I “mostri”. Veri, non belle arti

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Già Van Gogh criticò come per mera ignoranza venivano capitozzati* gli alberi

di Michele Santulli

Albero capitozzato
Albero capitozzato

E il solo modo corretto di definire lo spettacolo che si offre al viaggiatore, almeno a quelli che sanno leggere la realtà e capirne il senso. 

 E’ stata letteralmente stravolta la conformazione dell’albero quale  giunta a noi dopo milioni di anni e cioè sempre con un tronco, con i rami, una chioma verde. Ora lo scenario è quello che si osserva in giro, sicuramente in certe regioni…. 

Come le presenti immagini illustrano, qui gli alberi vengono trattati in modo non  barbarico bensì criminale. Già Van Gogh, che parlava con la natura e con gli alberi, in non poche sue opere ci ha illustrato e allo stesso modo criticato e sanzionato, come in certe regioni anche alla sua epoca per mera ignoranza venivano capitozzati gli alberi, con il risultato tra l’altro di quei rametti ridicoli che si levano dal tronco ormai  nudo, come ha illustrato in non poche sue opere.

Alberi capitozzati

E qui  dopo centocinquantanni, siamo allo stesso punto, non si conosce ancora da parte delle amministrazioni  che cosa è potare e che cosa capitozzare cioè quasi sempre potare a morte l’albero, come tanti alberi in piedi senza più rami  e come tanti  cadaveri pure in piedi lungo le strade   provano e documentano. Grande è la indifferenza generale, per fortuna degli autori di questi veri e propri misfatti a sfregio del patrimonio naturale comune. Perché ci sono degli autori e promotori di tali scelleratezze, in gran parte le pubbliche  amministrazioni, o per loro  interessi particolari o per spudorata ignoranza, come ai tempi di Van Gogh!

Potare è apparentemente semplice quando si tratta del proprio giardino o del proprio campicello, direi un’impresa  impegnativa e professionale quando si tratta di ridare vita o di promuovere e conservare  la vita di un albero: operazione, la potatura, di  estremo significato quando si riferisce alla produzione e alla coltivazione.

Alberi capitozzati
Alberi capitozzati

Se si aguzza la vista quando si è in macchina principalmente, ma anche a piedi, non solo si vive ormai il deserto lungo le strade salvo la cementificazione volgare e l’annientamento degli alberi quali pini, querce, platani e analoghi: sembrerebbe esserci la precisa volontà, se non libidine vera e propria, dell’abbattimento e dello sterminio. Naturalmente tale situazione è tipica non solo quando il pubblico amministratore è a livello della povera capra sgarbiana ma parimenti, ancora peggio, quando il sindaco stesso è acculturato!  Senza parlare delle amministrazioni provinciali, dei vari assessori regionali, ecc. i più assenti e insensibili. Non si spiega diversamente come mai avviene, per esempio, che sulla medesima strada a seconda dei comuni, si alternano i deserti e le oasi di verde! Imperdonabile assistere a tale sfacelo degli abbattimenti sempre immotivati o per incapacità nella potatura o a causa della capitozzatura e mai assistere a una  piantumazione o, miracolo vero e proprio, alla gestione e manutenzione dell’esistente. 

Ridicole feste in cui si coinvolgono gli alunni da mezzo secolo nelle cosiddette feste degli alberi e mai visto un albero cresciuto e manutenuto!

Non vogliamo ricordare, vista la noncuranza e il disinteresse vero e proprio dell’ONU,  l’eccidio autentico, a danno enorme della umanità, che ancora oggi si sta perpetrando nelle foreste dell’Africa Centrale o nell’Amazzonia o in certi paesi dell’America Centrale dove fino a pochi anni fa  crescevano  alberi della più grande qualità e prerogativa che, nel passato, hanno impreziosito il  mobilio di mezza Europa per  secoli: tutto si avvia all’estinzione, assieme agli animali selvaggi che hanno accompagnato l’uomo nella sua esistenza  dall’inizio: crescono e aumentano esponenzialmente solamente i bipedi!  

*Perchè la capitozzatura è dannosa ed anche vietata

Nonostante la capitozzatura risponda a specifiche esigenze, essa va effettuata solo sotto consiglio di un arboricoltore esperto, se non si vuole rischiare di danneggiare il proprio albero. Il pericolo principale di questo metodo è costituito dal fatto che esso prevede una recisione di gran parte delle fronde, rimuovendo completamente le foglie: una volta spoglio, l’albero non è più in grado di produrre nutrimento e, per sopperire a tale mancanza, dovrà attingere alle proprie scorte di energia.
Col passare del tempo quindi, la capitozzatura produce ramificazioni più deboli, che rischiano pertanto di spezzarsi più facilmente. Tagli troppo profondi inoltre, mettono a nudo gli strati interni del tessuto vegetale, rendendo il fusto e le radici più fragili e vulnerabili.
da ©pgcasa.it


Capitozzatura

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Michele Santulli

ByMichele Santulli

Michele Santulli è ciociaro di Atina in Valcomino. Già insegnante nelle scuole superiori e temato in Germanistica alla Università di Pisa, poi, lasciata la scuola, antiquario per molti anni in Cassino. Ha raccolto neim suoi libri le proprie deduzioni ed osservazioni su aspetti e realtà eccezionali eppur sconosciuti della Terra di Ciociaria che marcano e contrassegnano la storia artistica e sociale dell’Europa Occidentale.

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