Ricordo di Luigi Petroselli Sindaco di Roma

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ByIgnazio Mazzoli

6 Ottobre 2023
Il Campidoglio a RomaIl Campidoglio a RomaIl Campidoglio a Roma

Il 7 ottobre 1981 moriva al termine di un intervento nel Comitato Centrale del PCI

Ricordo di Luigi Petroselli, qui con Berlinguer Ciofi
Enrico Berlinguer Paolo Ciofi Luigi Petroselli

Riportiamo qui due ricordi, uno della famiglia ed uno della federazione del PD di Viterbo.

Il 7 ottobre del 1981 perse la vita Luigi Petroselli. Al termine di un intervento di fronte al comitato centrale del Pci, di cui faceva parte, fu colto da un malore che spense la sua esistenza. Aveva 49 anni e da 2 era sindaco di Roma.

Da quella tragica e prematura scomparsa sono passati 42 anni e l’emozione del suo ricordo non si è mai indebolita. La sua esperienza di militante e di dirigente politico di primo piano continua a comunicare con forza il messaggio e l’esempio di un impegno per gli altri vissuto intensamente.

Petroselli è stato tutt’uno con le proprie idee e i propri valori incarnando la passione di chi sa di spendersi per migliorare le condizioni di vita delle persone, in particolare di quelle che hanno più bisogno.

Petroselli è stato certamente un uomo di parte, un uomo di sinistra, un comunista italiano, ma questo non gli ha impedito di vivere e leggere il suo tempo con lo sguardo aperto e lo spirito libero per riuscire a parlare alle coscienze e alle intelligenze di chi non era schierato politicamente come lui.

E questo accadeva (e accade per quanti lo ricordano ancora oggi) perché è stato un autentico democratico capace di interpretare al meglio l’insegnamento che veniva dalla Costituzione repubblicana e dalla ricostruzione del Paese dopo la seconda guerra mondiale e la tragedia del nazi-fascismo.

Petroselli ha incarnato una classe politica che è stata in grado di far convivere l’essere di parte con il confronto necessario e indispensabile a comprendere i problemi e costruire le soluzioni. Contro ogni settarismo, contro ogni approccio puramente ideologico e strumentale.

Con le parole di oggi potremmo dire che per Petroselli erano di gran lunga più importanti i ponti rispetto ai muri.

Per noi, e sappiamo di non essere da soli, Luigi Petroselli continua, ancora oggi, a rappresentare una delle pagine più belle della politica italiana. Per questo la comunità del Partito Democratico non rinuncerà mai a ricordarlo e ad indicarlo come punto di riferimento irrinunciabile per costruire un Paese migliore e più giusto.

Il prossimo 7 ottobre, come ogni anno, la Federazione provinciale del Pd si unirà ai familiari di Petroselli per un momento di ricordo e di raccoglimento presso il cimitero di S. Lazzaro a Viterbo alle ore 10,30.

La Segreteria della Federazione Pd di Viterbo

Ricordo di Luigi Petroselli - archvio de l'Unità
Luigi Petroselli da archvio de l’Unità

“L’antifascismo di mio padre fu per me una rivelazione, fu per me il primo serio contatto con le cose reali della vita e in un certo senso il primo incontro con la politica”.

Così nel 1954, nella biografia richiestagli dalla Federazione viterbese del Partito comunista italiano, scriveva Luigi Petroselli. Che visse intensamente la politica come missione “per la costruzione di un mondo nuovo”, senza mai risparmiarsi, fino all’improvvisa scomparsa “sul lavoro”, a conclusione del suo intervento al Comitato centrale del Pci, il 7 ottobre 1981, all’età di 49 anni.

Ha lasciato il segno nella storia del Paese. La formazione nella sua città, a Viterbo – dove diventa segretario della Federazione del Pci nel 1962 e siede sui banchi del consiglio comunale del capoluogo e del consiglio provinciale -, poi il passaggio alla direzione del Comitato regionale del Partito e, successivamente, della Federazione romana. Capolista nelle elezioni per il Campidoglio del 1976, viene eletto per la prima volta sindaco della Capitale il 27 settembre del 1979. È confermato in questa carica il 17 settembre del 1981.

Luigi Petroselli è rimasto impresso nella memoria di tanti, per la coerenza del suo impegno, tutt’altro che comune, volto al superamento delle diseguaglianze e al miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

Per aver affrontato grandi sfide culturali e per la modernità della sua visione dello sviluppo: affermò una nuova idea anche del rapporto tra la Tuscia, Roma e le altre province del Lazio, all’interno di una programmazione regionale capace di valorizzare le risorse dei territori.

Per aver saputo, da sindaco, restituire ai cittadini il senso di comunità e fiducia nelle istituzioni, lavorando a qualificanti progetti per “l’unificazione della città attorno a nuovi valori”, dal centro alla periferia. E anche per la sua sensibilità, per la gentilezza e la semplicità nel rapporto con gli altri, basato sempre sul rispetto.

Amava la vita. Amava la libertà. Nel ’56, di fronte all’intervento sovietico in Ungheria, rimase profondamente scosso. Non condivise la repressione. E pagò di persona, sul piano politico, il suo dissenso, seppure non reso pubblico.

Il suo pensiero resta attualissimo. È una esperienza umana e politica, quella di Luigi Petroselli, cui guardare mentre ci interroghiamo sulle risposte da dare alle complesse questioni del nostro tempo.

La famiglia condivide il ricordo di Luigi Petroselli con un momento di commemorazione davanti alla tomba, al cimitero di San Lazzaro, sabato 7 ottobre, alle 10,30, a 42 anni dalla scomparsa.

La famiglia di Luigi Petroselli

Fonte http://www.tusciaweb.eu/

PD Viterbo

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ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

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