fbpx

La guerra e l’insicurezza di Israele

Gaza ©AgiGaza ©Agi

Guerra. Il nesso fra la politica fascistica di Netanyahu e l’attacco terroristico di Hamas


di Aldo Pirone

Guerra e insicurezza di Israele. L'opinione di David Grossman
Guerra e e insicurezza di Israele David Grossman

GUERRA. Giovedì scorso lo scrittore israeliano David Grossman ha scritto un articolo su “la Repubblica” in cui attribuisce a Netanyahu e alla sua politica la falla attraverso cui è passato l’attacco terroristico e nazista di Hamas.

Milioni di israeliani, com’è noto, hanno manifestato per mesi contro le conseguenze ultime interne – la famigerata Riforma della giustizia – che ha diviso a fondo la società israeliana fin nelle sue fibre più importanti: l’esercito, i riservisti, i piloti dell’aviazione, i servizi segreti, dal Mossad allo Shin Bet, funzionari pubblici, ebrei in patria e di nazionalità straniera.

“Quello che accade adesso – scrive Grossman – è la materializzazione del prezzo che Israele paga per essersi lasciata sedurre per anni da una leadership che l’ha trascinata sempre più in basso; che ha demolito le sue istituzioni giudiziarie, l’esercito, il sistema scolastico”.

Il nesso fra la politica fascistica di Netanyahu e l’attacco terroristico di Hamas non lo solleva solo Grossman, esso sta al centro del dibattito pubblico sui giornali israeliani.

La sostanza della politica di “Bibi” è stata quella di considerare l’intero popolo palestinese come un nemico da tenere soggiogato con il bastone militare. E di aggirare la questione palestinese con gli accordi con alcuni paesi arabi. “Anche a questo accordo è legato quanto accaduto nel ‘sabato nero’ tra Gaza e Israele – dice Grossman -. La pace che produce è una pace tra ricchi. È un tentativo di scavalcare il cuore del conflitto. Gli ultimi giorni hanno dimostrato che non è possibile iniziare a guarire la tragedia mediorientale senza offrire una soluzione che allevi le sofferenze palestinesi”. 

Non si è puntato a rinverdire la politica di Rabin o anche solo quella ultima dello Sharon di Kadima, ma a seppellirle entrambe. Netanyahu ha preferito, per ragioni meschine come dice Grossman, civettare con l’estremismo palestinese di Hamas per mettere in ulteriore difficoltà l’esangue e screditata ANP di Abu Mazen.

Ciò ha comportato anche il processo di estremizzazione interna fino alla rivolta di tanti israeliani dei mesi scorsi. Gli estremismi integralisti sia palestinesi che israeliani si sono sempre tenuti a vicenda. Gli israeliani ci hanno rimesso la sicurezza e lo stravolgimento fascistico del loro Stato proclamato ebraico da Netanyahu e i palestinesi i loro diritti a un proprio Stato, confinati in una vita miserrima di profughi senza futuro in casa propria.

Il sostegno militare alle colonie ebraiche della destra religiosa integralista in Cisgiordania, in barba a tutte le decisioni dell’Onu e alle proteste occidentali, in verità assai simili a flebili lagni, è stato il complemento inevitabile della politica di “Bibi”. I 33 dell’esercito schierato in Cisgiordania a difesa degli insediamenti illegali e provocatori dei coloni israeliani, quasi fosse una milizia privata, e il sottile velo armato, appena 3 battaglioni, rimasto a ridosso di Gaza, è stato il varco attraverso cui è passato l’attacco terroristico in stile nazista di Hamas oltre alle falle dei servizi segreti.

Bisogna anche aggiungere, però, che le manifestazioni di protesta contro la Riforma della giustizia di Netanyahu, non avevano colto fino in fondo, per tante ragioni, il nesso strettissimo fra lo stravolgimento interno di Israele voluto dalla destra estrema – legato anche al cambiamento della sua componente sociale – e la questione del diritto dei palestinesi a un proprio Stato indipendente e sovrano. 

Speriamo che quel 7 ottobre in cui gli israeliani hanno toccato con mano le conseguenze tragiche di una politica di destra non solo sulle proprie libertà civili e democratiche ma sulla loro sicurezza, servano a fargli cambiare strada e a riprendere nei confronti dei palestinesi quella di Rabin, sebbene penosa e faticosa.

Perché, alla fine, come diceva Karl Marx, “non è libero un popolo che ne opprime un altro”.

E neanche sicuro.

La guerra e l’insicurezza di Israele

David Grossman

Cronache& Commenti su UNOeTRE.it

Aldo Pirone

Aldo Pirone Link ai suoi articoli

Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda


 

Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

Pagare con una carta

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Privacy Policy Cookie Policy

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda

Privacy Policy Cookie Policy