, dedita alla guerra civile interna, sia in grado di smuovere queste fasce sociali e di lavoratori dalla loro disillusione esistenziale. Il Pd ci proverà con un programma, dicono, socialmente progressista, lavorista e ambientalista. Stessa cosa faranno le plurime formazioni della sinistra alternativa e il M5s. L’impressione al momento, purtroppo, è che i buoi sono scappati dalla stalla, e le mucche continueranno a rimanere nel corridoio. Perché quando bisognava iniziare a riprenderli si è pensato ad altro e la disunione odierna non è proprio una grande attrattiva

In questi frangenti non si capisce perché se l’alleanza, come dice Letta, sarà “tecnica”, questa “tecnica” non debba essere estesa a tutte le forze antifasciste di sinistra e moderate per sostenere candidati comuni nei collegi uninominali impedendo alla destra di Meloni, Salvini e Berlusconi di fare “cappotto”. Con la conquista dei 2/3 dei seggi che darebbe loro mano libera in Parlamento per fare strame della Costituzione.

In questo panorama non esaltante l’unica nota positiva viene da Fratoianni. L’altro ieri il leader di Sinistra italiana ha chiesto un’intesa antifascista nei collegi uninominali, da Calenda al M5s e quant’altri, alternativa a questa destra.

Forse non si riuscirebbe ad evitare la vittoria della destra di Giorgia Meloni sul piano della maggioranza di governo, ma almeno si salvaguarderebbe la possibilità dell’appello al popolo contro eventuali stravolgimenti della nostra Carta fondamentale, come accadde nel 2006 e nel 2016.

Una questione non proprio solo “tecnica”.

 

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Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

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