Cessate il fuoco per fermare morti e distruzioni, senza aspettare alcun vincitore

guerra russia ucraina 390 min

PACE O ARMI?

Un obiettivo che non sembra essere perseguito con determinazione dalla Meloni

di Ermisio Mazzocchi
guerra russia ucraina 390 minIl Presidente del consiglio, Giorgia Meloni, non sembra avere recepito le dichiarazioni di Papa Francesco in cui afferma di essere pronto a fare tutto il possibile per avviare trattative utili a trovare una soluzione al conflitto Russo-Ucraino.

Non si comprende cosa voglia significare quanto detto dalla Meloni, nella sua replica al Senato, «l’unica possibilità di favorire un negoziato è che ci sia un equilibro tra le forze in campo, non mi potete chiedere che pace si ottenga con resa dell’Ucraina, dobbiamo continuare a sostenerla». Che significano queste parole, che bisogna continuare a sostenere l’Ucraina ad libitum? Vuole dire inviare armi all’infinito nell’attesa che ci sia, come elle dice, un equilibrio tra le forze in campo? E’ un’aafernazione affermazione anch’essa indecifrabile. Oppure arrivare sino a quando non sarà più possibile recuperare una trattative dopo l’uso delle armi atomiche? Nessuno ha chiesto la resa dell’Ucraina per arrivare alla pace.
Certamente in molti, compresi i cento deputati democratici degli USA, chiedono di imboccare con decisione la strada delle trattative per un “cessate il fuoco” in modo da bloccare morti e distruzioni.

Parole e concetti che non si trovano nelle dichiarazione del Presidente, che forse li ha ritenuti troppo impegnativi e che avrebbero irritato Joe Biden, che vuole rassicurare con le sue dichiarate scelte atlantiste.

Questo governo intende proseguire una politica estera nell’alveo di quanto intrapreso da Draghi a sostegno di aiuti all’Ucraina che a oggi ammontano a 110 milioni a sostegno del bilancio generale dello Stato ucraino e 12 milioni per le armi e 200 milioni per pagare salari al personale delle scuole.
Un sostegno che si intende estendere con la consapevolezza che il costo per l’Italia incide sul Pil di circa 24 miliardi.

Decisioni giuste per sostenere un popolo aggredito e bisognoso di aiuti, che non escludono di porre in essere azioni volte a porre termine alla guerra.
Un obiettivo che non sembra essere perseguito con determinazione dalla Meloni.

C’è solo da augurarsi che i tentativi del Papa possano avere successo e che nel paese possa sorgere un forte movimento per la pace.
La marcia di Assise per la pace non può durare solo un giorno, ma deve essere costante, diffusa, viva per tutti i giorni sino a ottenere il silenzio delle armi.

27 ottobre 2022

 

 

 

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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