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La sinistra del 21° secolo

 CONGRESSO PD

Come il PD potrebbe essere la sinistra

di Ermisio Mazzocchi
BandierePD popolo 390 minLa sinistra italiana ha la necessità di elaborare e ridefinire le sue categorie ideali per rifondare un pensiero politico che sia egemone nella cultura riformatrice della società. E’ un presupposto essenziale perché una forza politica possa assolvere al suo ruolo rivolto ad affermare un progetto di rinnovamento dell’intero paese.

Verso questo orizzonte il PD dovrebbe rivolgere il suo interesse con uno spirito di ricerca e di approfondimento sostenuto da un dibattito autentico.

Non possiamo più eludere il vero problema della sinistra che ha bisogno di una sua chiara identità al fine di presentarsi come strumento organico e motore di una ristrutturazione dello Stato. Una sinistra che sappia produrre una sua egemonia tale da investire ogni aspetto della vita umana e da incidere sui processi di cambiamento.

In Italia si prospetta sempre di più la configurazione politica di una Destra conservatrice e di una Sinistra progressista, entrambe con una struttura politico-culturale identitaria che tende a omologare la società al proprio profilo politico.

In un sistema democratico possono sorgere diverse formazioni politiche che sostanzialmente si richiamano alle aree della Destra e della Sinistra e che potrebbero essere riportate ai partiti di maggiore consistenza come FdI e PD.
Si deve prendere atto che, a fronte di questo scenario, la sinistra ha bisogno di qualificare e potenziare il suo patrimonio culturale per renderlo efficace e vincente.

Una condizione essenziale per determinare un rapporto di forza a essa favorevole e attrezzare una strategia per combattere il sistema del capitalismo che ha assunto una complessità e una dimensione globale e che ricorre a sistemi oppressivi e speculativi. Ancora più feroce di quello che è stato nel passato.
Esso produce povertà, disuguaglianza e precariato e sfugge alle regole democratiche imponendo un’economia di profitti e di sfruttamento.

Sono aspetti evidenti di un processo che si sta traducendo nell’esplosione esponenziale di una dinamica aggressiva la quale crea vantaggi smisurati e non genera alcun sviluppo, ma solo il dilagare delle disuguaglianze e della sofferenza.
In tal modo finisce con il prevalere l’assenza di tutele e di stabilità lavorativa e vengono a essere cancellati i diritti, negati da un neoliberismo rapace, e a essere smantellata la funzione regolatrice dello Stato.
La globalizzazione ha rafforzato le libertà per giustificare le nuove forme di dominio e non solo quelle economiche, ma anche quelle culturali (scientifiche, ambientaliste, pubblicistiche).

La logica del mercato senza frontiere ha rimesso in discussione, se non cancellate, le regole, o meglio, gli strumenti che intervengono nei rapporti tra libertà, democrazia, sovranità politica e identità nazionale.
Un cambio di prospettiva che deve indurre la sinistra a dotarsi di un nuovo pensiero in grado di leggere le mutazioni socio – economiche e a riqualificare i contenuti della sua cultura proiettandola in uno spazio di giustizia, di democrazia, di diritti.

Su questo terreno si misura la prova di una sinistra in grado di affrontare la sfida al sistema finanziario spietato, che crea e alimenta “le classi subordinate” cui sono negati diritti e prospettive di stabilità e capace di perseguire modalità di lotta alle sperequazioni e di arrivare alla ridefinizione dei principi etici di solidarietà e cooperazione.
A tal fine la sinistra deve riposizionare la sua funzione in modo da “vedere” i nuovi conflitti, i nuovi bisogni e di rigenerare una cultura della democrazia a garanzia di equità e giustizia.

Il Partito Democratico è la sinistra.
Qualifica l’identità di tale partito un progetto innovativo e riformatore che abbia come fine l’affermazione di una cultura autenticamente di sinistra e che poggi su quei valori che sono propri della sua tradizione.
Esso dovrà sviluppare modalità di coinvolgimento, di orientamento, di partecipazione che richiedono una flessibilità nei rapporti e dovrà costituire una rete di interesse, la più ampia possibile, superando rigidità e chiusure.
Sono condizioni indispensabili per affrontare una competizione che si preannuncia molto aspra tra la Sinistra e la Destra, uno scontro tra le forze progressiste e conservatrici, tra una cultura europeista e nazionalista.

Il terreno dello scontro consiste nella capacità di fare apparire inconfutabili i propri valori e le proprie idee a quanti hanno bisogno di un riferimento sicuro. Non ci si deve illudere che ci siano “vie di mezzo” né compromessi.
Il congresso del PD deve definire la matrice politica del partito e valutare quale delle quattro candidature a segretario nazionale con i loro programmi siano più corrispondenti a sostenere questa scelta non più rinviabile né ineludibile.

In Italia la sinistra non può né deve abdicare al suo compito storico né essere sbiadita, ma dovrà approdare definitivamente a una piattaforma culturale, politica, programmatica rappresentativa dei valori insostituibili della dignità degli uomini quali il lavoro e la democrazia.

Ermisio Mazzocchi, 1 febbraio 2023

 

 

 

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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