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Stati Uniti: è tornato il lavoro minorile!

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La redazione de il Pungolo Rosso ha reso disponibile questo scritto (vedi qui)

Scrive “Il Pungolo Rosso”, riprendiamo da Counterpunch un articolo che registra il ritorno di fatto, negli Stati Uniti, del lavoro minorile e degli adolescenti, e la sua legalizzazione perfino alla guida dei grandi camion – settore in cui si segnalano tassi di incidenti, in caso di guida di adolescenti, del 500% superiori alla media.

Chi preme in questa direzione? dei padroncini sopravvissuti dell’Ottocento? Macché. Multinazionali e Fondi di investimento. Per esempio, è stata colta con le mani nel sacco la Packer Sanitation Services, Inc. del fondo Blackstone.

Sia chiaro: anche negli Stati Uniti, come nel resto dei paesi occidentali, il lavoro minorile non è mai scomparso del tutto, ed è venuto via via estendendosi negli ultimi decenni in particolare nell’agricoltura californiana, coinvolgendo soprattutto i figli degli immigrati chicanos (nella raccolta delle fragole, ad esempio). Ma qui la Ottenberg fa osservare, giustamente, una crescita della pressione in questa direzione anche in mansioni di grande pericolosità.

Una sola cosa osserviamo ad Eve Ottenberg: è vero che alcuni deputati e stati repubblicani si segnalano per il loro speciale cinismo, ma certe sue, pur dubbiose, semi-aperture di credito alla banda di Biden sono destinate ad essere smentite dai fatti. Mai dimenticare il ruolo svolto dalle amministrazioni Clinton nella più brutale deregolamentazione del mercato del lavoro.
Redazione Il Pungolo Rosso

L’articolo

di Eve Ottenberg da Counterpunch

Questo perché le ricche aziende e i parassiti politici loro portaborse vogliono che ritorni. Per i bambini immigranti non accompagnati e senza un soldo, si domandano, quale modo migliore c’è di passare il loro tempo, se non quello di svolgere mansioni pericolose nei mattatoi o di lavorare con detergenti tossici nelle fabbriche? Cos’altro possono fare questi bambini con il loro tempo? Andare a scuola?

Improbabile, se i nostri oligarchi la fanno a modo loro. Le aziende miliardarie hanno bisogno di lavoratori, soprattutto dopo le Grandi Dimissioni (Great Resignation), quando milioni di lavoratori, dopo essersi ricordati grazie al Covid che la vita è breve, hanno praticamente detto: “Potete prendere questo lavoro schifoso e ficcarvelo nel culo”.

Di conseguenza, il mercato del lavoro si è ristretto, nonostante i migliori sforzi della Federal Reserve per aumentare la disoccupazione, attraverso gli aumenti dei tassi d’interesse da parte del suo presidente Jerome Powell – una bordata nella guerra di classe che gli si è ritorta contro, con il potenziale innesco del crollo del sistema bancario (una giustizia poetica che potrebbe rovinarci tutti). Ed un mercato del lavoro più ristretto significa salari più alti. Questo non piace affatto alle nostre multinazionali, che di conseguenza guardano con maggiore interesse al lavoro dei bambini, perché possono pagarli una miseria.
A saltare sul carro del lavoro minorile sono anche Stati come il Minnesota e l’Iowa. Lì, i legislatori del Partito Repubblicano vogliono derogare alle norme sul lavoro minorile, in modo che i bambini possano lavorare più ore e per «proteggere i datori di lavoro da responsabilità dovute a malattie o incidenti», secondo il linguaggio delle proposte di legge, come riportato da RT il 24 febbraio.

Anche Washington fa la sua parte in questa direzione, con una nuova norma che a gennaio ha abbassato l’età dei camionisti professionisti da 21 a 18 anni. Così ora, secondo la CNN del 19 gennaio, i diciottenni possono guidare gli autoarticolati oltre i confini degli Stati, perché «il governo degli Stati Uniti sta istituendo un programma di apprendistato per giovani camionisti». Questo porterà a molte più collisioni e altri eventi potenzialmente letali, ma ai federali non importa – come Powell, vedono una guerra di classe da vincere per i miliardari, quindi: sicurezza stradale? E’ una cosa del passato, o no?

