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Occhi e orecchie aperte: parlano i ministri

Il minisfro Francesco LollobrigidaIl minisfro Francesco LollobrigidaFoto di corredo dell'aticolo "All'erta!"

di Franco Di Pofi

“Waltereeee”. Sto chiamando il mio compagno con il quale corro dietro a una pallina da tennis. Non lo chiamo in dialetto romanesco (in 55 anni che sono a Roma ho ancora l’inflessione ciociara); si chiama proprio così. Il padre, nel 1941, si reca all’anagrafe per registrare questo figlio con il nome di Walter. Regio decreto 9 luglio 1939 n.1238 art.7 comma primo: “mi dispiace, niente nomi stranieri”. Dopo una discussione gli fu consentito Waltere.

Sono tanti anni che lo conosco e avevamo dimenticato questo particolare. Ci è tornato in mente sentendo il deputato Rampelli dire che vi sono in Italia “foresterismi eccessivi […] di portare al collasso dell’uso della lingua italiana fino alla sua progressiva scomparsa”. Allora vengono subito alla mente i manifesti degli anni ’30, “qui si parla solo italiano”! E così le parole straniere cambiarono: Bob in ‘Guidoslitta’, Brioche in ‘Brioscia’, Cocktail in ‘Bevanda Arlecchino’, Insalata russa in ‘insalata tricolore’, playboy in ‘vitaiolo’. Può bastare! vorrei ricordare, però, che ci si mise anche D’Annunzio: hip hip hurrà con ‘eja eja alalà’.

Rampelli ha presentato una proposta di legge che vi prego di leggere. Avete capito di cosa si tratti dalle sue parole che ho scritto sopra, ma la cosa che mi ha letteralmente sbigottito è il punto dove afferma che a scuola e nelle università l’insegnamento di lingue straniere è TOLLERATO, solo se ci sono studenti stranieri.

Poveri insegnanti di lingue! e udite udite: multa di 100000 euro per chi usa termini stranieri. Io per non sbagliare, andando in farmacia, ho chiesto un ‘cialdino’ invece di un cachet. È vero che a volte si abusa di termini inglesi, specialmente in televisione; lo dice anche mia moglie a cui dà fastidio che io le traduca, ma caro Rampelli “la progressiva scomparsa”!?! Il latino non è scomparso, si è evoluto. Sono aumentati i termini inglesi del 773%, ma ci sono stati il 773% di nuove tecnologie.

Pensa a questo strumento che tutti usiamo: il computer. Come lo dovremmo chiamare, ‘elaboratore’ e lo smartphone, ‘telefono intelligente’? All’amico al posto di dirgli: “ce l’hai WhatsApp”? gli dici “ce l’hai l’applicazione di ‘come va’”? Ma andiamo Rampelli!?! ridammi i soldi che ho speso per i figli affinché imparassero le lingue.

Un accenno in merito alla proposta del ministro Giorgetti: niente tasse per chi farà più figli. Oggi 20 ottobre, un giornale ha titolato: “reddito di gravidanza”. A questo punto si potrebbe rimettere una tassa di antiche memorie, ‘la tassa sul celibato’. Ora c’è poco da scherzare.

Un ministro che conta in questo governo ché è anche “cognato”: Lollobrigida. Dico subito che nell’ultima dichiarazione ha affermato che non avrebbe mai pensato che la sua frase provocasse tal clamore. Testualmente: “non possiamo arrenderci alla sostituzione etnica”. Io che, per deformazione professionale ascolto molti dibattiti politici, ho sentito colleghi del ministro che la frase è stata “espunta” da un ampio contesto. Un giornalista di destra destra ha obtorto collo (ma proprio obtorto), ammesso che è stato uno scivolone. E no, caro ministro, le parole a volte pesano come macigni e che vuoi espungere. Dalle tue parole si è cominciato a riparlare del “piano Kalergi “.

Brevemente: Dal sito Governo Italiano, Presidenza del Consiglio, Pregiudizi antisemiti, piano Kalergi: “Falsa idea di un complotto del piano Kalergi “. È la credenza secondo la quale esista un piano d’incentivazione dell’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa al fine di rimpiazzarne la popolazione. Prende il nome dal filosofo austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, paneuropeista storico, cui viene attribuita la paternità di tale piano; la teoria trova credito soprattutto negli ambienti di estrema destra […]”.

In un libro di tal Honsik, scrittore nazista, condannato più volte per aver negato l’olocausto, si afferma: “la razza bianca deve essere sostituita da razza meticcia facilmente dominabile”.Anche Camus era fautore di questa teoria. Il titolo di un suo libro è La grande sostituzione. Fu multato per incitamento all’odio razziale. Camus parla di “genocidio per sostituzione”. Lollobrigida non sapeva che, parlando di sostituzione etnica, si riferiva ad un mito neonazista dei suprematisti bianchi, in forza del quale sono state perpetrate stragi in tutto il mondo: Buffalo 10 morti in un supermercato; Nuova Zelanda 51 morti in due moschee; Norvegia, Oslo isola di Uteya. Inutile continuare: il concetto dovrebbe essere chiaro.“La Grande sostituzione” è nella mente di personaggi della politica attuale, da Trump, Orban, Bolsonaro, Putin, per citare alcuni. Anche politici italiani non sono immuni.

