Opinioni sulla guerra in un dialogo nonno-nipote

OPINIONI

Un nonno e il nipote parlano della guerra russo-ucraina

di Franco Di Pofi
Ucraina guerra 390 minMattia «Nonno cosa stai leggendo?»

È mio nipote Mattia, 14 anni, che viene a passare un pò di tempo con me. «Sto leggendo un libro attualissimo: “Il posto della guerra e il costo della libertà” del professor Parsi».

M. «E chi è? Di cosa parla?»

N. «Parsi è un politologo, docente presso l’università cattolica del Sacro cuore di Milano». Il libro prende lo spunto dalla guerra in Ucraina per riaffermare i valori di democrazia e libertà».

Visto sul viso di Mattia un grande punto interrogativo, gli domando «vuoi sentire qualche frase?»

M. «perché no, nonno».

N. «“La scellerata guerra scatenata dal despota del Cremlino ci riguarda tutti, non è solo una dichiarazione di ostilità mortale nei confronti dell’indipendenza dell’Ucraina, ma costituisce un attacco diretto al cuore dell’ordine Internazionale, alle sue regole, alle loro istituzioni e ai principi sui quali si fondono”».

M. «Nonno puoi spiegarmi?»

N. «Ci provo! Hai seguito l’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina, ne avete parlato a scuola. Ebbene il professor Parsi e tutti gli uomini liberi del mondo ritengono che sia stato criminale invadere una nazione libera e indipendente e che sia stato doveroso intervenire».

M. «E quindi,nonno?»

N. «Quindi gli ucraini non avrebbero potuto fare altro che difendere la libertà con le armi, e con l’appoggio di paesi liberi, compreso il nostro». «Nonno, io ho sentito, da tal professor Orsetti, che è stato un grave errore inviare armi. Egli sostiene che non ci sarebbero stati tanti morti. Così stanno pagando un prezzo troppo alto». «Lascia stare quel professore! Hai ragione! La guerra lascia: rovine, violenze, deportazioni, esodi,morte. Chi garantisce che questo non sarebbe successo anche in caso di resa.Ti potevi fidare di uno che ha il mandato di arresto per deportazione di bambini e bombarda da un anno e, mentre parliamo, l’ultima bomba è esplosa a 300 metri dalla seconda centrale dell’Ucraina? Sai cosa significa? Oltre uccidere con le bombe,uccidere con la fame. D’altronde Putin non è migliore di Stalin».

M. «Che c’entra Stalin, nonno?»

N. «Hai ragione! Questo non lo puoi sapere. C’entra vivere in un paese libero e democratico e vivere sotto un despota. Stalin lasciò morire di FAME, requisendo le risorse agricole degli ucraini nel 1932- 33, sei milioni di persone, compresi donne e bambini. I morti impudritivano perché quelli ancora vivi non avevano le forze per seppellirli. Ci furono episodi di cannibalismo. Vogliamo che si ripeta questo in Ucraina? Adesso rispondo alla tua domanda: il prezzo è troppo alto? C’è un prezzo per la libertà?
Voglio trovare una frase,molto dura, che il terzo presidente degli Stati Uniti disse al colonnello William Smith, già combattente per l’indipendenza, nel 1787.
“L’albero della libertà deve essere innaffiato, di tanto in tanto, con il sangue dei patrioti e dei tiranni. Questo è il suo naturale concime”».

M. «Nonno, questo può accadere anche a noi ?»

N. «A noi è già accaduto. Hai studiato il “Risorgimento”, le due guerre mondiali e sai quanto sangue è stato versato».

M. «Lo so! Mi riferisco ad oggi».

N. «Non ti so rispondere; sono, però, consapevole che la guerra può finire fino a quando uno dei contendenti non prevalga. In questo caso, come può il popolo ucraino che ha subito un attacco vigliacco con le conseguenze di cui abbiamo parlato prima, accettare una resa alle condizioni di Putin? E questi come può accettare una trattativa che gli consenta di non porre fine alla folle idea di una grande Russia?»

M. «Nonno,sono spaventato! Allora guerra ad oltranza?»

N. «Speriamo sempre nella pace, ma non dobbiamo abbandonare il popolo ucraino a sé stesso, anzi dobbiamo aiutarlo con ogni mezzo».

M. «Anche inviando armi?»

M. «Certamente! Spero di riuscire a farti capire perché è importante aiutare l’Ucraina.
Leone X, nella resistenza che opponeva la Croazia all’invasione turca definì i croati ” scudo saldissimo e baluardo della cristianità”».

M. «Scusa se ti interrompo, nonno, è una bella frase, ma non vedo il nesso con l’Ucraina».

N. «Come la Croazia fu baluardo per la cristianità, l’Ucraina è baluardo della democrazia, contro ogni tirannia, ogni dittatura. Un inciso: Leone X non si limitò alla frase…mandò aiuti. Servirono per acquistare armi? Giovanni Paolo II, quando in Polonia gli operai si ribellarono ai loro governanti asserviti a Breznev, non solo scrisse a questi una durissima lettera, non solo incitò gli operai a resistere, ma mandò aiuti. Servirono ad acquistare armi? Poteva costare sangue! Anche con le armi dei partigiani ci siamo liberati dal nazifascismo».

M. «Nonno, anche i bersaglieri entrarono con le armi a porta Pia,contro Pio IX».

N. «Bravo! L’ultimo sangue versato per l’unità d’Italia e la liberazione di Roma. Mattia, voglio farti una domanda: cosa pensi succederebbe se non venissero inviate, più, armi all’Ucraina?»

Mattia non ci pensa un attimo: «si arrenderebbe».

N. «Io non credo! Nel 1940, gli inglesi furono sconfitti a Dunkerque, erano sull’orlo di una resa. Churchill, in un celebre discorso alla camera dei Comuni reagì così: “noi difenderemo la nostra isola quale che sia il PREZZO da pagare! Noi non ci arrenderemo…mai!»

M. «Non si arrenderebbero gli ucraini?»

N. «No! Ma la differenza sarebbe che Churchill vinse, mentre gli ucraini verrebbero massacrati e saremmo responsabili di un ennesimo genocidio. Mattia,ti sei annoiato?»

M. «Affatto nonno, è stato molto interessante, ma la partita di scacchi la faremo domani; vado a studiare. Ciao!»

N. «Ciao,a domani».

 

Legenda M. = Mattia; N. = Nonno

 

 

 

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Franco Di Pofi

ByFranco Di Pofi

Nato a Ceccano il 16 maggio 1943, residente a Roma dal 1968. Sposato, due figli e cinque nipoti. Diploma di geometra conseguito presso l'istituto tecnico "Leonardo da Vinci" di Frosinone. Frequenta la facoltà di sociologia negli anni '70 e facoltà di lettere ad indirizzo storico artistico negli anni '90. Conosce francese e inglese, cominciato a studiare quando avevo già 50 anni. Funzionario Regione Lazio in pensione. Attivista politico nel P.S.D.I. dal 1963. Membro esecutivo provinciale giovanile (Frosinone). A Roma nel dicembre 1968 continua l'attività politica. Membro esecutivo provinciale, membro comitato centrale. Incarichi di governo: consigliere VIII circoscrizione, vicepresidente ospedale S.Eugenio, consigliere casa di riposo s. Francesca Romana. Interessi: storia dell'arte, letteratura, musica classica e operistica, teatro, cinema. Sport praticati: calcio, karate, sci. Ancora attivo nel tennis.

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