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Ceccano 2030, come la sogna Sabrina

Ceccano vista dal bastione del Castello dei conti de CeccanoCeccano vista dal bastione del Castello dei conti de CeccanoCeccano vista dal bastione del Castello dei conti de Ceccano

Avvalorare il senso di comunità e restituire un’immagine rinnovata del nostro paese


di Sabrina Diana

Ritrovarsi

CECCANO. Un paese per essere bello dovrebbe essere sano, adottare politiche volte al benessere della collettività, con particolare attenzione ai più fragili, operando secondo i principi della legalità e della trasparenza, con reciprocità di intenti.

Personalmente vorrei poter vivere “all’aria aperta”, in un paese contornato di spazi verdi, camminare agevolmente per le strade e in sicurezza, disporre liberamente di un autobus per il trasporto pubblico o altre modalità di trasporto a basso impatto ambientale, quale alternativa all’uso dell’auto privata e ai parcheggi a pagamento, trovare i luoghi di cultura e aggregazione sempre aperti e accessibili, godere della bellezza paesaggistica del nostro fiume, respirare…  

La verità è che a Ceccano ci sono troppe criticità da risolvere nell’immediato: un’emergenza ambientale e sanitaria, la crisi idrica e occupazionale, la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici, un clima delinquenziale e il dispendio di preziose risorse economiche che potrebbero garantire i servizi essenziali alla collettività, già gravata da un caro bollette spropositato.

Ceccano piazza 25luglio notturno 350 260
Piazza 25 Luglio

Per depurare l’aria, contrastare l’inquinamento, le politiche di cementificazione scellerata, creare posti di aggregazione per tutte le età e stabilire uno stretto legame con la propria terra, potremmo piantare degli alberi anti-smog* per i nuovi nati, per i nostri cari che muoiono, per coloro che si sono distinti per impegno civile e dedizione al bene comune, per chi è costretto a trasferirsi altrove, apponendo una targa nominativa da collocare in piccole aree verdi, dotate di panchine (anche simboliche o panoramiche), secchi per i rifiuti, erogatori di acqua e semplici fontane.

*(La legge 14 gennaio 2013 n. 10 per lo sviluppo di spazi verdi urbani, prevede che tutti i comuni al di sopra dei 15.000 abitanti siano dotati di un catasto degli alberi e che, per ogni bambino nato o adottato, venga piantato un nuovo albero).

Gli alberi potrebbero essere piantati in vari punti della città, anche a ridosso del fiume Sacco, dopo una massiccia bonifica sarebbe bello trovare colonie di aironi svolazzanti, mettere in funzione il vecchio mulino utilizzando la forza motrice della cascata, organizzare giornate ecologiche di raccolta dei rifiuti, di piantumazione di fiori e giovani piantine da frutto, in spazi appositi, da parte dei più piccoli, coinvolgendo i vivai di zona.

Pensare all’utilizzo di energie alternative, a sistemi di raccolta dell’acqua piovana o della sorgente dell’acqua sulfurea tornata a sgorgare naturalmente nei pressi della mediateca, puntare su un’economia verde, rendere il fiume vivo, guardarlo come una risorsa e non come una minaccia, come attrattiva per il turismo con il nostro bellissimo ponte pedonale, per attività didattiche, ludiche e sportive, come punto di ritrovo all’aria aperta per grandi e piccini e per i nostri amici a quattro zampe.

Gli argini sono percorribili per un bel tratto, potremmo reperire i fondi per una pista ciclabile.

Prima che gli alberi da frutto si estinguano, a causa delle continue opere di edilizia urbana, bisognerebbe salvaguardare il nostro prezioso patrimonio, conservando i noccioli, i semi o i rinascenti degli alberi provenienti dalle nostre campagne, con l’aiuto di un esperto, catalogandoli su un database, magari utilizzando gli ampi spazi della Mediateca, posizionandoli con dei sacchetti o barattoli ermetici su apposite bacheche. La loro conservazione sarebbe utile anche a scopo didattico e di ricerca scientifica, potrebbe nascere un Orto botanico con laboratori di piante officinali. 

Per avvalorare il senso di comunità e restituire un’immagine rinnovata del nostro paese, potremmo creare iniziative a decoro urbano, come riempire le vie del centro di fiori adatti all’ambiente e premiare il balcone più bello e rigoglioso, oppure organizzare un concorso fotografico per i cittadini dal titolo “dalla mia finestra” o “il panorama che vorrei vedere nella mia città”, così da avere un quadro preciso delle condizioni dell’ambiente in cui viviamo.

Rinnovare l’aspetto del centro storico con progetti di riqualificazione urbana per il rifacimento e la ritinteggiatura delle facciate, con un Piano del Colore che rispetti il regolamento edilizio per gli interventi di recupero, con particolare attenzione agli immobili soggetti al vincolo monumentale.

Essendo il nostro territorio un’Area di Crisi complessa, il Comune potrebbe impiegare i cittadini disoccupati o percettori di ammortizzatori sociali in lavori di pubblica utilità, con progetti per il miglioramento dei servizi prestati, previo adeguato corso di formazione, utilizzando le risorse stanziate previste in accordo con il Protocollo delle Politiche attive, la Regione Lazio, i Comuni e le parti Sociali, che mirano al reinserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro, rendendoli parte attiva della comunità.

Si potrebbero impiegare i lavoratori in servizi bibliotecari e museali, nel riordino di archivi e recupero di lavori arretrati di tipo tecnico e amministrativo; nella valorizzazione di beni culturali ed artistici anche mediante attività di promozione, allestimento e custodia di mostre relative a prodotti, oggetti ed attrezzature del territorio nonché di riordino, recupero e valorizzazione di testi e documenti di interesse storico o culturale; in attività di abbellimento urbano e rurale; in servizi ambientali e di sviluppo del verde, in progetti dedicati alla tutela e al benessere ambientale; nella  custodia e vigilanza di impianti e attrezzature sportive, nei centri sociali, centri di ascolto, centri socio-assistenziali, educativi e culturali, in luoghi pubblici quali biblioteca, mediateca, cinema, giardinetti, castello, villa comunale, in figure di assistenza anziani, come supporto scolastico quali autisti e accompagnatori su scuolabus; nel controllo del territorio a garanzia della salute pubblica, nella tutela dell’ambiente con particolare riguardo alla componente faunistica; in altri servizi di interesse pubblico e in tutti i punti sensibili.  

Questo risolverebbe il problema della sicurezza nei luoghi esposti al pericolo di vandali o malintenzionati, inoltre potremmo trovare i luoghi di interesse culturale e di pubblici servizi sempre aperti e accessibili.

Bisognerebbe monitorare e prestare aiuto alle tante persone in situazioni di grosso disagio economico e psichico che circolano nelle strade creando una rete solidale, onde evitare la totale esclusione o emarginazione dalla società.

Da semplice cittadina, il contributo che vorrei dare al mio paese è quello di mettermi a disposizione ed appoggiare tutte le iniziative concrete, anche con massicce proteste, rivolte a sensibilizzare le tematiche sull’inquinamento, la salute pubblica e la tutela dell’ambiente, del patrimonio culturale e del paesaggio, a contrastare gli illeciti e a cercare una strada comune per chiedere agli Organi di tutela e di vigilanza, interventi urgenti sulle criticità del territorio.

Sabrina Diana


Città di Ceccano

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Ceccano 2030


 

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