Meloni e Salvini in più occasioni hanno parlato più volte di sostituzione etnica. Il presidente del consiglio ha twittato (ancora posso scriverlo in inglese poi dovrò dire ‘ha cinguettato’), scritto su Facebook, e in più ha accusato i finanzieri di complotto nel sostenere l’immigrazione incontrollata, additando la UE di complicità. In un comizio: […] manovalanza a basso costo, schiavi da consegnare ai poteri forti. Si chiama “sostituzione etnica” e noi non la consentiremo. Salvini sempre su Twitter: “o fermiamo, andando al governo, il tentativo di sostituzione etnica della sinistra, o presto i profughi saremo noi”. (sic) Sono questi gli argomenti fantasiosi della destra destra: cavalcare l’idea di un complotto contro i bianchi a favore dei neri (già, in tempi non troppi lontani, la Padania invasa dai meridionali) che possa attecchire nelle classi medie che temono di perdere i loro privilegi.

Non è un caso che Giorgia Meloni e Salvini difendano Orban dalla condanna della UE per “i suoi sforzi deliberati e sistematici del governo ungherese contro i valori dell’Unione Europea”. Non è un caso che un ministro italiano indossi una maglietta con il viso di Putin sul petto, come fosse un fan di una diva dello spettacolo.

Visto Lollobrigida cosa hai sollevato con la tua “innocente” frase? Hai detto: “Non sono pentito, ho sbagliato parole per ignoranza”. Continui a sbagliare. Non devi chiedere scusa, devi argomentare. Nascondersi dietro l’ignoranza non è cosa che fa onore a un ministro. Alla prossima manifestazione d’ignoranza, ci sono le dimissioni. L’ignoranza può fare grandi danni, sempre e comunque.

Non si può scivolare! Ho parlato di tre episodi strettamente legati tra loro che sono motivo di riflessione; proposte che ci riportano ad un tempo tragico della nostra storia. Se dovesse servire, due righe su una “scivolatina” del simpatico presidente del senato: parlando dell’attentato di via Rasella, ha scambiato soldati per allegri e anziani suonatori di una banda che facevano una scampagnata.

All’erta!


Frasi di Lollobrigida

Franco Di Pofi
Franco di Pofi

Nato a Ceccano il 16 maggio 1943, residente a Roma dal 1968. Sposato, due figli e cinque nipoti. Diploma di geometra conseguito presso l’istituto tecnico “Leonardo da Vinci” di Frosinone. Frequenta la facoltà di sociologia negli anni ’70 e facoltà di lettere ad indirizzo storico artistico negli anni ’90. Conosce francese e inglese, cominciato a studiare quando avevo già 50 anni. Funzionario Regione Lazio in pensione. Attivista politico nel P.S.D.I. dal 1963. Membro esecutivo provinciale giovanile (Frosinone). A Roma nel dicembre 1968 continua l’attività politica. Membro esecutivo provinciale, membro comitato centrale. Incarichi di governo: consigliere VIII circoscrizione, vicepresidente ospedale S.Eugenio, consigliere casa di riposo s. Francesca Romana. Interessi: storia dell’arte, letteratura, musica classica e operistica, teatro, cinema. Sport praticati: calcio, karate, sci. Ancora attivo nel tennis. Fanco Di Pofi su UNOeTRE.it


 

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ByFranco Di Pofi

Nato a Ceccano il 16 maggio 1943, residente a Roma dal 1968. Sposato, due figli e cinque nipoti. Diploma di geometra conseguito presso l'istituto tecnico "Leonardo da Vinci" di Frosinone. Frequenta la facoltà di sociologia negli anni '70 e facoltà di lettere ad indirizzo storico artistico negli anni '90. Conosce francese e inglese, cominciato a studiare quando avevo già 50 anni. Funzionario Regione Lazio in pensione. Attivista politico nel P.S.D.I. dal 1963. Membro esecutivo provinciale giovanile (Frosinone). A Roma nel dicembre 1968 continua l'attività politica. Membro esecutivo provinciale, membro comitato centrale. Incarichi di governo: consigliere VIII circoscrizione, vicepresidente ospedale S.Eugenio, consigliere casa di riposo s. Francesca Romana. Interessi: storia dell'arte, letteratura, musica classica e operistica, teatro, cinema. Sport praticati: calcio, karate, sci. Ancora attivo nel tennis.

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