Bimba al lavoro

Se vi domandate a chi giova?, la risposta non è certo a questi adolescenti sfortunati. È l’industria, che ha bisogno di circa 80.000 autisti in più. Attualmente 49 Stati e Washington D.C. rilasciano la patente ai minori di 21 anni, però non possono attraversare i confini del singolo Stato. Quindi questo programma sembra risolvere un mero problema tecnico, giusto? Sbagliato. Ciò che non viene mai menzionato è l’aumento dei salari dei camionisti. Questo risolverebbe la carenza di personale da un momento all’altro. Ma l’American Trucking Association è così restia a parlarne che non ha fiatato, e così i nostri coraggiosi funzionari governativi, prendendo spunto dalla reticenza dell’industria, aggirano anch’essi la questione in punta di piedi.

Come riporta la CNN, la Truck Safety Coalition ha criticato aspramente l’idea di ragazzini alla guida di autoarticolati attraverso i confini statali sin dal settembre 2020. La Federal Motor Carrier Safety Administration ha proposto per la prima volta un programma pilota per consentire a chi ha 18 anni o più di guidare camion attraversando più stati, ma fino al novembre 2022 questa decisione non è stata messa in atto.

I giovani camionisti hanno un tasso di incidenti estremamente elevato, quindi sarete sollevati dal sapere che a questi apprendisti non sarà permesso di guidare camion che trasportano materiali tossici, diminuendo così le possibilità di innumerevoli mini-catastrofi del tipo East Palestine [il 3 febbraio 2023 in questa cittadina dell’Ohio 51 vagoni di un treno merci sono deragliati e 49 hanno preso fuoco in un incendio durato alcuni giorni. Dei 51 vagoni in questione, 11 – su un totale complessivo di 20 nell’intero convoglio – contenevano materiali tossici e pericolosi – Nota del traduttore] in tutto il Paese.
«Vorremmo che il Segretario Buttigieg dimostrasse un impegno genuino per la sicurezza e si impegnasse pubblicamente a terminare il programma… dopo il primo incidente mortale o grave», ha dichiarato alla CNN il direttore esecutivo della Truck Safety Coalition, Zach Cahalan. Buona fortuna, Zach.

A giudicare dalla sua reazione ritardata e riservata al recente disastro del deragliamento ferroviario e al precedente caos provocato dalla cancellazione dei voli della Southwest Airlines, Buttigieg non si preoccupa troppo di nessun altro che non siano le grandi aziende che dovrebbe regolare. Tutto ciò nonostante uno studio dell’Università del Michigan abbia mostrato “un aumento del 500% degli incidenti con feriti per i camionisti di età inferiore ai 21 anni rispetto ai camionisti in generale“.

Quindi il lavoro minorile sta venendo notato, in parte perché, come ha riferito la NBC il 21 febbraio, in un impianto di confezionamento della carne del Nebraska «una società di sanificazione ha utilizzato bambini immigrati in un lavoro pericoloso di pulizia delle attrezzature». Il dipartimento del lavoro sta indagando sull’azienda, la Packer Sanitation Services, Inc. (PSSI). Un’investigatrice ha dichiarato alla NBC che l’azienda ha sfacciatamente ostacolato il suo lavoro. La NBC ha riferito che questi ragazzini non potevano essere scambiati per adulti e che, secondo gli investigatori, l’azienda impiegava un centinaio di bambini dai 13 anni in su.

