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Al nuovo Parlamento da Papa Francesco: Il “senso delle urgenze a tutti i livelli”

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Un “PATTO” con Papa Francesco per cambiare l’attuale economia

Dal 1°maggio 2019 al 24 settembre 2022 “La nuova economia e il lavoro con Papa Francesco”. dal 26 settembre 2022 con il Parlamento e il Governo italiano

Donato Galeone*
papafrancesco 350 260Un anno prima – marzo 2018 – si rinnovava il Parlamento italiano e Papa Francesco il 1° maggio 2919, quale Vescovo di Roma, indirizzava una lettera personale ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo.

Chiedeva di incontrarli in Assisi, stare insieme, conoscerli, dialogare per cambiare l’attuale economia e dare un’anima alla economia di domani. “Occorre rianimare l’economia in una economia diversa – sottolineava Papa Francesco nella sua lettera – quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”.

Il primo incontro – fissato per fine marzo 2020 – veniva rinviato causa di forza maggiore (pandemia Covid) a novembre 2020, non in presenza ma con diretti collegamenti in 115/120 Paesi partecipanti e su tematiche della economia di oggi e di domani quali – essenzialmente – il “lavoro e l’impresa in trasformazione, la finanza e la giustizia, le disuguaglianze sociali e le povertà”.

I successivi incontri del 2021 e quello conclusivo di sabato scorso 24 settembre 2022 sempre in Assisi – tra giovani ricercatori e dottorandi di ricerca, di imprenditori e imprenditrici, tra dirigenti di aziende – hanno favorito la condivisione e sottoscrizione di un “PATTO” con Papa Francesco che è “impegno solenne mirato a cambiare l’attuale economia, incidendo concretamente nelle città e università, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati”.

La coincidenza di giornate storiche – non solo a mio avviso – di fine legislatura di un Parlamento italiano che si “rinnova con il voto di domenica 25 settembre” e la sottoscrizione di un “patto universale che esorta al cambiamento” nel contesto di una emergenza sociale considera, responsabilmente, l’attesa popolare di un mutamento delle condizioni eonomiche e del lavoro nell’orizzonte temporale inclusivo delle persone sia per “coniugare il lavoro con la cura degli affetti individuali e famigliari ma anche per l’ambiente e la natura da salvaguardare”.

Cambiamemto dell’economia che coinvolge le persone con forme di inclusione universale mediante possibilità estese di lavoro – pur flessibile ma non precario e con ore ridotte a parità di salario contrattato e partecipato – per “ricostruire un mondo nuovo dell’economia dove le risorse possano essere utilizzate per il bene dei tanti e non dei pochi” – considerando come ripete Papa Francesco – che “senza lavoro degno e ben remunerato i giovani non diventano veramente adulti e le disuguaglianze aumentano. Il lavoro è già la sfida del nostro tempo e sarà ancora di più la sfida di domani”.

Pensando al silenzio elettorale politico di sabato 24 settembre ho voluto richiamare e sottolineare che in Assisi si concludeva – nellla dimensione mondiale – il terzo incontro annuale 2019/2022 di “Economy of Francesco” osservando e continuando a divulgare un sottoscritto chiaro condiviso “PATTO” quale messaggio aperto al mondo di “altissimo valore economico del lavoro umano, indilazionabile, nella trasformazione di una economia che uccide in una economia della vita e con un senso d’urgenza a tutti i livelli, senza attendere i prossimi summit internazionali, ma da oggi, con impegno continuo”.

Domenica 25 settembre 2022 – mediante le elezioni politiche per il rinnovo anticipato di alcuni mesi del Parlamento italiano e con il voto della metà dei nostri concittadini compresi gli astenuti – abbiamo voluto esprimere e impegnare, dal prossimo ottobre, sia Governo che Parlamento, essenzialmente, su quel richiamato “senso delle urgenze a tutti i livelli” per ridurre, da subito, il disagio sociale emergente di giorno in giorno con il precariato del lavoro e dei bassi redditi a fronte dei crescenti costi primari alimentari ed energetici caricati sulla generaltà delle persone, tutte, nostri conviventi di prossimità territoriale nazionale.

Siamo chiamati, oggi, ad aprire con il Governo sulle priorità emergenti dei fabbisogni delle persone verso ”coesione sociale e occupazione” oltre alle convergenze sulla questione epocale energetica nazionale nella dimensione europea nel contesto della ripresa produttiva – rilanciando gli investimenti e accelerando i progetti esecutivi territoriali del PNRR – nella considerazione sia della fiammata inflazionistica che del rischio, preannuciato, di oltre un milione di posti di lavoro da salvaguardare bloccando i licenziamenti.

Si tratta, subito, di contrastare una prevedibile “tempesta perfetta d’autunno” – così definita – che va governata dai governi europei mentre, nel contempo, il Governo e il Parlamento nazionale non potranno non continuare – mediante risorse straordinarie – con il sostegno al reddito delle persone e dei costi energetici verso tutte quelle imprese in sofferenza considerando, anche, scostamenti di bilancio (debito buono viene definito) per evitare chiusura di attività produttive e perdita di posti di lavoro.

Necessario, quindi, ripartire rilanciando la “economia e il lavoro” con il nuovo Governo sostenuto dal Parlamento, puntando sulla crescita e lo sviluppo sociale del Paese in un confronto di partecipazione e condivisione tra parti sociali sia a livello nazionale che locale – territoriale e settoriale – vincolando l’erogazione delle riosrse alla creazione di nuovi posti di lavoro nella massima sicurezza – laddove ci sono disoccupati – fermando e riducendo, così operando, quell’esodo crescente anche di nostri giovani che lasciano i propri luoghi, dal Sud e oltre il Nord, in cerca, con il lavoro, di un futuro migliore.

(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Marina di Leporano, 27 settembre 2022

 

 

 

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