Pensare, programmare, sognare il futuro

Ceccano vista dal bastione del Castello dei conti de CeccanoCeccano vista dal bastione del Castello dei conti de Ceccano

Tre verbi, tre azioni che necesstitano di una seria e saggia politica a Ceccano

di Filippo Cannizzo

Ceccano vista dal Castello

“Una politica per il bene delle città dovrà essere seria, utile e condivisa”. Mi sono tornate subito alla mente queste parole, pronunciate nel corso delle conferenze tenute a Vienna nel 1967 da Theodor Adorno, non appena ho avuto tra le mani la raccolta di articoli di Angelino Loffredi, pubblicata e distribuita nelle ultime settimane, dal  titolo “Per una politica seria ed efficace”.

Il libro pare avere un intento evidente già dalla selezione degli articoli fatta dall’autore – che personalmente ritengo parziale rispetto al contributo dato da Loffredi nel corso degli ultimi dodici anni alla discussione politica ceccanese e non solo, alle problematiche da lui lucidamente affrontate e agli ambiti di riflessione posti con competenza all’attenzione dei cittadini – ed è quello di provare a stimolare un confronto aperto, pubblico, fra persone, soggetti politici, partiti, associazioni, che hanno un’idea alternativa di Ceccano rispetto a chi amministra la città da quasi due lustri.

Non è il primo tentativo in questa direzione che Angelino Loffredi compie, con generosità, negli ultimi dodici anni (e forse anche di più), come sa bene chi legge con interesse i suoi articoli su unoetre.it, loffredi.it, socialmenteblog.it, oltre ad aver letto i suoi libri; pur non nutrendo grande fiducia sul fatto che nell’immediato si accenda “un dibattito critico e serrato fra forze e associazioni politiche…un continuo confronto”,  mi auguro che questa sua ulteriore sollecitazione abbia più fortuna delle precedenti.

I 40 articoli che costituiscono il corpo del libro sono raccolti cronologicamente, e intrecciano una possibile narrazione della crisi della politica ceccanese con la ricostruzione del percorso di alcune lotte che si sono sviluppate rispetto a delle problematiche che attanagliano la città fabraterna da tempo ma che in larga parte sono ancora irrisolte: inquinamento e mancate bonifiche, sanità e casa della salute, lavoro e vertenza frusinate, biblioteca, mercato settimanale e questioni urbanistiche, aumenti delle tasse, fino alle più recenti dei parcheggi a pagamento e il tentativo di costruire un mercato coperto con locali commerciali in un’area di verde pubblico in pieno centro cittadino.

Alcune tematiche avrebbero meritato più spazio, come la necessità di riprendere una battaglia delle idee legata al ruolo imprescindibile della memoria quale ingranaggio collettivo (qui solo accennata rispetto a quello che è diventato un “problema di protocollo”, ricorrente in occasione della Festa della Liberazione, legato alla mancata esecuzione della canzone “Bella Ciao” da parte della banda musicale di Ceccano ma che riguarda pure gli argomenti trattati, o elusi, nel corso del tradizionale intervento riservato al Sindaco il 25 aprile). Il numero maggiore di articoli della raccolta viene dedicato al tema della difesa dell’acqua pubblica e contro la fallimentare gestione di ACEA ATO5, lotta eminentemente politica portata avanti coraggiosamente e senza remore di sorta dal comitato acqua pubblica  nonostante l’assenza colpevole di una sponda istituzionale, che sarebbe fondamentale per il successo della stessa istanza.

Se questi testi così densi di contenuti, informazioni, proposte, fossero stati raccolti per tematiche – rispettando sempre l’ordine con cui sono stati scritti – piuttosto che semplicemente in maniera cronologica come si presentano al lettore, avrebbero reso il libro ancor più un’utile strumento per poter compiere il percorso necessario per passare “dall’opposizione all’alternativa” (come suggerisce il titolo di uno degli ultimi articoli presenti nel libro di Angelino Loffredi).

L’urgenza che si avverte nel leggere gli articoli, è frutto della passione di chi non si rassegna allo stato di cose presenti ma si muove in direzione ostinata e contraria rispetto alla destra che amministra Ceccano. Alcune parole, alcuni concetti, alcune idee, si rincorrono nel corso degli articoli di Loffredi, pubblicati pure a distanza di anni, e a mio avviso possono costituire un possibile filo rosso per una politica seria ed efficace – così come indicata dall’autore fin dal titolo. Spero di non tradire le intenzioni di Angelino, condividendole qui e provando a darne, insieme ai suoi articoli, una possibile interpretazione.