In precedenza, a dicembre, dopo che il dipartimento del lavoro aveva trovato 50 bambini che lavoravano per la PSSI, l’azienda aveva firmato un decreto di consenso in cui si impegnava a rispettare le leggi sul lavoro minorile. Bisogna riconoscere alla PSSI l’augusta benevolenza della sua concessione; un atto da noblesse oblige nei confronti del Paese delle leggi – non degli uomini – è sempre cosa gradita. Per inciso, PSSI è di proprietà della ricchissima società di gestione di investimenti Blackstone (con un patrimonio netto di oltre 56 miliardi di dollari), secondo quanto riportato dalla NBC il 23 febbraio. A febbraio il Dipartimento del Lavoro ha citato la PSSI per «violazioni sistemiche del lavoro minorile che indicavano ‘un fallimento a livello aziendale’ diffuso in 13 sedi in otto stati».

In seguito il New York Times del 25 febbraio e il Washington Post del 3 marzo hanno parlato dello sfruttamento del lavoro minorile degli immigrati. Il Times ha individuato molti bambini impiegati in lavori pericolosi, in palese violazione delle leggi sul lavoro minorile. «Questa forza lavoro ombra si estende a tutti i settori industriali di ogni Stato… Riparatori di tetti dodicenni in Florida e Tennessee. Lavoratori minorenni nei macelli del Delaware, del Mississippi e della Carolina del Nord. Bambini che segano assi di legno in turni notturni nel South Dakota».

L’età dell’oro in cui tutti i bambini studiano nelle scuole pubbliche gratuite degli Stati Uniti, è finita.

Proprio nel momento in cui tutto questo marciume è venuto a galla, il governatore del Partito Repubblicano dell’Arkansas, Sarah Sanders, ha firmato una nuova legge che annacqua le protezioni sul lavoro minorile, come riporta il Washington Post dell’8 marzo. «La legge elimina l’obbligo per lo Stato di verificare l’età dei bambini minori di 16 anni prima che possano accettare un lavoro». Quindi immagino che un bambino di cinque anni ben piazzato possa saldare alla catena di montaggio locale. Ma, parlando seriamente, l’evidente risultato di questa legge sarà che gli adolescenti più giovani, e persino i preadolescenti, lavoreranno – presumibilmente dopo la scuola, oh, oh – perché i loro capi sanno che nessuno verificherà la loro età.

Sanders ha definito la verifica dell’età «onerosa e obsoleta». Ma guarda un po’ te: una legge sul lavoro destinata a porre fine all’abuso dei bambini per ragioni elementari di umanità e moralità è, per questo governatore, solo una seccatura che ostacola il profitto… Chi lo avrebbe mai immaginato…È difficile evitare di concludere che, se potessero, i repubblicani eliminerebbero tutte le leggi sul lavoro minorile. Così torneremmo ai bei vecchi tempi del XIX secolo, con i bambini che lavoravano nelle miniere di carbone per pochi centesimi – una calamità che, ovviamente, oggi affligge molti di quelli che questi repubblicani del “Make America Great Again” considerano “Paesi di merda”. Beh, se il Partito Repubblicano avrà ciò che vuole, credo che noi americani faremo presto parte del club.

L’amministrazione Biden «ha annunciato un giro di vite contro lo sfruttamento lavorativo dei bambini immigrati negli Stati Uniti», riporta il Times del 27 febbraio. Vedremo se il team di Biden fa sul serio, o se questo annuncio è stato solo un diversivo per attirare l’attenzione dei media. Un’autentica repressione di qualsiasi abuso sui lavoratori sconvolge il mondo imprenditoriale, senza contare che infiamma i repubblicani fanatici del libero mercato che considerano qualsiasi legge sul lavoro come una cattiva notizia. Le aziende vogliono questi bambini lavoratori – dopo tutto, costano pochissimo. Biden si opporrà davvero a tutto questo? Quanto? Se il passato è un preludio, quella che si prospetta potrebbe essere una musica davvero tetra.

Eve Ottenberg è scrittrice e giornalista. Il suo ultimo libro è Hope Deferred. Può essere contattata sul suo sito web.

Marzo 17 2023
Child Labor is Back… with a Vengeance!
BY EVE OTTENBERG


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