Napoli 1943. Le quattro giornate

Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

27 Settembre 2023
Le quattro giornate di NapoliLe quattro giornate di NapoliLe quattro giornate di Napoli

Napoli fu la prima tra le grandi città italiane a insorgere contro l’occupazione tedesca


di Ermisio Mazzocchi

Quattro giornate di Napoli
Quattro giornate di Napoli

Il 27 settembre 1943 la popolazioni civili e militari di Napoli insorsero contro gli occupanti tedeschi nazisti e liberarono Napoli dalla loro occupazione.

La lotta di liberazione si concluse il 30 settembre con la cacciata dei tedeschi dalla città. Il coraggio e l’eroismo del popolo napoletano consentì alle forze Alleate di fare il loro ingresso nella città partenopea il 1 ottobre e di trovarla già liberata dai tedeschi.

Napoli fu la prima tra le grandi città italiane a insorgere contro l’occupazione tedesca e a ottenere un grande successo nella lotta di liberazione.

La città, il suo popolo erano stremati da anni di guerra, esasperati per i saccheggi, vittime dei rastrellamenti, abbattuta dalla dilagante miseria. Si diffondeva sempre più il desiderio di liberarsi degli invasori. Prendeva con maggior forza e consistenza una crescente ribellione. Le minacce dei tedeschi di deportazione e di fucilazioni esasperò la popolazione che in vari punti della città incominciò a organizzarsi con manifestazioni di protesta e con il possesso di armi.

Scugnizzo alla liberazione di Napoli

Il 27 settembre a seguito di un ennesima retata da parte dei tedeschi, uomini armati si oppongono ai nazisti aprendo il fuoco. Per tutta la giornata e nei giorni successivi ci furono aspri scontri in diverse zone della città. I tedeschi furono costretti dopo feroci combattimenti a trattare per avere la via libera a uscire da Napoli in cambio avrebbero liberato civili napoletani catturati.

La peculiarità delle Quattro giornate di Napoli è stata la spontanea partecipazione di donne, operai, preti, “scugnizzi”, medici, “femminielli”, professori. Un’intera comunità popolare si ribella in una corale lotta per la propria sopravvivenza e liberazione dai tedeschi. Una lotta sorta dal basso, spontanea, iniziata senza alcuna organizzazione precostituita.
Essa aveva la sua forza nella ferma volontà di conquistare la libertà e di ripudiare la violenza e la dittatura.

Queste “giornate” rappresentano un patrimonio di valori democratici. Ritengo che quei valori e quelle testimonianze debbano essere un possente messaggio a quanti vorrebbero riscrivere la storia eliminando quelle “parole” con cui essa è stata “scritta”.

Sminuire il coraggio e il merito del popolo napoletano mostrati in quella decisiva e drammatica circostanza vorrebbe dire non riconoscere la vitalità e la maturità democratica di tutto il Mezzogiorno.

Significherebbe, ancora una volta, assumersi la responsabilità di aumentare il solco tra il Nord, che avrebbe fatto la storia e il Sud che avrebbe avuto solo spontanei sporadici episodi di interesse nazionale.

Sono convinto che le forze democratiche e la parte più progressista che conservano potenti legami con la tradizione delle lotte non solo antifasciste ma anche con quelle per la difesa della Costituzione repubblicana sapranno commemorare “Le quattro Giornate” per affermare che quanto è accaduto a Napoli nei suoi valori essenziali, abbia attualità e la volontà di riconoscere il pregio di quella sommossa popolare che accese la luce per l’insurrezione nazionale che produsse la moderna Costituzione repubblicana dello Stato democratico italiano.


Quattro giornate di Napoli

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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