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Il dovere di “rigenerare” il PD

BANDIERE PD 350 260

 VOTO 2022

 Il PD deve cambiare e ritrovare la sua “diversità”

di Ermisio Mazzocchi
BANDIERE PD 350 260Il PD ha presentato il suo programma e le proprie candidature e quelle dei suoi alleati.
Inizia una campagna elettorale in cui sono in gioco i valori della democrazia repubblicana e i diritti sociali. La partita è aperta e nulla è scontato. Difficile, ma non è impossibile ottenere quanto è auspicabile per un successo elettorale.
Una campagna elettorale che dia inizio a una politica di certezze e garanzie, che sia credibile e non deluda e la cui prova è nelle proposte messe in campo nel programma del PD.

I valori di una politica progressista e di sinistra, quelli dei diritti, delle uguaglianze e della giustizi sociale, sono gli architravi su cui poggia un progetto per rifondare i paradigmi del rinnovamento e affrontare le sfide imposte dal nuovo capitalismo globale.
Vi sono nel paese energie disponibili e desiderose di impegnarsi per vincere, sconfiggere la destra e affermare l’idea di una nuova società.

Sono necessari passione e vigore.
Il PD affronta nella provincia di Frosinone la campagna elettorale con candidati che dovranno misurarsi su questioni sociali ed economiche aggravate già da tempo da condizioni precarie e deboli. Si avrà bisogno di tutte le forze disponibili per avere consenso e combattere una destra forte e radicata sul territorio.

Occorrerà avere un partito combattivo che non sia intaccato da un passato che lo ha fiaccato e indebolito, chiuso come è stato nel suo alveo correntizio, un partito che sia in grado di produrre un rinnovamento generazionale tale da permettere di assumere ruoli di governo sempre di più alto livello.
La direzione, che il PD dovrà assumere in questa aspra competizione elettorale, sarà quella di non disperdere quei valori che sono propri di un partito progressista e di sinistra.
Valori in cui credono migliaia di elettori e di iscritti, questi ultimi impegnati con dedizione e passione, che non possono essere annullati né mortificati da vicende che ne mettano in discussione la credibilità.

Sono note le vicende che hanno coinvolto esponenti di primo piano della politica provinciale e regionale del partito Democratico, in cui si è assistito a una deprecabile caduta di stile.
Il danno ormai è fatto.
La magistratura svolgerà il suo compito come giusto che sia.
Non possiamo nascondere che l’impatto politico è di notevoli proporzioni e induce a considerazioni di maggiore consistenza.

Il vulnus politico che si è prodotto richiede il ricorso a un cambio di passo e dei comportamenti sin qui tenuti, in modo tale da produrre una rigenerazione della politica che il PD provinciale dovrà adottare in questa campagna elettorale.
Il comunicato del Circolo di Cassino del PD si inserisce in questa prospettiva e assume una valenza politica per il nuovo percorso che il PD dovrà intraprendere, pur rimanendo, a mio parere, circoscritto a fatti contingenti che richiederebbero diversamente una valutazione politica di ampia prospettiva.
Occorre andare oltre quanto da esso affermato.

Lavorare per un impianto politico che apra una nuova stagione della vita democratica del partito nelle realtà territoriali di questa provincia rivolta ad abbattere la logica correntizia fine a se stessa con un concentrato di potere e a valorizzare il merito per proseguire un comune cammino.
Abbiamo bisogno di una nuova generazione, che lo stesso Letta ha voluto candidando molti giovani – 5 capilista under 35 – alle elezioni parlamentari del 25 settembre, che sia di alternativa e abbatta quel feudalesimo che si è imposto nel passato e quei tentativi di chi vuole perpetuare se stesso.

Il giovane segretario di Federazione, Luca Fantini, incarna questo cambio generazionale? Certamente, se sarà libero da condizionamenti e interferenze nella gestione del partito.
Una libertà quale presupposto indispensabile per operare in questa realtà e non solo, una difficile campagna elettorale in cui sia possibile imprimere una forte spinta alla rigenerazione del Partito Democratico.
Una competizione elettorale, il cui risultato non appare scontato, come molti vogliono fare credere, favorevole alla destra, ma che avrà un esito piuttosto incerto, potrà essere un’opportunità per riaffermare l’integrità del PD nella sua caratura di partito trasparente e nella salvaguardia dei suoi valori.

Un’occasione per ribadire quella “diversità berlingueriana” intesa come diversità nei metodi e nei modi e in un’etica politica che ha alimentato una storia collettiva per cambiare l’Italia.
Credo che proprio quella “diversità” debba essere ripristinata e perseguita, rivolta ad avere comportamenti adeguati al ruolo che si ricopre sia istituzionale che di partito con l’obiettivo di operare nell’interesse della collettività e mai per propri fini personali.

In molte occasioni nel passato, e ne sono convinto oggi a maggiore ragione, ho ribadito e ribadisco la necessità che il PD debba abbandonare vecchie pratiche gestionali e dia vita a energie nuove, disponibili a cambiare e recuperare i valori di quella “diversità” più che mai indispensabili per combattere e sconfiggere la Destra.
Questo è il “vettore” su cui deve viaggiare la campagna elettorale del PD, particolarmente nella provincia di Frosinone con le/i sue/i candidate/i che hanno accettato con orgoglio e generosità la candidatura senza alcun tipo di garanzia.
Tantissimi sono quelli che dimostrano con la loro storia, con il loro costante impegno, un profondo attaccamento al Partito.
Attaccamento che per molti non è venuto mai meno nel corso della loro militanza politica.

Il PD non è l’Eden né certamente la Suburra.
E’ un partito che, a differenza di molti altri, ha una forte impronta democratica, attraversato da grandi passioni e dae.mazzocchi 260h ridimensionato confronti talvolta aspri, ma che conserva uno spirito unitario e combattivo.
Non si possono tacere errori, eccessive sovrapposizioni, scelte vantaggiose in ambiti correntizi, leaderismi esasperati.

Si è sbagliato e paghiamo un prezzo altissimo, ma non è impossibile correggere e modificare tendenze che sarebbero disastrose se si perpetuassero nel tempo.
Può sembrare un obiettivo improprio rispetto alla campagna elettorale.
Ma è appunto in questo tempo che bisogna esaltare le peculiarità del PD e la volontà di essere all’altezza della sfida per rinnovare il Paese.

Per farlo il partito deve cambiare e ritrovare la sua “diversità”.

lì 24 agosto 2022

 

 

 

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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