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Il Partito democratico e i suoi compiti di oggi

CGIL 7 ottobre 2023CGIL 7 ottobre 2023CGIL 7 ottobre 2023

Iniziative che traducano rapidamente in atti concreti le risoluzioni della Direzione nazionale


di Ermisio Mazzocchi

Il Partito democratico e i suoi compiti di oggi BandierePD popolo

PARTITO DEMOCRATICO. La Federazione di Frosinone del PD nell’ambito delle indicazioni della Direzione nazionale ha promosso una serie di importanti iniziative, tra l’altro una raccolta di firme a sostegno della richiesta del salario minimo e un’opera di diffusione delle proposte avanzate dal partito per abbassare il costo del carrello alimentare.

Iniziative senza dubbio essenziali, che permettono al partito di illustrare le sue posizioni in merito a temi vitali e stabilire un dialogo con i cittadini. Esse devono avere inoltre la capacità di orientarli nelle loro scelte politiche e di evidenziare attraverso dei confronti i vantaggi di una alternativa dinanzi al fallimento e alle carenze dimostrate da una Destra al potere dispotica e incompetente.

Carenze che sono evidenziate dalle denunce della consigliera regionale Sara Battisti. A questa azione di denuncia si affiancano le sue proposte di legge presentate al Consiglio regionale: dal diritto alla felicità all’istituzione del servizio di assistenza psicologica, dalla prevenzione e cura dei disturbi del comportamento alimentare all’istituzione di un fondo annuale per interventi contingenti dei piccoli comuni.

Si aggiungano, altresì, le numerose interrogazioni, come quelle, in particolare, sulla chiusura di alcuni reparti dell’ospedale di Frosinone.

Un lavoro impegnativo che avrebbe bisogno, a mio parere, di essere inquadrato in un progetto più completo e di maggiore spessore propositivo, tanto più che esso per essere efficace ha bisogno del sostegno di ampi settori della società.

Il PD pertanto dovrà mobilitarsi per ottenere consensi e apprezzamenti se non vuole correre il rischio di vanificare ogni sforzo per dare sostanza alla sua politica.   

Il futuro di questa provincia, come dello stesso Paese, rimane incerto e appare evidente che il PD si trova a fronteggiare fenomeni di grande complessità.

Il processo di desertificazione industriale, che investe il frusinate, produce ulteriori disuguaglianze e provoca un innalzamento della povertà che oggi è al 30,1% dei suoi residenti, un fenomeno inquietante che fa sì che essa risulti essere la provincia più povera tra quelle del Lazio.

Numerose fabbriche sono a rischio di chiusura, come si prospetta per la cartiera “Reno De Medici”, che potrebbe licenziare 300 operai. Nei loro confronti bisognerebbe che il PD mostrasse la massima solidarietà anche attraverso incontri con gli stessi lavoratori. Il terziario, allo stesso tempo, ristringe le sue potenzialità e le aree interne della provincia soffrono condizioni precarie.

L’abolizione del Reddito di cittadinanza, che nella provincia di Frosinone interessa 10.832 nuclei familiari, si è rivelata una vera e propria guerra ai poveri e un’astuta operazione politica di questo governo mirata ad allargare il consenso tra i ceti più abbienti con evidenti atteggiamenti demagogici e populisti.

Lo stesso PNRR è gestito in modo caotico senza risultati concreti. Il Governo e il presidente Rocca con la sua maggioranza di Destra operano consistenti tagli alla sanità e hanno destrutturalizzato il welfare.

In questa situazione la regione Lazio e in particolare la provincia di Frosinone corrono seri rischi di decadimento sociale ed economico, segnato da una crescita delle disuguaglianze.

Il PD, a fronte di tali problemi, ha il dovere di assumere tutte le iniziative necessarie per sostenere una proposta politica alternativa e rispondente alle esigenze del territorio.

Iniziative che devono avere l’obiettivo di tradurre in atti concreti le risoluzioni politiche, non sempre recepite in modo adeguato e tempestivamente, che sono indicate dalla Direzione nazionale e dalla stessa Schlein.

Le condizioni di questa provincia sono gravi e risentono pesantemente dell’inefficace opera del Governo e della giunta Rocca, tanto da richiedere una forte e ampia azione propositiva che rilanci uno sviluppo equilibrato del suo territorio.

I sindacati hanno denunciato la gravità della crisi di tutto il sistema produttivo. Credo che si debba ascoltarli e aprire un dialogo con essi.

Sembra che il loro appello rivolto ad agosto alle istituzioni, ai partiti, alle forze imprenditoriali non abbia ricevuto una concreta risposta e una rispondenza nelle modalità che avrebbero dovuto essere necessarie.

Ritengo che per logica politica e per realismo politico gli Stati generali, formula molto discutibile, convocati dal presidente dell’Amministrazione provinciale, non abbiano nessun valore politico e istituzionale. Di fatto, se si dovessero svolgere, visto che in definitiva Rocca ha avocato a sé tale iniziativa, si limiteranno a un’accomodante e generica dichiarazioni di intenti.