Partecipazione. In un momento nel quale lo sconforto e la rabbia nei confronti delle decisioni prese dall’amministrazione comunale paiono essere i sentimenti dominanti tra i cittadini, la possibilità di dare vita a un percorso partecipato – in cui l’opinione delle persone conti veramente – sembra l’unico cammino da percorrere per aprire un altro futuro possibile per Ceccano.

Negli ultimi mesi ci sono stati dei segnali di vitalità della comunità ceccanese, in particolare per quel che riguarda la difesa dei beni comuni, che non possono essere ignorati. È un percorso complicato quello della partecipazione, che richiede un grande sforzo nel provare a coinvolgere per davvero le persone e senza dare nulla per scontato, che deve attraversare le strade e le piazze della città per realizzarsi, ma che al momento appare come l’unico possibile per far tornare i ceccanesi  protagonisti della buona politica e del cambiamento.

Trasparenza. Mentre le decisioni sulla città sembra che vengano prese in altre sedi, più o meno lontane da Ceccano, oppure per interessi che esulano quelli dei cittadini, appare necessaria la volontà,  insieme al coraggio, di rendere chiare e palesi idee, progetti, percorsi per il futuro di Ceccano.  Nei modi e nei tempi giusti, senza passi frettolosi o inutili salti in avanti e, chiaramente, solamente dopo essere state condivise in un percorso partecipativo. Perché  se “la politica si muove e c’è chi non se ne accorge”, forse negli ultimi anni non si è mossa sempre nella direzione del “confronto con i cittadini” tanto è vero che Angelino Loffredi ci ricorda che “ancora non assisto a una discussione che metta al centro i drammi nostri” di Ceccano.

Unità. Penso che progetti, idee, proposte, siano costituenti di un’unità possibile con i singoli cittadini, con i movimenti, con i soggetti politici, sociali, associativi che vivono Ceccano. E che, proprio a partire da possibili soluzioni per le tante problematiche in cui è impantanata la città, si possano costruire seri e concreti percorsi partecipativi. Unità da cercare ostinatamente, in maniera tenace, con la forza delle idee. Unità da non cercare a tutti i costi. Come insegna anche la storia della città nel corso degli ultimi trent’anni almeno. Le persone sono stanche di votare “contro”. I ceccanesi sono frustrati dal dover votare chi sceglie il “governo per il governo”, in maniera nondimeno trasversale e per interessi che spesso non riguardano il benessere della città. I cittadini non vogliono più votare il “meno peggio”. Piuttosto, potrebbero preferire stare a casa, come dimostrato da tutte le recenti tornate elettorali. Eppure, i ceccanesi vogliono tornare a credere in un altro futuro possibile per la propria città che sia frutto fecondo “di un’alternativa valoriale, metodologica e programmatica”.

Impegno e collegialità. Il libro di Angelino Loffredi chiama a un impegno militante, parla di una politica fatta giorno per giorno, tra la gente. Poi, nel ripercorrere la storia delle “sconfitte annunciate” degli ultimi anni contro la destra,  l’autore pare invitare a mettere da parte personalismi, rancori, risentimenti e incomprensioni, ad evitare di perdersi nei tatticismi o nei tecnicismi politicanti che hanno portato agli errori del passato – ma che, leggendo alcuni passaggi del testo che sono messi molto bene in evidenza pure nell’intensa premessa di Ignazio Mazzoli che introduce il libro, rischiano di essere ripetuti anche oggi.

Ci sono situazioni di cui Loffredi parla nel 2012, nel 2014, nel 2019, che sembrano parlare  all’oggi e al domani di Ceccano, alla necessità di dare vita a un’azione politica alternativa che possa contrapporsi con serietà ed efficacia all’amministrazione attuale che ogni giorno di più si dimostra lontana dai concreti bisogni dei ceccanesi.

L’unica possibilità a cui pare alludere Angelino Loffredi, in particolare negli articoli più recenti, è quella di percorrere una strada che porti alla costruzione di una proposta seria ed efficace – organica e complessiva mi viene da aggiungere – da “pensare, programmare e, perché no, anche sognare” come invita a fare Loffredi – per la Ceccano del futuro, per un’altra città possibile.


Filippo Cannizzo – Bricole di bellezza

Filippo Cannizzo – Lacrime di gentilezza

Ceccano su UNOeTRE.it

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Avatar

ByAutore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Privacy Policy Cookie Policy