Sarebbe stata preferibile e avrebbe avuto maggiore efficacia una convocazione straordinaria del Consiglio provinciale che si sarebbe dovuto concludere con un impegno a confrontarsi con le istituzioni, ossia con il Governo nazionale e con quello regionale.

La riunione della XI Commissione consiliare della Regione, convocata su proposta della consigliera Battisti, è stata la giusta scelta per affrontare i problemi della desertificazione e riportare il confronto nelle sedi istituzionali.

E’ questa la strada da percorrere perché è evidente che bisogna rapportarsi con le istituzioni i cui rappresentanti in esse eletti si assumono, secondo il ruolo a essi assegnato dai cittadini con il voto, di essere maggioranza e minoranza, le proprie responsabilità rispetto alla soluzione dei problemi. Si cade, al contrario, in un esercizio di pura e indistinta accademica oratoria.

Per tali ragioni il PD deve dotarsi di una nuova politica in grado di leggere le mutazioni socio – economiche e di riqualificare i contenuti della sua cultura proiettandola in uno spazio di giustizia, di democrazia, di diritti.

Significa che il Partito Democratico ha il dovere di assumersi l’impegno di sviluppare una politica di larghe alleanze sociali e di collaborare con tutte le forze democratiche e progressiste.

Un tale obiettivo richiede un PD in grado di esprimere un suo “pensiero” collettivo condiviso su cosa deve essere questa provincia e che mostri il coraggio di affrontare con determinazione i temi cruciali per lo sviluppo del territorio dal lavoro alla scuola, dalla sanità alle infrastrutture, dall’ambiente al sostegno alle imprese. E’ urgente definire un progetto complessivo che deve essere costruito attraverso un confronto e un coinvolgimento delle diverse e articolate espressioni della società, nonché degli stessi iscritti.

I congressi dei 31 Circoli del PD dei comuni della provincia potrebbero rappresentare un’occasione per dare vigore a una politica rinnovata nei suoi contenuti e propositiva, arricchita dal contributo degli stessi militanti e dei cittadini.

Sarebbe proficuo per non ridurre i congressi a una meccanica, se non burocratica, composizione degli organismi dirigenti, che essi si svolgessero sulla base di una piattaforma politico-programmatica provinciale predisposta dalla Federazione, su cui inserire le criticità economiche di quella comunità cittadina e le proposte per lo sviluppo della stessa realtà locale.

Un’opportunità per focalizzare, in sostanza, i problemi e tracciare le linee guida per lo sviluppo del territorio, ma anche per recuperare un ritardo di iniziative e di confronti che si sarebbero dovuti realizzare per evitare di giungere a questi congressi impreparati sui problemi sociali e privi di uno specifico ruolo del partito riconosciuto dall’intera società.

Resta fondamentale per l’esistenza di un partito il tesseramento, la cui importanza è spesso trascurata. Se il PD assolverà ai suoi compiti interpretando le esigenze dei diversi strati sociali e sarà capace di sentire le loro voci è probabile che possa esserci la ripresa dei consensi e di conseguenza una adesione ad esso.

Rispetto agli impegni che dovranno essere affrontati il PD è necessario che riformi una nuova strategia – a oggi insufficiente – delle alleanze sociali, le quali sono indispensabili per contrastare le politiche governative della Destra e sostenere l’opposizione nelle sue iniziative.

Sarebbe significativo, e ritengo più che opportuno, per riprendere un legame con ampi settori della società, che la Federazione del Partito Democratico promuova un’iniziativa pubblica provinciale con l’intento di affermare una sua presenza e una politica rivolta a dare una prospettiva per migliorare le condizioni sociali ed economiche dell’intera provincia.

Si prospetta un percorso difficile ma inevitabile e indispensabile per affrontare i problemi di una provincia ricca di potenzialità, ma priva di una sua struttura produttiva e di adeguate infrastrutture in grado di rilanciare occupazione e sviluppo sociale ed economico.

La contesa politica dei prossimi mesi, e non solo per il voto europeo, a mio parere sarà tra le più aggressive e brutali che la Destra imbastirà e non potrà che essere tra le forze oscurantiste e sovraniste e quelle progressiste e democratiche. Sono in gioco i valori della democrazia e della stessa Costituzione.

Il Partito Democratico di questa provincia, ma non solo di essa, non può arrivare impreparato e privo di una sua proposta per il futuro di tale territorio. Non sono consentiti fallimenti i cui risvolti sarebbero disastrosi per tutti.

Il gruppo dirigente provinciale dovrà essere in grado di raccogliere questa sfida, mostrarsi adeguato a governare i nuovi processi e di dare forza al PD che rappresenta una componente essenziale per la democrazia del Paese.

7 novembre 2023


Partito democratico

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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